martedì 13 gennaio 2015

Semplicemente amore, di Mary Balogh



Titolo originale: Simply love

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Inghilterra, 1800

Collegamento con altri romanzi: é il secondo romanzo della serie "Simply", composta da:

- Riseveglio di passioni;
-Semplicemente amore;
- Semplicemente  magico;
- Semplicemente perfetto.

Anne Jewell, una delle insegnanti della scuola per ragazze di miss Martin, viene invitata per l'estate dai duchi di Bewcastle nella loro dimora. Qui fa la conoscenza di Sydnam Butler, amministratore della proprietà,e ne rimane colpita nonostante l'uomo sia stato sfregiato in guerra in modo molto grave: oltre ad avere avuto il volto deturpato, ha anche perso un braccio.
I due entrano in confidenza, ma le ferite della vita li rendono difficilmente propensi a lasciarsi andare di più, come in realtà vorrebbero. Finchè....




Un altro romanzo di questa autrice che mi ha conquistato; difficilmente mi delude!
Ancora una volta Mary Balogh ci narra una bella storia d’amore, stavolta forse più difficile e tormentata delle altre a causa della particolarità dei due protagonisti.
Anne e Sydnam sono infatti due feriti dalla vita, e in modo non certo lieve. Lui è un reduce di guerra che in battaglie è rimasto orribilmente deturpato in viso e ha perso un braccio, oltre a gli incubi notturni che lo tormentano; lei nove anni prima è stata violentata dal figlio della famiglia in cui era governante(cugino di Joshua Moore, il marchese di Hallmere conosciuto in UNA LADY SCANDALOSA) rimase incinta e la famiglia l’abbandonò al suo destino. Fortunatamente, dopo queste tragedia entrambi hanno trovato la forza di rialzarsi e riprendere in mano le redini della loro vita, lui diventando amministratore delle proprietà del duca di Bewcastle e lei diventando insegnante nel collegio per signorine di Miss Martin a Bath, dove ha potuto crescere in relativa serenità David, il figlio nato da quella violenza e nonostante ciò tanto amato.
Entrambi sono ormai rassegnati a una vita di solitudine, anche se avrebbero desiderato ben altro, ma sono ben consapevoli delle limitazioni che la società impone a quelli come loro; non importa se , come nel caso di Sydnam, si tratti di una persona sacrificatasi per la salvezza del proprio Paese o, come nel caso di Anne, si tratti di una donna vittima di un bruto: sono due persone che vanno nascoste, limitate. Anche loro del resto non ci tengono più di tanto a mescolarsi con gli altri, quelli “normali”, con le loro vite felici e realizzate.
Per questo sin dall’inizio vengono presentati come due solitari in fuga anche dalle persone che vogliono loro bene e li accettano; è così che si incontrano, soli su una spiaggia, e lei ha la reazione tipica che hanno tutti quando lo vedono: ovvero, lo scambiano per un mostro e scappano impauriti. Ma , a differenza di altri, Anne sa di avere sbagliato e trova il coraggio, e l’umiltà, di chiedere scusa. E l’imbarazzo iniziale lascia il posto a un’amicizia dolce, che riscalda il suore e l’animo di questi due solitari per forza, e che si trasforma in attrazione e poi amore. Certo forse l’espediente di lei che rimane incinta è abbastanza banale, avrei preferito che risolvessero i loro conflitti in altro modo…ma tant’è. L’importante è certamente l’approfondimento psicologico che caratterizza questi due personaggi, e il loro percorso sentimentale e di vita reso in modo non banale credibile(anche se mi sembra un po’ improbabile che una donna stuprata lo confidi a una persona che conosce da due giorni…).
Certo il finale che riunisce tutti felici e contenti, compresi l’immeritevole famiglia di Anne, sembra un po’ forzato:chi perdonerebbe una famiglia così?Io no di certo! Ma qualche difetto a un romanzo così bello si può perdonare…

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