giovedì 2 luglio 2015

L'eredità della Regina, di Philippa Gregory




Titolo originale: The Boleyn Inheterance

Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Inghilterra,dal 1536 al 1542

Collegamenti con altri romanzi: è il  terzo romanzo  della "Saga dei Tudor", composta da:


  • Caterina, la prima moglie
  • L'altra donna del re
  • L'eredità della regina
  • Il giullare della regina
  • L'amante della regina vergine
  • L'altra regina





Nel 1539, tre anni dopo la morte della terza moglie Jane Seymour, Enrico VIII deve trovarsi una nuova moglie: la prescelta è Anna di Cleves, sorella di un duca protestante
La giovane donna arriva in Inghilterra carica di aspettative, dato che ha lasciato nella terra natale una famiglia non troppo amorevole e anzi, dpesso crudele con lei, e desidera ricostruirsi una vita con un proprio posto al sole; sopratutto, desidera essere una buona regina e una buona madre per i tre figliastri.
Purtroppo queste sue buone intenzioni si scontrano contro Enrico, sovrano ormai tirannico e dalla poca sanità mentale, che deluso dal fatto di non essere più considerato "il più bel principe della cristianità" dopo solo sei mesi di matrimonio cerca in ogni modo di sbarazzarsi di Anna per mettere al suo posto la quindicenne Catherine Howard, anch'essa nipote del Duca di Norfolk e cugina di Anna Bolena, nonchè dama di corte della Regina.
A fianco delle due donne, l'inquietante presenza di Jane Bolena, vedova di George e cognata di Anna, unica scampata alla rovina della famiglia grazie alla delazione con cui accusò di incesto marito e cognata, che dopo un periodo di esilio viene richiamata a corte dove finirà per influenzare anche la vita delle due nuove regine, pagandone le conseguenze solo alla fine....



Sono quasi giunta alla conclusione della serie sui Tudor scritta da Philippa Gregory (dopo questo, mi manca solo un'altro libro)
Come sempre, al centro della narrazione ci sono delle donne: stavolta tocca ad Anna di Cleves e Catherine Howard (rispettivamente quarta e quinta moglie di Enrico VIII) e alla loro dama Jane Bolena, cognata di Anna bolena dato che è la vedova del fratello George. Tre donne, tutte con una storia diversa, tutte con obiettivi diversi ma accomunate da un destino tracciato dalla pazzia di un re malato ed instabile; tre donne che cercano di essere artefici del loro destino in un mondo a loro ostile, dove vengono considerate quasi esclusivamente pedine per alleanze tramite matrimoni, fattrici con il dovere di far eun figlio maschio, spie, bamboline che devono dedicarsi al divertimento del re....insomma, una situazione non proprio ideale già in partenza, figuriamoci se ci troviamo alla corte di Enrico VIII, uno che non ci metteva molto a mandare la gente sul patibolo per i motivi più disparati.
L'ex "principe più bello della cristianità" è ora un cinquantenne obeso e torturato da una ferita alla gamba che non si riesce a curare perennemente in suppurazione; non accetta che anche per lui il tempo passa, pretende di essere considerato sempre giovane e bello, desiderato dalle donne. Non sopporta nemmeno che qualcuno gli dia torto su qualsivoglia argomento; un vero e proprio tiranno che si è circondato di persone pavide e servili, pronte a soddisfare ogni suo capriccio.
E' in una simile corte che arriva Anna di Cleves, sorella minore di un crudele duca tedesco, mandata senza tante cerimonie in sposa a un uomo con il doppio dei suoi anni, al quale ha di buon grado accettato tutto ciò perchè rappresenta la sua unica possibilità di cambiare vita, di realizzarsi, di essere felice: alla corte del fratello sarebbe stata solo un peso, qui potrebbe essere una buona regina, una buona matrigna  e anche una buona moglie- Non si illude di conoscere l'amore, ma certo è disponibile a dare affetto e rispetto.
Il personaggio di Anna mostra un carattere dolce ma determinato,sopratutto colpisce la sua dignità e il suo senso dell'onestà; tutte qualità che le persone che ha più vicino apprezzeranno  e non dimenticheranno: Anna sarà sempre segretamente rimpianta dalla maggior parte della corte, e saprà conquistarsi anche l'affetto dei suoi figliastri. A una personalità di questo tipo non si può non contrapporre continuamente Caterina, sciocca, frivola, ignorante...ma che in fondo era solo una ragazzina in una corte di persone molto più vecchie, una ragazzina usata dai parenti per raggiungere il potere e che paga con la vita il crimine di innamorarsi di un ragazzo della sua età, invece che di un vecchio puzzolente. Non si può non provare pena per lei e in fondo simpatizzare.
La terza donna del romanzo è Jane Bolena, una perfida del peggior specie, dato che è stata la sua testimonianza quella che ha mandato al patibolo il marito George e la cognata Anna: la Gregory è molto abil nel tratteggiarla come un personaggio prettamente disturbato, fino alla fine siamo incerti se considerarla una vittima che davvero si illuse in quel modo di salvare i congiunti o una furbastra della peggior specie. Tuttavia, se perlomeno la Bolena qualche volta qualche scrupolo di coscienza se lo fa venire, il vero odioso (Enrico a parte) è il terribile duca di Norfolk, che ordisce trame e progetta uccisioni come se prendesse il tè.
Nonostante qualche licenza che l'autrice si prende durante la narrazione (ma che spiega bene alla fine del romanzo), la ricostruzione storica è corretta e il romanzo (diviso in tre punti di vista diversi che danno i titoli ai capitoli: Anna, Catherine, Jane) è interessante e piacevole.
Alla fine, come concordano anche gli storici in generale, Anna è uno dei personaggi che meglio sopravvisse al turbolento regno di Enrico VIII: fu sopratutto una donna libera, anche se non si può non notare che nel suo caso, equivalse anche a rimanere sola dato che non potè risposarsi. Comunque sia, un risultato non da poco per quei tempi.



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