lunedì 13 luglio 2015

L'uomo che voleva essere Francis Scott Fitzgerald, di David Hendler



Titolo originale: The man would be Francis Scott Fitzgerald

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: New York, fine anni '80


Stewart Hoagy è uno scrittore americani, ex stella prodigio del mondo letterario, ex marito della famosa attrice Merilee Nash e ora caduto in disgrazia e in crisi personale e lavorativa, visto che si è ridotto a fare, per vivere, il ghostwriter. Viene contattato così da Cameron Noyes, l'attuale giovane scrittore prodigio, dalla vita sregolata e dal genio altrettanto in crisi, per scrivere la sua biografia.
Da quel momento la sua vita subisce una rivoluzione: non solo viene coinvolto, anche emotivamente, nella vita e nei segreti del giovane astro, ma riprende anche la relazione con la ex moglie che non ha mai smesso di amare, mentre un misterioso personaggio comincia ad aggredire le persone vicine a Cameron e Stewart.....



Devo confessare che ho letto questo libro a scatola chiusa, attirata solo ed esclusivamente dal titolo, presumendo comunque che si parlasse di uno scrittore. Non ne sono rimasta delusa anche se certo non rientrerà nei miie libri preferiti.
E' un giallo interessante quanto basta ambientato nel modo della moderna (per l'epoca, fine anni '80) editoria, in cui la letteratura e il talento sono particolari ininfluenti, visto che ciò che conta di più sono i soldi, gli scandali e le relazioni sentimental/sessuali. Un mondo dove un giorno sei una stella richiesta da tutti, ma il giorno dopo potresti essere benissimo scalzato dal primo arrivato.
Cosa che il protagonista, Stewart Hoagy, sa perfettamente, dato che anche lui alcuni anni prima è stato uno scrittore rivelazione, adorato e conteso da tuti, e da cui ci si aspettava molto dopo il secondo romanzo; e che invece ha avuto il classico "blocco dello scrittore" che non solo l'ha precipitato nell'anonimato come autore, ma che ha causato una crisi esistenziale in cui è fallito anche il matrimonio con Marilee Nash una stella del cinema di cui sotto sotto si intuisce che sia ancora innamorato.
Il massimo segno di degradazione sembra essere quando viene ingaggiato come autore della propria biografia da Cameron Noyes, il giovane astro nascente della letteratura in carica, a sua volta segretamente afflitto dal blocco dello scrittore che gli impedisce di scrivere il tanto atteso secondo romanzo. Quello che dovrebbe essere solo un rapporto di lavoro si trasforma in un rapporto fraterno (anche se solo a senso unico), in quanto hoagy non solo sente una certa ammirazione per il giovane e bellissimo ribelle, nonostante vari lati del suo carattere che non gli piacciono, ma nel suo percorso rivede un po' anche sè stesso anni prima; si rende conto di avere a che far con qualcuno portato- per qualche misterioso motivo- all'autodistruzione e tenta di impedirglielo, ma l'entrata in scena di un misterioso persecutore rivolterà le carte in tavola.
Il finale l'avevo intuito già a metà romanzo, quindi non è che come giallo sia poi chissà che, però è una lettura piacevole che invoglia a continuare e che alterna la parte gialle a una meno scontata e banale parte rosa, con la storia tra Stewart e Merilee.
Lettura tutto sommato accettabile, anche se ne genere giallo i libri che vale la pena di leggere sono altri.







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