lunedì 22 giugno 2015

Chi ben comincia....

Eccoci all'appuntamento mensile con gli incipit dei romanzi.










"Io entrai nella malga e la Simonetta mi venne dietro; dava sempre l'impressione di venire dietro, come una cucciola. Aveva i capelli un po' arruffati, era senza rossetto, ma bella e fresca. La guerra era finita da qualche settimana. Il malgaro ci diede il latte nella ciotola di legno e lo bevemmo a turno.
Poi lui disse: "Ho sentito sparare".
"Sono venuto a ripigliarmi questo qui", dissi. Portavo il parabello in spalla, e l'avevo provato nel bosco. Funzionava perfettamente.
"Siamo sotto il Colombara con la tenda", dissi. "Sono tre giorni che siamo qui".
Lui domandò se eravamo fratelli e la Simonetta rispose di no.Quando andammo di fuori lui mi chiamò da parte e mi disse a mezza voce: "Tu hai un fiore". Aveva l'aria di dire che avrebbe preferito averlo lui, ma che almeno cercassi di esserne degno."


Luigi Meneghello, da "I piccoli maestri"

lunedì 15 giugno 2015

1000 film da evitare, di Massimo Bertarelli




Anno di pubblicazione: 2002


"Massimo Bertarelli, critico cinematografico e televisivo del "Giornale", pur conscio di attirare su di sé il disprezzo di una vasta parte della categoria, ha voluto di nuovo cimentarsi nel ruolo di bastian contrario dei recensori con questo personalissimo compendio, volutamente provocatorio. Senza alcuna soggezione dei sacri miti, eccolo fare il pelo e il contropelo ai maestri del blabla, sgambettare i narratori del nulla, sbeffeggiare gli alfieri della noia. In altri termini, schierarsi dalla parte di chi va al cinema per divertirsi ed è disposto ad ammettere senza tante perifrasi che dell'ultimo film di Lynch non ha capito una parola."




Da amante del cinema non potevo non leggere questo libro di Massimo Bertarelli, critico cinematografico fino al 2002 per me sconosciuto, e che mi ha colpito per la sua sincerità e totale assenza di piaggeria nei confronti di alcuni "mostri sacri" del cinema, ritenuti da tutti intoccabili e incriticabili.

Ebbene sì, l'elemento decisivo che mi ha fatto decidere per l'acquisto del libro è stato proprio vedere scritto su carta ciò che penso di due film considerati capolavori assoluti e intoccabili: "2001- Odissea nello spazio" di Kubrick e "Ultimo tango a Parigi" di Bertolucci, due delle mie personali "boiate pazzesche" di fantozziana memoria.
Non sono gli unici film d'autore presenti in questo libro: Bertarelli se la prende pure con Bergman, Antonioni e Wenders tra gli altri, di cui l'autore dice ad esempio "Il messia italiano ha 83 anni ed è malato ma non si nota, dice la critica. Verissimo: fa gli stessi identici film di quando era giovane e sano" e non è un complimento, visto che dice pure che Antonioni viene chiamato "maestro dell'incomunicabilità" perchè dei suoi film si capisce poco o nulla....
o riguardo al già citato "Ultimo tango" "una pizza da non credere attorno alla solitudine umana esaltato solo dagli immancabili intellettuali ribollenti di sdegno quando il film rischiò il rogo. Marlon Brando declama fesserie come fossero Shakespeare...", o, sempre a riguardo del già citato capolavoro di Kubrick "interminabile e barboso come pochissimi altri". 
Tra l'altro sono pure d'accordo che se l'avesse diretto Alvaro Vitali o i Vanzina sarebbe stato catalogato come una xxxx inguardabile, ma siccome l'ha diretto Bertolucci....Caplavoro assoluto!
Si, lo so: in Internet i cinefili di ogni tipo si sono scatenanti in insulti all'autore per queste "critiche", ma la maggior parte di queste persone pare non abbia letto il libro, visto che Bertarelli critica anche film dei Vanzina (e quindi inutile dire che il libro è piaciuto solo a chi capisce solo i cinepanettoni) e altri film di vario genere.
Certo nemmeno io sono d'accordo con tutte le recensioni: tra le stroncature ho trovato anche uno dei miei film preferiti "Quo vadis?", o film che comunque ho apprezzato tipo "Parenti serpenti" (la cui inclusione mi ha stupito, a dire la verità) o "Il signor Quindicipalle" di Francesco Nuti; ma posso dire che essere cinefili non vuole per forza dire osannare a priori in maniera acritica qualsiasi cosa venga definita capolavoro, a prescindere?
Io amo il cinema da sempre, conosco bene la storia del cinema dal muto ad oggi, eppure mi manca lo snobismo non solo di molti critici, ma anche di molti blogger (che critici non sono); mi sento molto più vicino a Fantozzi e alla sua "corazzata Potemkin" (sì, lo so, la citazione è scontata; però è pure azzeccata). Lo stesso snobismo per cui "ah no, il cinema italiano no perchè produce solo film stupidi e cinepanettoni "( e non è vero), poi però sui blog degli stessi trovo le peggio cretinate  del cinema americano...eh ma quelle vanno bene, sono a Hollywood! Ma per cortesia....
Non mi sento un'imbecille totalmente priva di "cuvtuva" perchè non ho capito nulla di Matrix e di 2001 Odissea nello spazio; non considero imbecilli quelli a cui piacciono le sunnominate cretinate americane, quindi pretenderei lo stesso rispetto, grazie! E W Bertarelli (il nostro bambino che grida "Il re è nudo!") che ci ha dato voce!

venerdì 12 giugno 2015

I 100 libri da leggere almeno una volta nella vita

Secondo un elenco redatto dalla BBC alcuni anni fa, ecco i 100 libri che un vero lettore non può non leggere almeno una volta nella vita. In  blu, quelli che ho letto,


1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
2 Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
3 Il Profeta – Kahlil Gibran
4- Harry Potter di J.K. Rowling
5- Se questo è un uomo, di Primo Levi
6 La Bibbia
7 Cime Tempestose – Emily Bronte

8 1984 – George Orwell
9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri
11 Piccole Donne – Louisa M Alcott

12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13 Comma 22 – Joseph Heller
14. L’opera completa di Shakespeare
15 Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani16 Lo Hobbit – JRR Tolkien
17 Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18 Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa

19 Il Processo – Franz Kafka
20 Le Affinità Elettive – Goethe
21 Via col Vento – Margaret Mitchell

22 Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald
23 Bleak House – Charles Dickens
24 Guerra e Pace – Leo Tolstoy
25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26 Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27 Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky
28 Odissea – Omero

29 Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll
30 L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31 Anna Karenina – Leo Tolstoj

32 David Copperfield – Charles Dickens
33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis
34 Emma – Jane Austen35 Cuore – Edmondo de Amicis
36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo
37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40 Winnie the Pooh – AA Milne
41 La Fattoria degli Animali – George Orwell

42 Il Codice da Vinci – Dan Brown
43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44 Il Barone Rampante – Italo Calvino
45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47 I Malavoglia – Giovanni Verga

48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
49 Il Signore delle Mosche – William Golding
50 Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51 Vita di Pi – Yann Martel

52 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi

56 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57 Siddharta – Hermann Hesse
58 Il mondo nuovo – Aldous Huxley
59 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60 L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61 Uomini e topi – John Steinbeck
62 Lolita – Vladimir Nabokov63 Il Commissario Maigret – George Simenon
64 Amabili resti – Alice Sebold
65 Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
66 Sulla Strada – Jack Kerouac
67 La luna e i Falò – Cesare Pavese

68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
69 I figli della mezzanotte – Salman Rushdie

70 Moby Dick – Herman Melville
71 Oliver Twist – Charles Dickens
72 Dracula – Bram Stoker
73 Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74 Notes From A Small Island – Bill Bryson
75 Ulisse – James Joyce
76 I Buddenbroock – Thomas Mann

77 Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78 Germinale – Emile Zola
79 La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray

80 Possession – AS Byatt
81 A Christmas Carol – Charles Dickens

82 Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
83 Il Colore Viola – Alice Walker

84 Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
85 Madame Bovary – Gustave Flaubert
86 A Fine Balance – Rohinton Mistry
87 Charlotte’s Web – EB White
88 Il Rosso e il Nero – Stendhal
89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92 Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupery
93 The Wasp Factory – Iain Banks
94 Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95 Un Uomo – Oriana Fallaci
96 Il Giovane Holden – Salinger
97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98 Amleto– William Shakespeare
99 La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
100 I Miserabili – Victor Hugo

lunedì 8 giugno 2015

L'avventuriero che amava le stelle, di Ornella Albanese


Anno di pubblicazione: 2009

Ambientazione: Firenze, 1872


Collegamenti con altri romanzi: E' il primo della "TRilogia dell'amore inatteso", composta da:

-L'avventuriero che amava le stelle;
- Il profumo dei sogni;
-Aurora d'amore.

Emanuele Mariani è un cinico avventuriero che vive di partite a poker cercando incessantemente il colpo di fortuna che gli cambi la vita.
Il quale arriva la sera in cui il giovane vince metà del patrimonio del duca Salvemini;nonostante non gli siano ben chiare le motivazioni per cui il duca abbia preso una così stravagante decisione, Emanuele decide comunque di far valere il proprio diritto, insediandosi a palazzo e facendo così la conoscenza del resto della famiglia: la duchessa Clara, il figlio Tommaso, il maggiordomo Umberto, ma sopratutto Flavia, nipote del duca, che più di tutti sembra vedere male Emanuele....


Con questo romanzo Ornella Albanese inaugura una trilogia che vede protagonisti alcuni personaggi della Firenze nobile dell'800, i primi due riguardanti i membri della famiglia Salvemini (nessun collegamento con la protagonista de "Il filo di Arianna").
Sarò di parte ma Ornella Albanese non sbaglia un romanzo: è capace di creare personaggi sempre nuovi, interessanti, diversi fra loro, e storie con intrecci semplici ma interessanti e poco scontati. A ciò si aggiunge una cura dei particolari molto forte senza essere pedante, caratteristica principale di questa autrice, cosa che sicuramente aiuta il lettore ad entrare nel vivo sella storia e dei personaggi.
Anche questo romanzo non fa eccezione, e lo si può intuire già dal primo incontro tra i due protagonisti, non certo usuale visto che si svolge su un tetto dove Lei sta osservando le stelle e lui invece sta sgusciando da casa della sua amante....una scena unica nel suo genere, da leggere sulla pagina perchè parlarne non le rende giustizia.
La storia parla di una redenzione principale, quella del Duca Salvemini (di cui solo a metà del romanzo scopriremo il motivo dello strano comportamento), ma anche di altre redenzioni: quella di Emanuele, libertino dall'animo provato e dal cuore romantico che in quella che sembra un'approfittarsi della debolezza altrui cerca solo l'occasione di migliorare la propria vita,quella di Tommaso che sarà costretto a crescere a abbandonare i  comportamenti da bambino viziato che lo contraddistinguono, quella della duchessa Clara, vittima di una storia fin troppo comune per le donne ricche dell'epoca....ed è anche la storia di tante storie d'amore, dei più svariati tipi: l'amore adolescenziale e idealizzato che lascia pian piano il posto all'amore vero, l'amore maturo dopo anni di incomprensioni, l'amore genitoriale, anche l'amore traditore e opportunista e l'amore e l'aspettativa per la vita, incarnato dalla simpatica adolescente Lucilla. Insomma tante sfumature per un'unica bellissima storia,



lunedì 1 giugno 2015

I love shopping a Hollywood, di Sophie Kinsella




Anno di pubblicazione: 2014

Titolo originale: Shopaolic to the Stars


Ambientazione: Los Angeles, 2014



Becky e Luke, assieme alla figlioletta Minnie, vivranno a Los Angeles per tre mesi dato che lui è stato assunto per una consulenza dalla famosa attrice hollywoodiana Sage Seymour.
Mentre Luke è quasi del tutto concentrato sul lavoro e del tutto indifferente a star e glamour, Becky parte letteralmente per la tangente; oltre a iscriversi al Golden Peace, un rinomato centro benessere per le star, tenta in tutti i modi di conoscere Sage e si fissa sul fatto che deve assolutamente diventare stylist delle star!
E mentre Minnie frequenta l'asilo assieme ai figli di Suze e Tarquin (che hanno raggiunto gli amici per una vacanza) Becky si trasforma, arrivando a mettere a rischio la propria vita privata per le (fasulle) luci della celebrità....



In linea di massima, non amo la lunga serialità nelle storie, sopratutto nei libri: tre è il numero perfetto, dopodichè molto spesso si cade nella noia, nel rischio ripetizione, nel rischio "scrivo tanto per fare ma non ho più niente da dire".
Una  delle poche eccezioni è proprio questa serie "I love shopping" che, seppure presenta talvolta dei capitoli dove l'impressione da "sto raschiando il fondo del barile" è forte (vedi "I love shopping con mia sorella") solitamente mi ha sempre divertito e soddisfatto nella lettura delle avventure della svampita Becky, che l'ultima volta era alle prese con la piccola modaiola in erba Minnie.
Come già anticipato alla fine del precedente capitolo, stavolta l'azione si svolge a Los Angeles, dato che Luke, il marito di Becky, è stato assunto per una consulenza di tre mesi dalla star Sage Seymour e quindi tutta la famigliola si è lì trasferita. La previsione era dunque di un solito romanzo allegro, frizzante, comico....ma così è stato solo in parte.
Infatti, a parte che ormai alcuni stereotipi usati finora cominciano a essere triti e ritriti (una trentenne che scrive ai negozi lettere cretine come quelle scritte da Becky risulta irritante non solo nella vita reale), devo dire che ho avuto l'impressione che qui davvero si toccasse il fondo: finora Becky si era sempre dimostrata, al di là della sua mania per lo shopping compulsivo, una ragazza sincera, onesta con sani valori e che dava primaria importanza alle persone care. Invece qui Becky, tutta presa dal suo improbabile sogno di diventare la personal stylist delle star, perde la testa e rivela in certi punti un carattere arrogante e capriccioso, capace di passare sopra tutto e tutti pur di arrivare alla celebrità. Forse lo scopo dell'autrice era mostrarci anche un versione "nera" di Becky, ma a mio avviso ha rovinato il personaggio rendendola una vera e propria stupida, otretutto: possibile che una che deve rimanere in quel luogo tre mesi si monti la testa a tal punto? Becky arriva ad assumere addirittura due guardie del corpo dopo aver creato uno scandalo....e che dire della scena dove i fotografi assediano casa sua, e di come si comporta? Cretina è dire poco.
Ma la cosa veramente fastidiosa è stato il fatto che, per la prima volta, l'autrice non conclude le vicende principali alla fine del libro, ma lascia tutto in sospeso finendo con un "Becky  tornerà presto", che anticipa ovviamente il prossimo capitolo: una mossa furbetta che non mi è piaciuta per nulla. Ma come? Mi fai preoccupare per Tarkie e il padre e poi non mi dai nemmeno un indizio di cosa potesse essere successo?
A sorpresa, il personaggio che più ho apprezzato è l'algida Elinor, che qui diventa finalmente più umana grazie all'affetto per la piccola Minnie.
Probabilmente leggerò anche il prossimo per sapere come va a finire il mistero, però speriamo solo che l'autrice non ci faccia aspettare altri due anni.....