lunedì 20 luglio 2015

Chi ben comincia....

Eccoci all'appuntamento mensile con la rubrica dedicata agli incipit dei romanzi.

















"La carrozza procedeva a velocità sostenuta, con bruschi sussulti sulla strada sterrata, come se qualcuno avesse ordinato al cocchiere di condurre via le due donne il più in fretta possibile, anche a rischio di azzoppare i cavalli.
E di sicuro qualcuno doveva aver impartito un simile ordine,pensò Camelia Sallusti, pallida di rabbia e umiliazione.
In un qualsiasi altro momento avrebbe battuto con altezzosa autorità sul vetro della carrozza per intimare al cocchiere di rallentare, ma in quella particolare circostanza, riteneva che i bruschi sobbalzi fossero una specie di espiazione e rimaneva lì, immobile e rigida, i lineamenti contratti,le mani strette attorno al bordo del sedile.!

Ornella Albanese, "Il profumo dei sogni"













venerdì 17 luglio 2015

Il profumo dei sogni, di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione: 2010

Ambientazione: Italia,1872

Collegamento con altri romanzi: è il secondo romanzo della "Trilogia dell'amore 



Sono passati tre anni da quando Tommaso Salvemini ha cacciato di casa, alla vigilia del fidanzamento, la bella Camelia, dopo aver scoperto che era ancora innamorata di un'altro. La delusione l'ha segnato in modo indelebile e fatto maturare: ora Tommaso ha stretto un buon rapporto con il fratellastro ritrovato Emanuele, si occupa attivamente degli affari di famiglia ed è fidanzato con la bella e altera Eugenia di Poggioalto, perfetta sotto ogni punto di vista se non  fosse che lui non ne è innamorato.
Ma non importa, dopo la delusione con Camelia Tommaso non pensa sia possibile innamorarsi ancora; sarebbe quindi tutto a posto se non fosse per Lucilla, cugina di Tommaso, anch'essa duramente provata dalla morte del fidanzato,che non approvando l'unione cerca di convincerlo a non rinunciare  ai suoi sogni.
Un giorno riappare Camelia, che, resasi conto di amare Tommaso, vorrebbe una seconda opportunità...



La maturazione è, a mio avviso, il tema principale di questo secondo romanzo della trilogia....e non poteva essere altrimenti: i fatti avvenuti nel primo libro hanno sconvolto la vita della famiglia Salvemini, le certezze di ognuno sono venute meno e i personaggi hanno dovuto lavorare duramente per ritrovare il proprio equilibrio.
Hanno dovuto lavorare duramente Clara e   , i duchi Salvemini: dopo le vicende narrate nel primo libro e l'apparizione del figlio illegittimo di lui, hanno dovuto ricostruire il loro rapporto riuscendo a far nascere un amore forse meno passionale di quello che potrebbe essere tra due persone giovani, ma più maturo e basato sui tanti anni passati assieme; ha dovuto lavorare molto Tommaso, che da sempre cresciuto viziato e nella bambagia si è improvvisamente ritrovato alle prese con alcune difficoltà accadute tutto assieme: la scoperta di non essere figlio unico,la rovina rischiata dalla famiglia e sopratutto la delusione amorosa avuta con l'intrigante e traditrice Camelia, da lui idealizzata.
Gli effetti non sono stati solo una maturazione del giovane ma anche- purtroppo- un certo disincanto e cinismo attraverso cui vede ormai i rapporti con gli altri, sopratutto amorosi: per Tommaso l'amore è solo inganno e sofferenza, per questo si è fidanzato con l'algida e altera Eugenia, moglie perfetta proprio perchè il loro legame è privo di qualsiasi risvolto sentimentale.
Ha dovuto maturare anche Lucilla, la giovanissima sorella di Flavia, e il suo è stato il lavoro più doloroso di tutti: aveva finalmente trovato un amore vero ed era felicemente fidanzata, quando il fidanzato è mancato a causa di un incidente. La disgrazia ha precipitato la giovane per lungo tempo in uno stato quasi catatonico che ha fatto preoccupare enormemente i familiari, ne è uscita con grande sforzo e dolore e ha dovuto fare i conti con una vita totalmente cambiata; in questo senso forse le vicissitudini di Tommaso aiutano Lucilla a "distrarsi" dalla propria tristezza e, alla fine, ad uscirne.
Anche se devo dire che la soluzione finale non mi è piaciuta, mi è sembrata un po' banale.
L'unica che pare (e sottolineo, pare) non abbia fatto alcun percorso è Camelia, sempre opportunista, sempre distante, sempre pronta ad ingannare gli altri per il proprio comodo...che però qui ci viene mostrata in una luce più autentica, che fa palesare in lei una segreta sofferenza che la rende più umana.
Come sempre un bel romanzo, che si legge con interesse, con personaggi autentici e sentiti, dove non vengono dati giudizi morali, sono sempre stata convinta che i romanzi della Albanese, classificati come "Romance", meriterebbero altra "etichetta" perchè a mio avviso abbastanza diversi dai romanzi rosa classici; penso potrebbero piacere anche a chi non ama il romance.
Ma il mio preferito è l'ultimo della trilogia...alla prossima!


lunedì 13 luglio 2015

L'uomo che voleva essere Francis Scott Fitzgerald, di David Hendler



Titolo originale: The man would be Francis Scott Fitzgerald

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: New York, fine anni '80


Stewart Hoagy è uno scrittore americani, ex stella prodigio del mondo letterario, ex marito della famosa attrice Merilee Nash e ora caduto in disgrazia e in crisi personale e lavorativa, visto che si è ridotto a fare, per vivere, il ghostwriter. Viene contattato così da Cameron Noyes, l'attuale giovane scrittore prodigio, dalla vita sregolata e dal genio altrettanto in crisi, per scrivere la sua biografia.
Da quel momento la sua vita subisce una rivoluzione: non solo viene coinvolto, anche emotivamente, nella vita e nei segreti del giovane astro, ma riprende anche la relazione con la ex moglie che non ha mai smesso di amare, mentre un misterioso personaggio comincia ad aggredire le persone vicine a Cameron e Stewart.....



Devo confessare che ho letto questo libro a scatola chiusa, attirata solo ed esclusivamente dal titolo, presumendo comunque che si parlasse di uno scrittore. Non ne sono rimasta delusa anche se certo non rientrerà nei miie libri preferiti.
E' un giallo interessante quanto basta ambientato nel modo della moderna (per l'epoca, fine anni '80) editoria, in cui la letteratura e il talento sono particolari ininfluenti, visto che ciò che conta di più sono i soldi, gli scandali e le relazioni sentimental/sessuali. Un mondo dove un giorno sei una stella richiesta da tutti, ma il giorno dopo potresti essere benissimo scalzato dal primo arrivato.
Cosa che il protagonista, Stewart Hoagy, sa perfettamente, dato che anche lui alcuni anni prima è stato uno scrittore rivelazione, adorato e conteso da tuti, e da cui ci si aspettava molto dopo il secondo romanzo; e che invece ha avuto il classico "blocco dello scrittore" che non solo l'ha precipitato nell'anonimato come autore, ma che ha causato una crisi esistenziale in cui è fallito anche il matrimonio con Marilee Nash una stella del cinema di cui sotto sotto si intuisce che sia ancora innamorato.
Il massimo segno di degradazione sembra essere quando viene ingaggiato come autore della propria biografia da Cameron Noyes, il giovane astro nascente della letteratura in carica, a sua volta segretamente afflitto dal blocco dello scrittore che gli impedisce di scrivere il tanto atteso secondo romanzo. Quello che dovrebbe essere solo un rapporto di lavoro si trasforma in un rapporto fraterno (anche se solo a senso unico), in quanto hoagy non solo sente una certa ammirazione per il giovane e bellissimo ribelle, nonostante vari lati del suo carattere che non gli piacciono, ma nel suo percorso rivede un po' anche sè stesso anni prima; si rende conto di avere a che far con qualcuno portato- per qualche misterioso motivo- all'autodistruzione e tenta di impedirglielo, ma l'entrata in scena di un misterioso persecutore rivolterà le carte in tavola.
Il finale l'avevo intuito già a metà romanzo, quindi non è che come giallo sia poi chissà che, però è una lettura piacevole che invoglia a continuare e che alterna la parte gialle a una meno scontata e banale parte rosa, con la storia tra Stewart e Merilee.
Lettura tutto sommato accettabile, anche se ne genere giallo i libri che vale la pena di leggere sono altri.







giovedì 2 luglio 2015

L'eredità della Regina, di Philippa Gregory




Titolo originale: The Boleyn Inheterance

Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Inghilterra,dal 1536 al 1542

Collegamenti con altri romanzi: è il  terzo romanzo  della "Saga dei Tudor", composta da:


  • Caterina, la prima moglie
  • L'altra donna del re
  • L'eredità della regina
  • Il giullare della regina
  • L'amante della regina vergine
  • L'altra regina





Nel 1539, tre anni dopo la morte della terza moglie Jane Seymour, Enrico VIII deve trovarsi una nuova moglie: la prescelta è Anna di Cleves, sorella di un duca protestante
La giovane donna arriva in Inghilterra carica di aspettative, dato che ha lasciato nella terra natale una famiglia non troppo amorevole e anzi, dpesso crudele con lei, e desidera ricostruirsi una vita con un proprio posto al sole; sopratutto, desidera essere una buona regina e una buona madre per i tre figliastri.
Purtroppo queste sue buone intenzioni si scontrano contro Enrico, sovrano ormai tirannico e dalla poca sanità mentale, che deluso dal fatto di non essere più considerato "il più bel principe della cristianità" dopo solo sei mesi di matrimonio cerca in ogni modo di sbarazzarsi di Anna per mettere al suo posto la quindicenne Catherine Howard, anch'essa nipote del Duca di Norfolk e cugina di Anna Bolena, nonchè dama di corte della Regina.
A fianco delle due donne, l'inquietante presenza di Jane Bolena, vedova di George e cognata di Anna, unica scampata alla rovina della famiglia grazie alla delazione con cui accusò di incesto marito e cognata, che dopo un periodo di esilio viene richiamata a corte dove finirà per influenzare anche la vita delle due nuove regine, pagandone le conseguenze solo alla fine....



Sono quasi giunta alla conclusione della serie sui Tudor scritta da Philippa Gregory (dopo questo, mi manca solo un'altro libro)
Come sempre, al centro della narrazione ci sono delle donne: stavolta tocca ad Anna di Cleves e Catherine Howard (rispettivamente quarta e quinta moglie di Enrico VIII) e alla loro dama Jane Bolena, cognata di Anna bolena dato che è la vedova del fratello George. Tre donne, tutte con una storia diversa, tutte con obiettivi diversi ma accomunate da un destino tracciato dalla pazzia di un re malato ed instabile; tre donne che cercano di essere artefici del loro destino in un mondo a loro ostile, dove vengono considerate quasi esclusivamente pedine per alleanze tramite matrimoni, fattrici con il dovere di far eun figlio maschio, spie, bamboline che devono dedicarsi al divertimento del re....insomma, una situazione non proprio ideale già in partenza, figuriamoci se ci troviamo alla corte di Enrico VIII, uno che non ci metteva molto a mandare la gente sul patibolo per i motivi più disparati.
L'ex "principe più bello della cristianità" è ora un cinquantenne obeso e torturato da una ferita alla gamba che non si riesce a curare perennemente in suppurazione; non accetta che anche per lui il tempo passa, pretende di essere considerato sempre giovane e bello, desiderato dalle donne. Non sopporta nemmeno che qualcuno gli dia torto su qualsivoglia argomento; un vero e proprio tiranno che si è circondato di persone pavide e servili, pronte a soddisfare ogni suo capriccio.
E' in una simile corte che arriva Anna di Cleves, sorella minore di un crudele duca tedesco, mandata senza tante cerimonie in sposa a un uomo con il doppio dei suoi anni, al quale ha di buon grado accettato tutto ciò perchè rappresenta la sua unica possibilità di cambiare vita, di realizzarsi, di essere felice: alla corte del fratello sarebbe stata solo un peso, qui potrebbe essere una buona regina, una buona matrigna  e anche una buona moglie- Non si illude di conoscere l'amore, ma certo è disponibile a dare affetto e rispetto.
Il personaggio di Anna mostra un carattere dolce ma determinato,sopratutto colpisce la sua dignità e il suo senso dell'onestà; tutte qualità che le persone che ha più vicino apprezzeranno  e non dimenticheranno: Anna sarà sempre segretamente rimpianta dalla maggior parte della corte, e saprà conquistarsi anche l'affetto dei suoi figliastri. A una personalità di questo tipo non si può non contrapporre continuamente Caterina, sciocca, frivola, ignorante...ma che in fondo era solo una ragazzina in una corte di persone molto più vecchie, una ragazzina usata dai parenti per raggiungere il potere e che paga con la vita il crimine di innamorarsi di un ragazzo della sua età, invece che di un vecchio puzzolente. Non si può non provare pena per lei e in fondo simpatizzare.
La terza donna del romanzo è Jane Bolena, una perfida del peggior specie, dato che è stata la sua testimonianza quella che ha mandato al patibolo il marito George e la cognata Anna: la Gregory è molto abil nel tratteggiarla come un personaggio prettamente disturbato, fino alla fine siamo incerti se considerarla una vittima che davvero si illuse in quel modo di salvare i congiunti o una furbastra della peggior specie. Tuttavia, se perlomeno la Bolena qualche volta qualche scrupolo di coscienza se lo fa venire, il vero odioso (Enrico a parte) è il terribile duca di Norfolk, che ordisce trame e progetta uccisioni come se prendesse il tè.
Nonostante qualche licenza che l'autrice si prende durante la narrazione (ma che spiega bene alla fine del romanzo), la ricostruzione storica è corretta e il romanzo (diviso in tre punti di vista diversi che danno i titoli ai capitoli: Anna, Catherine, Jane) è interessante e piacevole.
Alla fine, come concordano anche gli storici in generale, Anna è uno dei personaggi che meglio sopravvisse al turbolento regno di Enrico VIII: fu sopratutto una donna libera, anche se non si può non notare che nel suo caso, equivalse anche a rimanere sola dato che non potè risposarsi. Comunque sia, un risultato non da poco per quei tempi.