lunedì 1 giugno 2015

I love shopping a Hollywood, di Sophie Kinsella




Anno di pubblicazione: 2014

Titolo originale: Shopaolic to the Stars


Ambientazione: Los Angeles, 2014



Becky e Luke, assieme alla figlioletta Minnie, vivranno a Los Angeles per tre mesi dato che lui è stato assunto per una consulenza dalla famosa attrice hollywoodiana Sage Seymour.
Mentre Luke è quasi del tutto concentrato sul lavoro e del tutto indifferente a star e glamour, Becky parte letteralmente per la tangente; oltre a iscriversi al Golden Peace, un rinomato centro benessere per le star, tenta in tutti i modi di conoscere Sage e si fissa sul fatto che deve assolutamente diventare stylist delle star!
E mentre Minnie frequenta l'asilo assieme ai figli di Suze e Tarquin (che hanno raggiunto gli amici per una vacanza) Becky si trasforma, arrivando a mettere a rischio la propria vita privata per le (fasulle) luci della celebrità....



In linea di massima, non amo la lunga serialità nelle storie, sopratutto nei libri: tre è il numero perfetto, dopodichè molto spesso si cade nella noia, nel rischio ripetizione, nel rischio "scrivo tanto per fare ma non ho più niente da dire".
Una  delle poche eccezioni è proprio questa serie "I love shopping" che, seppure presenta talvolta dei capitoli dove l'impressione da "sto raschiando il fondo del barile" è forte (vedi "I love shopping con mia sorella") solitamente mi ha sempre divertito e soddisfatto nella lettura delle avventure della svampita Becky, che l'ultima volta era alle prese con la piccola modaiola in erba Minnie.
Come già anticipato alla fine del precedente capitolo, stavolta l'azione si svolge a Los Angeles, dato che Luke, il marito di Becky, è stato assunto per una consulenza di tre mesi dalla star Sage Seymour e quindi tutta la famigliola si è lì trasferita. La previsione era dunque di un solito romanzo allegro, frizzante, comico....ma così è stato solo in parte.
Infatti, a parte che ormai alcuni stereotipi usati finora cominciano a essere triti e ritriti (una trentenne che scrive ai negozi lettere cretine come quelle scritte da Becky risulta irritante non solo nella vita reale), devo dire che ho avuto l'impressione che qui davvero si toccasse il fondo: finora Becky si era sempre dimostrata, al di là della sua mania per lo shopping compulsivo, una ragazza sincera, onesta con sani valori e che dava primaria importanza alle persone care. Invece qui Becky, tutta presa dal suo improbabile sogno di diventare la personal stylist delle star, perde la testa e rivela in certi punti un carattere arrogante e capriccioso, capace di passare sopra tutto e tutti pur di arrivare alla celebrità. Forse lo scopo dell'autrice era mostrarci anche un versione "nera" di Becky, ma a mio avviso ha rovinato il personaggio rendendola una vera e propria stupida, otretutto: possibile che una che deve rimanere in quel luogo tre mesi si monti la testa a tal punto? Becky arriva ad assumere addirittura due guardie del corpo dopo aver creato uno scandalo....e che dire della scena dove i fotografi assediano casa sua, e di come si comporta? Cretina è dire poco.
Ma la cosa veramente fastidiosa è stato il fatto che, per la prima volta, l'autrice non conclude le vicende principali alla fine del libro, ma lascia tutto in sospeso finendo con un "Becky  tornerà presto", che anticipa ovviamente il prossimo capitolo: una mossa furbetta che non mi è piaciuta per nulla. Ma come? Mi fai preoccupare per Tarkie e il padre e poi non mi dai nemmeno un indizio di cosa potesse essere successo?
A sorpresa, il personaggio che più ho apprezzato è l'algida Elinor, che qui diventa finalmente più umana grazie all'affetto per la piccola Minnie.
Probabilmente leggerò anche il prossimo per sapere come va a finire il mistero, però speriamo solo che l'autrice non ci faccia aspettare altri due anni.....

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