venerdì 2 gennaio 2015

La sposa e il guerriero, di Ornella Albanese


Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Italia, 1259

Dal sito Mondadori:

"Angelica, bellissima ereditiera, è costretta dal patrigno ad andare in sposa al potente Lamberto di Fossombrosa. Ma poco prima della cerimonia la fanciulla scopre il terribile passato del promesso sposo: decisa a non unirsi ad un individuo tanto vile e spietato, fugge dalla cappella.
La salvezza di Angelica, inseguita dai cavalieri di Lamberto,ha il volto attraente di uno sconosciuto che promette di proteggerla...Potrà fidarsi di lui?E sopratutto, chi è quell'uomo che ha il potere di stregarla con uno sguardo?"



Ho voluto provare Ornella Albanese in versione medievale e vedere se questa scrittrice da me molto apprezzata sarebbe riuscita a farmi piacere un genere che mi ha sempre lasciato abbastanza indifferente, quando proprio non mi ha delusa.
Impresa riuscita in parte, probabilmente perché questo proprio non è il mio genere! ?
Comincio col dire che più che una storia d’amore, mi è sembrata la storia di un’attrazione, che solo nelle ultime pagine diventa amore, in maniera però improvvisa e troppo affrettata per essere davvero credibile.
Per tutta la durata del racconto Angelica e il misterioso fuggitivo passano insieme il loro tempo senza sapere quasi nulla l’uno dell’altra, lei fino alla fine non sa nemmeno il nome di lui; è vero che condividono sprazzi della loro storia personale, cercando disperatamente motivazioni valide per fidarsi entrambi l’uno dell’altra, consapevoli di essere completamente soli al mondo. Il rapporto che si instaura tra loro è di flebile speranza, a cui entrambi sono costretti ad aggrapparsi, che poi si trasforma in fiducia, sempre però con un certo timore, una certa paura, una certa insicurezza…insomma, mi sembra tutto tranne che amore.
Come ho detto c’è sì un’attrazione di fondo ma non credo basti a giustificare la profondità di un sentimento così importante, seppur il lettore è portato a pensare che, piuttosto che l’orribile Lamberto, come marito sia meglio chiunque altro!
Al di fuori del contesto sentimentale, non mi ha convinto per nulla l’improvviso ritrovamento del vero padre di Angelica, una vicenda che mi è sembrata davvero poco probabile.
Eppure la storia fila, coinvolge, anche perché i nostri due protagonisti hanno due personalità ben tratteggiate e definite, riusciamo a comprendere le sofferenze e le fatiche che il misterioso evaso (di cui solo alla fine veniamo a conoscenza della sua identità con certezza, anche se durante la lettura ci sono vari indizi che lasciano chiaramente intuire chi sia) ha dovuto subire, la conseguente voglia di vendetta e la diffidenza verso qualunque altro essere umano; così come riusciamo a capire Angelica, la sua paura per quel matrimonio tanto orribile cui viene costretta, la sua solitudine non solo come figlia rimasta sola dopo la morte della madre e senza alcun parente che possa aiutarla, ma anche come donna che gli uomini usano esclusivamente come pedina per i loro scambi, e di conseguenza arriviamo a comprendere i suoi disperati tentativi di fuga, anche quando non c’è quasi alcuna possibilità.
Ben caratterizzati anche i personaggi secondari: il crudele Lamberto, Il debole patrigno Gaddo e il misterioso frate che in qualche modo si rivelerà essenziale per la vicenda.
Nonostante tutto, un buon libro, che credo possa piacere alle amanti di questo periodo storico.


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