lunedì 17 agosto 2015

Aurora d'amore, di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Italia,

Collegamenti con altri romanzi: è l'ultimo romanzo della "Trilogia dell'amore inaspettato"



Dopo essere stata lasciata da Tommaso Salvemini, la giovane Eugenia di Poggioalto mette in discussione sè stessa e l'immagine di sè che ha evidentemente dato al mondo nel tentativo di imitare il suo modello, la madre morta alcuni anni prima: Eugenia è sempre stata convinta che diventando come lei avrebbe meritato l'amore degli altri, ed invece scopre con dispiacere che tutti la considerano una ragazza altezzosa e fredda.
Si rivolge così a Riccardo Astolfi, noto libertino e ribelle, chiedendogli delle lezioni su come conquistare gli uomini....



Ed eccoci al mio preferito fra i romanzi della trilogia di Ornella Albanese. I personaggi di Riccardo ed Eugenia mi avevano già colpito nei capitoli precedenti, sopratutto lei: possibile che fosse così fredda e altera senza un motivo, senza possibilità di scorgere altro? No, conoscendo (letterariamente) l'autrice doveva per forza esserci sotto qualcosa d'altro... e così è stato.
Il risultato è stato che la figura di Eugenia, a mio avviso, è la migliore tra le figure femminili principali della trilogia: una giovane donna bella, intelligente, affettuosa, molto legata alla famiglia, ma con un grosso peso causato dalla morte della madre pochi anni prima. La madre era un modello di vita per lei, ancora ragazzina, e quando essa è morta si è sentita responsabile dei fratelli più piccoli e della loro casa, assumendo il ruolo che era della madre. Eugenia è convinta che se sarà perfetta (come lei vedeva la madre, essendo ancora piccola) si meriterà amore e affetto e quindi si sforza di controllare ogni minimo gesto, ogni espressione, persino il colore dei vestiti per fare in modo di assomigliare al suo ideale; per lei è quindi un duro colpo (anche se non ne era innamorata) essere lasciata da Tommaso per Lucilla- più vivace e genuina- a tal punto da mettere in discussione il suo intero modo di vita.
Eugenia non è una persona arida e insensibile, il suo modo di comportarsi è dovuto anzi alla sua sete di affetto e amore, che la famiglia non può interamente soddisfare; è una donna dal carattere forte e la sue scelte di vita lo dimostrano fin da ragazzina, anche se per ingenuità e mancanza di una guida (il padre, per quanto affettuoso, non si può certo definire utile in questo senso per i figli) sbaglia modo di fare. E' però anche una persona capace di mettersi in discussione e accettare di ingoiare un boccone amaro andando a chiedere l'aiuto della persona finora più lontana possibile da lei come stile di vita.
Riccardo è il tipico libertino di ricca famiglia che si diverte con questa fama proprio per opporsi ad essa: i suoi genitori infatti sono persone vuote, rigide, bigotte e talmente prive di qualsiasi sentimento di affetto verso i figli da aver ridotto il primogenito Ascanio come un burattino che esegue i loro ordini. In famiglia gli unici che si sottraggono ai due despoti sono la zia Alfonsina,sorda e che vive in un mondo tutto suo, e appunto Riccardo, che si diverte a infliggere ansia ai genitori con uno scandalo dietro l'altro. non è un uomo insensibile, anzi: notiamo che è l'unico che in famiglia cerca di instaurare un rapporto con la zia senza schivarla ritenendola una povera handicappata, e il suo atteggiamento non nasconde altro che una disperata richiesta di essere considerato dai genitori un figlio e un essere umano. 
Come spesso succede nei romanzi, tra queste due persone che più lontane non potevano essere all'inizio nasce un gioco di seduzione intrigante che porterà i due protagonisti a scoprire lati di sè stessi che non conoscevano (o forse non volevano mostrare) e sopratutto a scoprire l'amore reciproco; ci sarà qualche intoppo prima di arrivare alla fine, ma nello stile dell'Albanese tutto si svolge in maniera assolutamente credibile e senza forzature. 
E, anche qui caratteristica tipica dell'autrice, non possiamo non essere interessati anche ai personaggi secondari; in questo romanzo credo che siano presenti tra ai migliori che l'autrice abbia creato, prima di tutto le sorelle Pirani e le lavoranti della sartoria, poi la zia Alfonsina (personaggio che riserverà una forte sorpresa finale), la famiglia di Eugenia e in particolare il padre Massimo e il fratello Giacomo (con un rapporto particolarmente conflittuale, che consente all'autrice appunt di sviscerare anche questa tematica) e dulcis in fundo, Camelia, personaggio che ha tenuto banco anche nei due romanzi precedenti, e di cui in questo viene svelato il mistero.
Della Albanese io adoro "Il filo di Arianna", che ha un posto speciale nella mia libreria, ma devo dire che questo "Aurora d'amore" potrebbe benissimo fare spietata concorrenza....:)


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