giovedì 26 febbraio 2015

La citazione del mese

"Manca poco ormai", si bisbigliavano Francesca e Anna, Quando una ragazza grande arrivava in spiaggia in sella ad uno scooter fiammante, la sbalzavano via con l'immaginazione e si mettevano cavalcioni al suo posto.
"Manca poco", quando il sabato sera le altre uscivano con i brillantini sulle guance, il lucidalabbra e i tacchi alti, e loro restavano a casa a provarsi i vestiti con lo stereo a tutto volume.
Il mondo doveva ancora venire. Il mondo arriva con i quattordici anni."


da Acciaio", di Silvia Avallone

domenica 22 febbraio 2015

La pazienza del ragno, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Vigata, 2004


Convalescente dopo essere stato ferito in una sparatoria e amorevolmente assistitito da Livia, il commissario Montalbano rientra momentaneamente in servizio per occuparsi del sequestro di una ragazza, Susanna, la quale però non appartiene certo a un ricca famiglia: la madre è quasi moribonda e il padre vive solo di pensione.
Inizialmente poi, le telefonate che richiedono il riscatto arrivano alla famiglia ma in seguito i rapitori fanno avere i loro messaggi direttamente alla tv, come se in realtà si rivolgessero a qualcun'altro. Come mai?
Assistito da Francesco, fidanzato di Susanna, Montalbano indaga....



Un romanzo intenso, psicologicamente approfondito in maniera molto precisa, con un titolo quanto mai azzeccata: è davvero una tela di ragno il caso con cui Montalbano e l sua squadra devono trattare stavolta, un piano talmente ben congegnato che nemmeno il nostro commissario stavolta avrebbe potuto risolvere senza il fondamentale (per quanto inconsapevole) aiuto di Livia, accorsa ad assisterlo dopo la sparatoria in cui era rimasto ferito nel romanzo precedente.
Proprio la figura di Livia è centrale in questo romanzo, non solo perchè più presente fisicamente accanto al commissario rispetto agli altri libri, ma perchè le baruffe, i detti-non detti,le gelosie, la complicità, parlano di questa coppia non solo al lettore ma pure agli stessi personaggi, scavando dentro la loro storia. Mi sono davvero molto piaciute le scene in cui c'è anche Livia, proprio per questo...e azzardo una cosa: forse Camilleri avrebbe dovuto continuare in questo modo, rendendola gni tanto più presente nel corso della serie. Chissà cosa ne sarebbe venuto fuori?
Tornando alla parte gialla, come da trama si tratta del rapimento di Susanna Mistretta, giovane studentessa universitaria figlia di una famiglia un tempo ricca, ma ora decaduta, cosa nota a tutti; per questo per lungo tempo non si spiega realmente il perchè del rapimento, e il lettore nonostante aggiunga un tassello dopo l'altro viene completamente sviato, come accade allo stesso commissario e ai colleghi, fino all'inatteso finale, davvero un sorprendente colpo di scena.
In mezzo tanti personaggi tormentati e profondi: l'anziano  padre di Susanna, la madre morente (presenza silenziosa e ormai fantasma ma significativa), lo zio medico e perfino lo zio ingegnere assente fisicamente ma sempre nominato, Francesco, picciotto che fa subito simpatia a Montalbano per la sua arguzia, scatenando in lui anche riflessioni sulla mancata paternità, e la stessa Susanna.
Il tutto contornato dalle consuete abitudini del commissariato di Vigata: le porte sbattute da Catarella e i suoi strfalcioni al telefono, i battibecchi con Mimì, le prese per i fondelli al dottor Lattes ecc.
A mio avviso uno dei romanzi più belli della serie.



lunedì 16 febbraio 2015

Paolina Bonaparte, di Antonio Spinosa


Anno di Pubblicazione: 2010

Ambientazione: Francia/Italia, 1780-1825



Da IBS:

"Paolina Bonaparte si presenta a noi con la stessa tempra di Napoleone: come il fratello è instancabile, accentratrice, combattiva e prepotente. Non a caso è la sorella preferita dell'imperatore, la sua confidente, l'amica sincera e disinteressata. Napoleone, prodigo di titoli con tutti i fratelli, non ha posto alcuna corona sul suo capo, e lei è felice della propria libertà; libertà soprattutto di amare chiunque, sfidando i limiti della morale, salvo poi inginocchiarsi con devozione davanti a Papa Pio VII per ricevere l'assoluzione. In questo libro Spinosa ripercorre la vicenda di Paolina, dall'infanzia in Corsica ai fasti dei salotti parigini e delle seconde nozze con il principe Borghese."


Paolina Bonaparte è uno dei personaggi più affascinanti della storia francese, italiana e della sua epoca. Sorella prediletta di Napoleone, dotata di bellezza, personalità, intelligenza e, volendo, anche di un carattere forte e pronto ad affrontare situazioni drammatiche, dominò la scena per buona parte della sua vita e anche dopo la sua morta la sua fama rimase immortale, anche grazie alla statua di "Venere vincitrice" con cui Antonio Canova la immortalò, e che è conosciuta di più con il nome della modella che con il suo vero nome. Oltretutto in questo libro si scopre che la statua rimase a lungo rinchiusa negli scantinati di casa Borghese per via della disapprovazione del principe Borghese, marito di Paolina, che la riteneva troppo licenziosa.
I primi anni della vita di Paolina trascorsero serenamente: il famoso fratello (che aveva  ) era ancora un semplice soldato e quindi la famiglia viveva ancora in un relativo anonimato anche se in condizioni economiche ristrette, ciò fece sì che la bambina crescesse libera di giocare nei campi e senza particolari restrinzioni: credo che ciò sia stato fondamentale nello sviluppo del carattere, già di per sé vivace e non troppo conformista, della futura principessa.
Da adulta Paolina fu una donna capace di grandi sperperi, grandi passioni, grandi capricci ma anche grani gesti di coraggio e dignità che forse nessuno si sarebbe aspettato da lei: quando scoppiò un'epidemia di colera a Santo Domingo, dove si trovava al seguito del primo marito lì mandato da Napoleone, rifiutò di lasciarlo per tornare in Francia e si diede a soccorrere malati e moribondi negli ospedali dell'esercito; quando Napoleone fu esiliato all'isola D'Elba Paolina fu l'unica della famiglia che lo accompagnò standogli vicino... insomma un personaggio davvero interessante e dalle mille sfaccettature, ben raccontato da Spinosa in questo libro preciso e circostanziato come è giusto sia una biografia, senza però risultare noioso.


sabato 14 febbraio 2015

Read in progress

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

Sto leggendo "I diari dell'angelo custode" di Carolyn Jesse Cooke.









What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)

Ho appena finito "Assassinio sull'Orient Express" di Agatha Christie, e stasera  guarderò il film.












What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)

Molto probabilmente dopo ventuno anni darò una seconda chance ad Alberto Moravia, scegliendo questi "Racconti romani"....










mercoledì 11 febbraio 2015

Il cacciatore di nuvole, di Ornella Albanese


Anno di pubblicazione: 2014

Ambientazione: Firenze, 1800 circa

Collegamenti con altri romanzi: è il secondo romanzo della serie "La sartoria dell'amore", composta per ora da:

-Il cacciatore di dote;
- Il cacciatore di nuvole.


Gemma degli Obizzi, giovane nobile capricciosa e vanesia, per dispetto verso le amiche racconta di essere innamorata di Baccio Massimiliano degli Obizzi, giovane nobile come lei ma cresciuto in campagna e quindi poco avezzo alla mentalità cittadina.
Il problema è che la finzione va avanti a tal punto che Gemma si sente costretta a fidanzarsi davvero con quel giovane che, a parte una certa attrazione, presenta secondo lei solo difetti: non segue la comoda, non è abituato a fare vita di società, non sa nemmeno usare le posate giuste a tavola!
Come farà la poverina a sgrezzare un marito così?
Nonostante tutto però, si arriva al giorno del matrimonio, quando per sbaglio Massimiliano- che finora era stato convinto che Gemma lo sposasse perchè innamorata di lui- scopre la verità; dopo la cerimonia comincerà a mettere in atto la sua vendetta, che però porterà benefici ad entrambi....




Da ormai qualche anno non leggo più come prima i romance, e l'unica autrice che seguo è Ornella Albanese, per me la migliore autrice italiana di questo genere, i cui libri tra l'altro non sfigurerebbero all'estero dato che i temi trattati nei suoi romanzi e i personaggi vanno al di là del solo genere romance; sono temi e personaggi universali, che potrebbero colpire e interessare anche non appassionati del genere.
In questo romanzo Gemma, la protagonista, è la poco simpatica contessina facente parte di un gruppetto di amiche che- almeno inizialmente- sono tali solo di facciata: i loro ritrovi si concretizzano in riunioni volte a sparlare dell'assente di turno o a lanciarsi piccole malignità che amareggiano l'animo; è proprio per questo motivo che, durante l'ultimo ritrovo Gemma, invidiosa del fatto che le altre ragazze fossero felicemente innamorate o fidanzate mentre lei, nonostante tanti corteggiatori, non ha ancora ricevuto nemmeno una proposta di matrimonio, annuncia alle altre ragazze che finalmente si è innamorata (colpo di fulmine!) di Baccio degli Obizzi.
Nonostante nessuna delle altre ci creda particolarmente, Gemma appare inizialmente soddisfatta di questa sua uscita, salvo ripensarci subito dopo: il povero Baccio (secondo nome Massimiliano, come lo chiamerà sempre Gemma), oltre a essere penalizzato da un nome ridicolo, appare totalmente fuori posto in quel mondo dorato e abbastanza superficiale; ed in effetti viene specificato che egli è in città solo da due mesi, dato che la sua famiglia ha sempre vissuto ritirata in campagna.
Gemma è un personaggio molto ben caratterizzato: inizialmente non può certo attirare le nostre simpatie, ma man mano veniamo a conoscenza di tanti particolari che ci aiutano a capire meglio il perché di questa sua immagine, in realtà costruita per schermarsi da un grande trauma vissuto nell'infanzia e dalla solitudine causata da una madre vanesia che poco si è preoccupata della figlia.Pian piano si trasforma, maturando, rivedendo le proprie priorità, mettendosi da parte per accogliere l'altro...e alla fine diventerà una donna felice, meritatamente.
Il personaggio che però ho sentito più vicino è Massimiliano, un giovane traumatizzato da un'esperienza forse più terribile di quella di Gemma, che però ha trovato la forza di farcela da solo grazie a (udite udite!) i suoi libri: libri attraverso cui ha conosciuto quella che lui chiama "una vita di carta" che gli ha dato l'idea di come poteva essere la vita vera... i libri lo hanno salvato. Ed è la stessa cosa che è successa a me anni fa quando ero una ragazzina; non volgio entrare nei particolari ora, ma questa coincidenza mi ha molto commosso e mi ha sicuramente aiutato a comprendere meglio questo personaggio, la sua fame d'amore e di vita.
Ma, come spesso succede, le vicende che mi hanno appassionato di più non sono state quelle dei du personaggi principali quanto quella di alcuni personaggi secondari: nella fattispecie ho ritrovato con grande gioia le sorelle Pirani e la loro sartoria, un piccolo mondo dove nascono intrighi  e storie di vario tipo E devo confessare che ho un desiderio: spero che prima o poi l'autrice regali una bella storia anche alla terribile Sebastiana, personaggio che già in "Aurora d'amore" mi aveva colpito più della solare Isadora: un personaggio molto simile a Claudia Martin della serie "Simply" di Mary Balogh, di cui si intuiscono tante cose , dietro l'asprezza e la rigidità che mostra al mondo....
Come sempre, quindi, Ornella Albanese non mi ha deluso, anzi:  con i suoi romanzi vado a colpo sicuro!







giovedì 5 febbraio 2015

Chi ben comincia....

Il mese scorso ho dimenticato questo post...




"Così dicono gli esperti. Tre anni.L'amore vero dura tre anni.Qualcosina in più di mille giorni. Dopodiché buongiorno bignola. Non è più la stessa cosa. Prima saliva il desiderio e calavano le mutande poi succede il contrario. Cala il desiderio e risalgono le mutande. E non solo in senso metaforico, perchè si abbandonano i tanga e si ritorna al caldo abbraccio della braca ascellare. Perlamiseria. Bisogna imparare a rinverdire 'sto desiderio. Che è già un bel controsenso. Come faccio a desiderare il mio Godzilla se ce l'ho già tutte le notti sbarapanzato di fianco che dorme a bocca aperta con un alito che non è certo segnalato dallo Slow Food? E come fa lui, poverino, a desiderare una bergera che passa le serate a ricamare a punto croce il primo piano di un cavallo e a letto grida "basta basta" solo quando le schiacci il nervo sciatico? Il massimo che puoi fare è passare le domeniche alla Portarei del mobile."

Da "Col cavolo!", di Luciana Littizzetto

domenica 1 febbraio 2015

Io sono Malala, di Malala Yousafzai con Christina Lamb



Titolo originale: I'm Malala

Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Pakistan


Malala Yousafzai è la ragazza pakistana che il 9 ottobre 2012 subì un grave attentato da parte dei talebani mentre tornava a casa da scuola. La sua colpa? Quella di essere una ragazza che non solo studia, ma che si batte attivamente perchè l'istruzione sia riconosciuto come un diritto per tutte le donne.
In questo libro Malala racconta la sua storia della sua vita: fin da piccola il padre Ziauddin, fondatore di una scuola per ragazzi e ragazze, le ha trasmesso l'amore per la cultura e sopratutto la consapevolezza che solo con l'istruzione uomini e donne possono migliorare la loro condizione di vita.
Per la famiglia di Malala le cose non sono mai state facilissime, ma con l'avvento dei talebani tutto peggiora inesorabilmente: vengono negati anche i più elementari diritti, come quello allo studio....


Penso che la protagonista di questa storia non abbia bisogno di presentazione, anche perchè è la vincitrice del Premio Nobel per la pace 2014.
Nemmeno l'ultima parte della storia (che coincide poi con l'inizio del libro) credo abbia bisogno di essere raccontata, dato che ne ha parlato il mondo intero; Malala è ormai diventata il simbolo non solo della lotta al diritto dell'istruzione per tutti, ma anche della lotta per i diritti delle donne.
Perchè, anche se noi fatichiamo a entrare in una certa ottica, questo diritto fondamentale in molti Paesi del mondo è ancora negato o ostacolato, come appunto accade in alcune zone del Pakistan, Paese natale della protagonista, sopratutto dall'avvento dei Talebani.
In questo libro colpiscono alcune cose: la semplicità e maturità di Malala e dei suoi familiari.
Il padre Ziauddin era proprietario di una scuola aperta a tutti; l'uomo infatti, vissuto con delle sorelle costrette  a non studiare in quanto donne, capiva quanto fosse importante invece l'istruzione per la formazione delle singole persone e quindi, di riflesso, per i cittadini che avrebbero migliorato il loro Paese. E' davvero terribile, per certi aspetti leggere dapprima le speranze, le gioie, i piccoli fallimenti e i grandi successi ottenuti nella sua vita e poi la persecuzione messa in atto dai talebani che giorno dopo giorno ha privato la popolazione islamica di qualsaisi diritto, persino di ballare o ridere! La madre di Malala invece, pur non sapendo leggere, ha sempre sostenuto il marito senza però mai rinunciare alle proprie inclinazioni (era sempre pronta ad aiutare qualcuno bisognoso, anche se ciò significava non riuscire a preparare il pranzo al marito prima del rientro) e ai piccoli svaghi (le piaceva andare al mercato e provare vestiti e gioielli).
Cresciuta in questo tipo di ambiente,per Malala è naturale sviluppare una certa mentalità che la porterà dapprima a esporsi in prima persona per far valere il proprio diritto; colpisce anche la semplicità di questa ragazzina, che come tutte alla sua età pensa sopratutto alle amiche, ai litigi con i fratelli, ai compiti in classe, e allo stesso tempo ci fornisce un ampio ritratto del Pakistan e della valle dello Swat, luogo natio della giovane.
Attualmente Malala e la famiglia vivono in Inghilterra.