mercoledì 19 agosto 2015

I racconti di San Pietroburgo, di Nicolaji Gogol


Titolo originale: Петербургские повести

Anno di pubblicazione: 1835/1842

Ambientazione: San Pietroburgo, 1800.


Sono quattro racconti tutti ambientati nella città di San Pietroburgo:

- "La prospettiva Nevskij": passeggiando sulla Prospettiva Nevskij due giovani amici, Piskarev e Pirogov, si separano seguendo due donne diverse da cui sono rimasti affascinati; non possono sapere che quella sarà la separazione definitiva per loro...


- "Il naso": l'assessore Kovalev si sveglia una mattina scoprendo di non avere più il naso...letteralmente: il naso, stufo di star sulla faccia del padrone, ha deciso di staccarsi e ora va a spasso per le vie di San Pietroburgo per niente intenzionato a tornare al suo posto. A Kovalev non rimane altro che inseguirlo cercando di fare in modo che nessuno si accorga della sua mancanza...



- "Il ritratto": Il giovane e squattrinato pittore Carkov acquista nella bottega di un antiquario un dipinto che ritrae un vecchio dallo sguardo maligno;  la notte sogna lo stesso uomo del ritratto e la mattina, al risveglio trova ai piedi del letto una borsa piena di ducati d'oro. Ma al contrario di ciò che egli crede, non sarà l'inizio della sua fortuna ma delle sue disgrazie...

-"Il cappotto": Akakji     è  un piccolo e oscuro impiegato, solo al mondo e bistrattato da tutti. Con grandi sacrifici è costretto a farsi fare un cappotto nuovo, e ciò nella sua misera vita rappresenta un evento di emozionante portata, a tal punto che quando il cappotto è pronto ha modo di pavoneggiarsi un poco con i colleghi di lavoro. Ma una sera il cappotto gli viene rubato...



Amo gli autori russi, ma di Gogol non avevo ancora letto nulla, a parte la novella "Il naso" di cui ricordo alcune simpatiche illustrazioni sull'antologia delle medie (una di queste, il naso con gambe e piedini che si stacca e corre via...) e la novella "Il cappotto" di cui avevo visto il film molti anni fa.
Ho così deciso che finalmente era ora di provare anche questo autore; il primo giudizio su Gogol è positivo, anche se i racconti non mi hanno appassionato più di tanto li ho trovati molto coinvolgenti, sopratutto "Il cappotto" in cui l'autore riesce a far percepire in maniera molto forte il dramma umano di un piccolo uomo comune, la sua solitudine umana e morale, il suo dolore che lo porta alla morte. Non sappiamo perchè il protagonista sia ridotto in quelle misere condizioni, ma certo non possiamo provare empatia per questo invisibile, spesso deriso e calpestato, che vede nel cappotto nuovo la sua unica ricchezza, che più che nel furto subisce il sopruso quando non viene ascoltato addirittura viene minimizzato ciò che ha subito; nonostante il finale tragico l'autore si permette di regalargli una piccola rivincita dall'al di là, che però non cancella il senso di tragedie e inquietudine che permea il racconto.
Molto divertente (come ricordavo) l'altra novella più famosa, "Il naso": storia di un naso ribelle e del suo povero proprietario, che dovrà letteralmente sudare sette camicie per ritrovare la normalità: la novella mette in atto una serie di paradossi contro cui una persona normale si può scontrare in caso el capiti di trovarsi in una situazione un po' particolare.
Angosciante "Il ritratto": durante la lettura ho cercato più volte di raffigurarmi come potesse essere questo diabolico ritratto che rovina la vita a tutti quelli che vengono in suo possesso, portando alla follia per ultimo un giovane pittore, e il cui mistero verrà svelato  nella seconda parte del racconto (che consiste appunto in due parti).
Fatalista "La prospettiva Nevskij", che dopo una lunga (e un tantinello noiosa) panoramica sulla via più celebre della città e sulle persone che la attraversano, ci presenta una storia drammatica un po' alla "sliding doors" su due amici che prendono due strade diverse per una banalità, ma ciò li separerà per sempre; viene resa molto bene l'illusione d'amore del primo giovane, l'ingenuo Piskarev, che si troverà a cozzare contro una realtà troppo terribile per lui da sopportare, al punto di ammalarsi e morire, mentre l'amico Pirogov verrà trascinato in un sacco di guai dalla sua indole "movimentata", rischiando grosso ma perlomeno cadendo sempre in piedi.
Non male, come primo impatto con l'autore.

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