giovedì 14 maggio 2015

Qualunque cosa succeda, di Umberto Ambrosoli



Anno di Pubblicazione: 2009

Ambientazione: Italia, anni '70

1974: La Banca Privata Italiana, il colosso appartenente a Michele Sindona, viene messa in liquidazione, lasciando nella disperazione i piccoli risparmiatori che in essa avevano investito i risparmi di una vita. Sindona si trasferisce in America come latitante; per cercare di salvare l'enorme capitale e liquidare BPI viene ingaggiato l'avvocato Giorgio Ambrosoli, che però oltre a cercare di salvare gli interessi dei risparmiatori truffati, scopre truffe e infiltrazioni mafiose messe in atto da Sindona.
Il 12  luglio 1979  Giorgio Ambrosoli fu ucciso a colpi di pistola da un sicario pagato da Michele Sindona, 
Trent'anni dopo il figlio Umberto rievoca in questo libro la storia del padre, facendoci conoscere non solo la parte pubblica del lavoratore, ma anche quella privata del marito e padre di tre figli....



Quando ho deciso di leggere questo libro conoscevo già da anni la storia di Giorgio Ambrosoli, raccontata anche nel film "Un ero borghese" (1995 ), di Michele Placido  e nella fiction omonima trasmessa a dicembre su Rai Uno, con protagonista Pierfrancesco Favino.
Ovviamente non la conoscevo solo tramite questi due film, mi ero informata grazie a internet nel corso degli anni e quindi conoscevo già la figura di questo avvocato onesto e lasciato solo, che pagò con la vita il difetto di esigere trasparenza e chiarezza in una vicenda dove soldi, mafia e interessi anche politica la facevano da padrone.
A trent'anni di distanza il figlio minore Umberto, avvocato come il padre, ne rievoca in questo libro omaggio (indirizzato idealmente ai suoi tre figli per far conoscere loro la figura del nonno) la vicenda privata e pubblica, alternando la dimensione umana di Ambrosoli (amicizie, famiglia, interessi, desideri) con la dimensione pubblica, in particolare riferita ovviamente alla vicenda principale in cui fu coinvolto.
Il libro è molto circostanziato...e purtroppo in questo caso ciò (seppure ovviamente giusto, per spiegare al meglio la vicenda) ha rappresentato per me un grosso problema: infatti non sono riuscita del tutto a capire tutta la storia, gli intrighi finanziari, politici, mafiosi ecc purtroppo erano talmente complessi che la spiegazione di tutto ciò ha reso la lettura di grande difficoltà. D'altronde non si poteva fare altrimenti, come ho detto.
A parte ciò ho notato che la narrazione è un tantino agiografica( come già capitato nel libro di Caterina Chinnici): non voglio certo mettere in dubbio la personalità di Ambrosoli, ma possibile che non venga descritto nemmeno un difettuccio?
Una lettura comunque consigliata, per conoscere una figura da prendere come esempio di coerenza, onestà e civiltà sopratutto in questi tempi difficili.
La prefazione del romanzo è dell'e presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,che all'epoca dei fatti era direttore della Banca D'Italia e che collaborò con Ambrosoli.






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