domenica 1 febbraio 2015

Io sono Malala, di Malala Yousafzai con Christina Lamb



Titolo originale: I'm Malala

Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Pakistan


Malala Yousafzai è la ragazza pakistana che il 9 ottobre 2012 subì un grave attentato da parte dei talebani mentre tornava a casa da scuola. La sua colpa? Quella di essere una ragazza che non solo studia, ma che si batte attivamente perchè l'istruzione sia riconosciuto come un diritto per tutte le donne.
In questo libro Malala racconta la sua storia della sua vita: fin da piccola il padre Ziauddin, fondatore di una scuola per ragazzi e ragazze, le ha trasmesso l'amore per la cultura e sopratutto la consapevolezza che solo con l'istruzione uomini e donne possono migliorare la loro condizione di vita.
Per la famiglia di Malala le cose non sono mai state facilissime, ma con l'avvento dei talebani tutto peggiora inesorabilmente: vengono negati anche i più elementari diritti, come quello allo studio....


Penso che la protagonista di questa storia non abbia bisogno di presentazione, anche perchè è la vincitrice del Premio Nobel per la pace 2014.
Nemmeno l'ultima parte della storia (che coincide poi con l'inizio del libro) credo abbia bisogno di essere raccontata, dato che ne ha parlato il mondo intero; Malala è ormai diventata il simbolo non solo della lotta al diritto dell'istruzione per tutti, ma anche della lotta per i diritti delle donne.
Perchè, anche se noi fatichiamo a entrare in una certa ottica, questo diritto fondamentale in molti Paesi del mondo è ancora negato o ostacolato, come appunto accade in alcune zone del Pakistan, Paese natale della protagonista, sopratutto dall'avvento dei Talebani.
In questo libro colpiscono alcune cose: la semplicità e maturità di Malala e dei suoi familiari.
Il padre Ziauddin era proprietario di una scuola aperta a tutti; l'uomo infatti, vissuto con delle sorelle costrette  a non studiare in quanto donne, capiva quanto fosse importante invece l'istruzione per la formazione delle singole persone e quindi, di riflesso, per i cittadini che avrebbero migliorato il loro Paese. E' davvero terribile, per certi aspetti leggere dapprima le speranze, le gioie, i piccoli fallimenti e i grandi successi ottenuti nella sua vita e poi la persecuzione messa in atto dai talebani che giorno dopo giorno ha privato la popolazione islamica di qualsaisi diritto, persino di ballare o ridere! La madre di Malala invece, pur non sapendo leggere, ha sempre sostenuto il marito senza però mai rinunciare alle proprie inclinazioni (era sempre pronta ad aiutare qualcuno bisognoso, anche se ciò significava non riuscire a preparare il pranzo al marito prima del rientro) e ai piccoli svaghi (le piaceva andare al mercato e provare vestiti e gioielli).
Cresciuta in questo tipo di ambiente,per Malala è naturale sviluppare una certa mentalità che la porterà dapprima a esporsi in prima persona per far valere il proprio diritto; colpisce anche la semplicità di questa ragazzina, che come tutte alla sua età pensa sopratutto alle amiche, ai litigi con i fratelli, ai compiti in classe, e allo stesso tempo ci fornisce un ampio ritratto del Pakistan e della valle dello Swat, luogo natio della giovane.
Attualmente Malala e la famiglia vivono in Inghilterra.

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