lunedì 27 aprile 2015

La citazione del mese

" Nulla è pericoloso quanto l'essere troppo moderni:si rischia di diventare improvvisamente fuori moda"

Oscar Wilde, "Un marito ideale"

venerdì 24 aprile 2015

Assassinio sull'Orient Express, di Agatha Christie


Titolo originale: Murder on the Orient Express

Anno di pubblicazione: 1934

Ambientazione: Instanbul- Calais, 1934



L'investigatore Hercule Poirot è tra i passeggeri dell'Orient Express che va da Instanbul a Calais quando uno dei passeggeri, l'americano Mr Ratchett, che il giorno prima aveva tentato di assumere Poirot raccontandogli di avere subito minacce alla propria vita, viene effettivamente trovato assassinato nel proprio scompartimento. Dato che dalla nottata precedente il treno è fermo per una forte nevicata, l'assassino non può che essere uno dei passeggeri dello scompartimento. Ma chi? E per quale motivo?
Indagando con il solito fiuto, Poirot scoprirà che l'americano  è in realtà Cassetti, capo della banda che due anni prima sequestrò e uccise la piccola Daisy Armstrong, la cui morte provocò indirettamente anche quelle dei genitori e di una cameriera suicidatasi perchè sospettata di aver aiutato i sequestratori.
Certo il fatto suscitò grandissimo sgomento e indignazione tra l'opinione pubblica, ma chi poteva davvero avere interesse nell'uccidere il colpevole?



Uno dei più grandi classici della letteratura gialla, che meritatamente viene considerato un caposaldo del suo genere: un delitto apparentemente perfetto, un intreccio apparentemente inestricabile. un meccanismo che si svela dettaglio dopo dettaglio e lasciando fino alla fine in sospeso il lettore, che può fare varie ipotesi ma che difficilmente indovinerà quella giusta prima che venga svelato il finale.
Una storia dove ogni personaggio, anche quello più insignificante in apparenza, ha un ruolo ben preciso e importante.
Al limite si può far notare qualche inverosimiglianza sulla storia in generale (come hanno fatto tutte queste persone che, seppure legate in qualche modo alla famiglia Armstrong, prima non si conoscevano, a incontrarsi e orchestrare il piano? Non ci viene chiarita quale sia stata l'occasione. Ed inoltre sembra davvero incredibile che un nutrito gruppo di persone abbia potuto beffare tutti arrivando addirittura a farsi mettere tutti nello stesso scompartimento...), ma ciò non pregiudica il piacere (vero) che si prova leggendolo.
Uno di quei romanzi insomma, che possono davvero tenere incollato il lettore fino alla fine, facendosi leggere magari in una volta sola.
Stavolta, recensione brevina ma credo efficace.....



lunedì 20 aprile 2015

La sposa vampiro, di Syrie James




Titolo originale: Dracula, my love

Anno di pubblicazione: 2010

Ambientazione: Inghilterra/Transilvania, 1800


La giovane Mina Murray, fidanzata con l'avvocato Jonathan Harker che in quel momento si trova in Transilvania presso un misterioso conte per concludere una trattativa d'affari, trascorre un periodo di vacanza a Withby con l'amica Lucy e sua madre; qui incontra un misterioso gentiluomo, il signor Wagner , da cui rimane affascinata, anche se viene distolta dalla sua infatuazione da alcuni misteriosi avvenimenti che coinvolgono anche Lucy.
Improvvisamente però arriva una lettera che annuncia che Jonathan è ricoverato in un ospedale di Budapest; appena Mina lo raggiunge, si rende conto che il fidanzato ha subito un terribile trauma, che ha raccontato in un diario che però le viene ordinato di non aprire. Mina e Jonathan si sposano e tornano in Inghilterra, ma la loro vita




Finora i romanzi di Syrie James mi erano piaciuti, li ho trovati delle buone fanfiction  (perchè questo, alla fine, sono); questo invece mi ha un po' deluso, anche se più che di delusione vera e propria (dato che alla fin fine non sono mai stata una fan di Dracula) parlerei di noia e senso di "embè?".
Certo, poteva essere interessante sentire il punto di vista della storia da parte di quella che ne è la protagonista femminile, Mina Murray; appare piuttosto scontato che questo tipo di narrazione preveda che Mina sia dapprima un giovane responsabile con una vita sofferta (orfana, cresciuta in orfanotrofio, deve lavorare per vivere) ma cui tutto sommato il destino sta sorridendo, visto che presto si sposerà con il fidanzato Jonathan e avrà una vita borghese, con qualche sacrificio inizialmente ma con ottime prospettive di miglioramento.
Per questo Mina, durante la vacanza, passa gran parte del suo tempo a tenere sotto controllo l'irrequieta amica Lucy, come lei promessa sposa ma che nonostante tutto già rimpiange i corteggiamenti a cui è abituata visto che al contrario della tranquilla Mina ha sempre fatto strage di cuori; sopratutto mina deve recuperare Lucy dalle sue uscite notturne in preda al sonnambulismo, dal quale ritorna spesso con strani segni rossi sul collo.
Nel frattempo la giovane conosce anche l'affascinante signor Wagner, che mette in crisi tutte le sue certezze sentimentali....tutto ciò è solo l'inizio di una toria abbastanza prevedibile (da subito intuiamo chi è veramente questo signor Wagner), in cui Mina rimane per tutto il tempo divisa fra due uomini: il tranquillo umano Jonathan, che le offre la garanzia di poter costruire la famiglia che ha sempre desiderato, e il vampiro Nicolae, che invece rappresenta l'amore eterno, la passione e la sensualità che nel matrimonio di Mina e Jonathan scarseggiano un po'.
Sappiamo già anche come finirà, e sappiamo anche che Mina comunque sia riserverà sempre un po' di spazio nel suo cuore per il bel vampiro che tanto le ha dato.
Insomma, tutto prevedibile fin dalla prima pagina....e purtroppo, non si smentisce; ma la previdibilità in sè non sarebbe un male se l'autrice avesse sviluppato la materia (e il materiale c'era) in modo diverso. Così invece è tutto ultratelefonato.
Aggiungerei anche che sarebbe meglio che la casa editrice cambi correttore di bozze: il testo è pieno di errori ortografici che magari inizialmente divertono, ma alla lunga stufa.....e fanno pure fare brutta figura, perchè sono davvero numerosi!



domenica 12 aprile 2015

Chi ben comincia....

Eccoci di nuovo al consueto appuntamento mensile con la rubrica:










" Tra poco sarà giorno.
E' quasi l'alba ormai, il sole ancora non si vede, ma presto arriverà.
E ho la certezza  che quando arriverà, in un modo o nell'altro, sarà tutto finito.
La strada che ho davanti è lunga, deserta, una striscia di asfalto crepato che si spegne in mezzo ai campi. Intorno non c'è nient'altro per chilometri, solo erba, qualche albero solitario, dei capannoni industriali in lontananza,
Tra qualche anno qui sorgerà un nuovo brandello di città. Tra qualche anno la strada che taglia in due questo sputo di campagna non ci sarà più. al suo posto arriveranno centri commerciali, complessi residenziali eleganti, con il portiere all'entrata e la piscina nel cortile. Roba di lusso, roba per gente che ha sempre avuto la vita facile.
Cose che io e te non vedremmo mai, neanche campassimo cent'anni.
E noi non li camperemo cent'anni, amore mio. "

Valentina D'Urbano, "Quella vita che ci manca"

venerdì 10 aprile 2015

Vintage dream, di Erica Stephens



Titolo originale: Astor Place vintage

Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: New York in alternanza 2007 e 1907


New York 2007: Amanda ha fatto del vintage non solo la sua professione (gestisce un negozio di abiti di questo tipo ma anche uno stile di vita. A quasi quarant'anni però la sua vita non funziona molto bene: oltre ad avere da anni una relazione con un uomo sposato che la lascia perennemente in sospeso in campo sentimentale, ha appena ricevuto uno sfratto per il suo amato negozietto.
Recatasi a ritirare degli abiti dall'anziana Jane, in un manicotto trova cucito il diario di Olive, una giovane donna vissuta esattamente cento anni prima, e inizia a leggerlo...

New York 1907: Rimasta orfana e in gravi difficoltà finanziarie dopo la morte del padre. la giovane Olive Westcott è costretta a scontrarsi con un mondo davvero ostile con le donne, le quali vengono viste o come angeli del focolare o come donne perdute nel caso non si sposino e non facciano figli. Olive, che da sempre desidera realizzarsi anche lavorativamente, ora che è costretta a cercare lavoro per vivere si deve scontrare con una mentalità totalmente slegata dalla realtà: per una donna lavorare è considerato disdicevole, a meno che non provenga dal popolo....



Dato che anche la sottoscritta è estremamente affascinata dal mondo del vintage, non potevo non leggere questo romanzo, che si potrebbe definire una specie di time travel in quanto in parallelo narra la storia di due donne molto diverse fra loro e vissute in epoche altrettanto opposte: Amanda, quarantenne nel 2007, e Olive, Ventenne del 1907.
Come spesso succede nei romanzi di questo tipo, è il ritrovamento di un diario (quello di Olive da parte di amanda) a permettere la narrazione delle due storie parallele; anche se poi, a dire la verità.... i personaggi non mi sono sembrati tanto indimenticabili.
Amanda è una quasi quarantenne dei giorni nostri, sull'orlo del fallimento in molti sensi: non solo ha ricevuto lo sfratto per il suo piccolo negozio di abiti vintage, ma per l'ennesima volta non è riuscita a chiudere la relazione con Jeff, il suo amante sposato che da anni la tiene in bilico in una situazione clandestina in cui lei si sente sempre di più a disagio, visto anche che vorrebbe diventare mamma....e qua, non per fare la moralista, ma Amanda non mi ha convinta troppo: in fondo Jeff le ha sempre detto che si sarebbe separato dalla moglie solo quando entrambi i figli sarebbero diventati adulti, e lei ha accettato questa situazione. Quindi inutile incolpare solo lui. Oltretutto, pur condividendo come donna le sue angosce riguardo al desiderio di maternità, le sue possibil fantasticherie sul figlio a tutti i costi mi hanno un po' infastidito: i figli non sono giocattoli nè  oggetti da avere per forza a qualsiasi condizione!
Di Amanda ho condiviso invece la mentalità vintage: dico così perchè la nostra amica ama non solo il vintage nella moda, ma anche in tutto il resto: ama la storia delle epoche passate, gli usi e costumi,e sogna spesso di poter tornare anche solo brevemente in quell'epoca lontana (a me accade per gli anni '60 e '70)....
Il modo per realizzare almeno in parte il suo desiderio è leggere il diario di Olive, trovato cucito in un manicotto datole in custodia assieme ad altri abiti da Jane, un'anziana malata di cancro che ha cercato appositamente Amanda per venderle i suoi vestiti usati e appartenuti alle varie epoche del '900.
Olive ha vent'anni nel 1907, e si trova da sempre in una posizione un po' scomoda per una donna della sua epoca: se dapprima è una giovane ricca desiderosa di lavorare per riempire le proprie giornate e realizzarsi in maniera indipendente, all'improvvisa morte del padre che lascia la famiglia praticamente sul lastrico il lavoro diventa una necessità: Olive si scontra così con un mondo durissimo, dove per le donne era accettabile che lavorassero solo se appartenenti alle classi sociali più basse e comunque, solo in attesa di sposarsi; per questo venivano pagate pochissimo e ipersfruttate e senza diritti. E oltretutto, viste male dalla società, così classista e dura che la povera Olive fa fatica a trovare un alloggio decente a New York: gli alberghi e molti posti pubblici non accettavano le donne sole perchè ritenute "immorali"! Alla fine riuscirà a sistemarsi in una pensione, dopo aver trovato lavoro come commessa in un grande magazzino; farà amicizia con altre ragazze, in particolare Sadie e Angelina, e con loro avrà scontri molto forti ma anche forti prove di amicizia.
Il diario di Olive è stato, per me, la parte più interessante del romanzo, sopratutto per la descrizione della New York di inizio secolo e della mentalità dei personaggi. Ma trovo che comunque in generale nel libro nè le protagoniste nè gli altri personaggi abbiano molta sostanza: Angelina e Sadie per esempio, si arrabbiano con Olive per le sue idee riguardo alle donne con relazioni con uomini sposati, ma allo stesso tempo giudicano Olive per la sua pudicità e la sua mancanza di un uomo (di cui la nostra  a quanto pare non sentirà mai il bisogno); Olive riuscirà a costruirsi una soddisfacente vita, ma il romanzo ci lascia in sospeso sulla sua vita sentimentale e affettiva, così come ci lascia in sospeso su molte altre cose riguardanti Jane, la misteriosa anziana che- come alla fine si capirà è il vero legame tra Olive e Amanda.
Unica cosa veramente bella del romanzo: gli strani sogni in cui Amanda si trova catapultata nel passato, assieme ai personaggi che ha imparato a conoscere e amare.
A proposito: non sono ancora andata a trovare mia cugina che ha un negozio di vintage...;)



sabato 4 aprile 2015

Il giornalino di Gianburrasca, di Vamba




Anno di pubblicazione: 1912


Ambientazione: Toscana, primi del '900.



Giannino Stoppani, 9 anni, soprannominato Gianburrasca per non essere proprio tranquillissimo, è il figlio minore di una famiglia agiata. Il giorno del suo compleanno riceve in regalo dalla madre un diario (il "giornalino" del titolo), in cui con disarmante sincerità racconta gli accadimenti della famiglia, in cui le sue monellerie fanno la parte del leone arrivando a influenzare persino i matrimoni delle sorelle Luisa,Virginia. Dopo l'ennesima marachella, Giannino viene messo dal padre nel famoso collegio "Pierpaolo Pierpaoli" per essere corretto, ma anche qui ne succederanno delle belle...



I classici per l'infanzia della letteratura italiana sono tre: "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi, "Cuore" di Edmondo De Amicis e questo celeberrimo "Gianburrasca" di Vamba, che come gli altri ha dato a dato origine a una vera e propria parola lessicale: si è un Gianburrasca, oppure in Pinocchio, o un Franti proprio basandosi sulle caratteristiche di questi tre personaggi.
Nella fattispecie Giannino Stoppani, irrequieto bambino di nove anni che con  le sue monellerie (a volte veramente pesanti) smaschera l'ipocrisia della società e del mondo degli adulti, è diventato il simbolo del monello per eccellenza, seppure di animo buono.
Essendo un diario la narrazione è in prima persona, cosa che solitamente apprezzo poco: ma in questo caso è necessaria per via del fatto che , nelle intenzioni dell'autore, è lo stesso Giannino, raccontando gli avvenimenti dal suo punto di vista di bambino ma tutto sommato con molta sincerità, a mettere alla berlina le convenzioni sociali e a denunciarne (come già detto sopra) l'ipocrisia: significativa ad esempio l'episodio in cui viene messo in castigo perchè ha riportato ai corteggiatori delle sorelle alcuni commenti poco carini fatte dalle stesse, e che qui si chiede "ma come, dite sempre che si deve dire sempre la verità e mai le bugie....e ora mi castigate?!".
Nonostante il ragazzino sia di quelli che ogni maestro spera di non doversi mai trovare in classe (alcuni scherzi sono effettivamente pesanti, come quello dei petardi) il lettore capisce che ha ragione lui, anche se non c'è soluzione: probabilmente anche il nostro prima o poi rientrerà nei ranghi e diventerà un adulto come tutti, perdendo la propria genuinità come succede a qualsiasi persona.
Il simpatico rompiscatole è circondato da personaggi tipici dell'inizio del secolo scorso:genitori borghesi che danno feste danzanti in casa allo scopo di trovare marito alle tre figlie (e per due di loro vi riusciranno), sorelle pettegole e con unico scopo nella vita trovare marito, ma che non si trattengono dallo disdegnare pesantemente in pretendenti "Brutti", la zia zitella e bigotta vista con fastidio da tutti ma a cui i famialiri non disdegnano rivolgersi per prestiti di denaro, e sopratutto la signora Getrude e l'inetto marito Stanislao, direttori del terribile collegio in cui viene mandato Giannino; per lui, avversari da combattere per ottenere finalmente giustizia ( e stavolta visto il trattamento d'abitudine del collegio con i suoi alunno, poteva anche avere ragione). La parte del collegio è forse quella più divertente proprio per questo, sopratutto con la famosa scena della seduta spiritica per contattare il defunto zio di Gertrude che alla fine dà modo ai ragazzi dovere un minimo di solidarietà.
Nonostante le tendenze di oggi, un romanzo attualissimo e adatto ai bambini ma anche ai più grandi: io leggendoleo mi sono fata 4 risate!