lunedì 29 dicembre 2014

Classifica 2014

Di seguito la classifica delle migliori letture del 2014.
Solitamente a ogni lettura non corrisponde un vero e proprio posto in classifica, ma quest'anno non posso evitare di mettere al numero uno "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano, per me davvero il migliore romanzo in assoluto di quest'anno. Di seguito, si continua con la vecchia regola.

1- Quella vita che ci manca (Valentina D'Urbano)


2- Le luci di settembre (Carlos Ruiz Zafon)


3- Il piccolo burattinaio di Varsavia (Eva Weaver)


4- La nevicata dell'85 (P.Valpreda-P.Colaprico)


5- Giorni di zucchero, fragole e neve (Sarah Addison Allen)


6- Ricordare stanca (Massimo Coco)


7- Il sonaglio (Andrea Camilleri)


8- La bambina che salvava i libri(MArkus Zukas)


9-Com'è lieve il tuo bacio sulla fronte (C.Chinnici)


10- Ieri,oggi e domani- La mia vita (Sophia Loren)

sabato 27 dicembre 2014

La citazione del mese

"Valentino pensò al Natale a casa sua, quello che era appena passato. Non era certo come quella della pubblicità del pandoro. Era brutto e buio e mancava la neve. L'albero era sempre lo stesso da che riusciva a ricordare, e quanto alle decorazioni, erano più quelle rotte che quelle ancora utilizzabili, e nessuno metteva i regali sotto l'albero perchè di regali non ce n'erano.
Ma c'erano Anna e Mamma che cucinavano tutto il giorno e ridevano, e sembravano un po' più felici del solito, e Mamma aveva le guance rosse per via del vino che Alan versava continuamente, e dopo cena Vadim piantava la lagna perchè voleva giocare a tombola, e allora tutti truccavano la giocata per farlo vincere, e quando succedeva esultava manco avesse fatto tredici al Totocalcio.
E tutti erano felici della sua felicità da bambino.
E sì, il Natale a casa Smeraldo era buio, e mancava la neve, e mancavano i regali, ma c'erano loro.
Mamma, Anna, Vadim, Alan.
Cognomi diversi, ma si facevano chiamare tutti col cognome da ragazza di Mamma.
Fratelli. Non Fratellastri.
La sua famiglia."

Valentina D'Urbano, "Quella vita che ci manca".

martedì 23 dicembre 2014

Quella vita che ci manca, di Valentina D'Urbano


Anno di Pubblicazione: 2014

Ambientazione: Italia, 1991


Anna, Alan, Vadim e Valentino sono i quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi e con cognomi diversi, ma conosciuti con il cognome della madre nella "Fortezza" il quartiere popolare dove vivono da sempre. Un quartiere abbandonato e difficile, come i suoi abitanti, tanto che fuori da lì chi viene dalla Fortezza viene marchiato come persona da evitare, probabilmente delinquente.
Ed in effetti è così che Alan e Valentino, i due uomini della famiglia, si guadagnano da vivere, mentre la madre Letizia lavora come donna delle pulizie (ma solo tre giorni la settimana) e mentre Anna, la maggiore, cura la casa e si occupa di Vadim,ritardato e per questo lasciato indietro dai fratelli maschi che non percepiscono la sua sensibilità.
 Ma a  Valentino, il minore dei fratelli, quella vita non piace: lui sogna un lavoro normale, in un'officina meccanica, sogna una casa vera, con la corrente e l'acqua sempre funzionanti, con il riscaldamento e magari con un cane da regalare a Vadim. Ci pensa Alan, scassinatore dall'animo incattivito,a riportarlo con i piedi per terra: per loro non può esserci altro che stare uniti e tirare a campare come meglio possono. Fuori dalla Fortezza, nessuno li vuole.
Un giorno Valentino conosce Delia, una ragazza che non è della Fortezza e con cui nasce l'amore; ma non ha il coraggio di confessarle da dove viene e cosa fa per vivere.....


Nonostante legga abbastanza spesso libri che mi piacciono o che mi prendono, i "colpi di fulmine librari" sono più rari; gli ultimi due credo fossero "La luna sulla brughiera" (2005) e "Romanzo criminale"( nel 2007).
Prima di questo ovviamente.
Non conoscevo Valentina D'Urbano e quando ho visto il libro in libreria ho pensato fosse l'ennesimo titolo di quelle collane misto tra chick lit e romance  ; poi per curiosità l'ho preso in mano, ho letto la trama, ho sfogliato due pagine....e zacchete! Ero stata colpita dalla freccia di un Cupido che per la sottoscritta entra in azione solo quando si tratta di libri o film.
Avrei voluto comprarlo subito...ma sapete anche voi com'è la mia situazione economica; così mi sono accontentata per due mesi di sfogliarlo, leggiucchiarlo, coccolarmelo tutte le volte che lo vedevo....fino a quando non ho più resistito e me lo sono comprata per Santa Lucia, leggendo 332  pagine IN TRE GIORNI.
Ho amato tutto di questo libro: l'ambientazione di una periferia che, nonostante sia nata e cresciuta in una parte della mia città considerata già periferia (e difatti uno degli autobus che passava di qui fino al 2004 si è chiamava appunto "Periferica"), non ho mai effettivamente sperimentato (la nostra è una periferia normale, a quanto pare...qui ci sono addirittura dei confini difesi con le armi!). Una periferia dove si è segnati a vita, dove non c'è speranza di un miglioramento, dove tutto è desolazione, povertà e abbandono. Un posto dove le strade sono buie, perchè il comune ha staccato la luce; dove per avere la luce o l'acqua in casa (e non sempre) bisogna attaccarsi al contatore di qualcun'altro; dove non passa nemmeno l'autobus. Insomma non il solito quartiere povero ma vitale che si trova in molti film e libri, ma proprio un posto dove si può toccare con mano la vera miseria, anche morale, che fatalmente attecchisce sui propri abitanti, imprigionandoli in un destino triste e già scritto.
E' in questo quartiere (dove già l'autrice aveva ambientato il precedente romanzo, "Il rumore dei tuoi passi") che vive la famiglia Smeraldo, composta da una mamma, Letizia, ormai stanca e provata dalle vicissitudini della vita, e da quattro figli, tutti il più possibile diversi fra loro. Una famiglia che ho amato molto, perchè la di là della miseria e degli evidenti difetti di alcuni suoi componenti, si coglie perfettamente il forte affetto che li unisce; non certo la tipica famiglia da Mulino Bianco, ma nel bene e nel male una famiglia vera. E ho amato i suoi componenti perchè in un certo qual modo li ho riconosciuti in parti di me stessa.
Ho riconosciuto la dolorosa  rassegnazione di Anna, intelligente ma bloccata e senza più prospettive per il futuro; ho riconosciuto la rabbia autodistruttiva di Alan perchè (in modi e situazione totalmente differenti) l'ho provata anche io); ho riconosciuto i sogni ingenui di Valentino per un domani migliore perchè anche io a quell'età sognavo le stesse cose e nello stesso modo, ho persino riconosciuto il dispiacere e la solitudine di Vadim, che vorrebbe tanto uscire con i suoi fratelli qualche volta...ma loro non lo chiamano mai, perchè lui è lo scemo, il ritardato. Un ragazzo bellissimo con la mente gioiosa e affettuosa di un ragazzino di 12 anni, un personaggio tenero e forse, da un certo punto di vista, più avanti degli altri.
La scrittura dell'autrice, il suo modo di parlare dei sentimenti, i dialoghi interni che i personaggi fanno a sè stessi sono avvolgenti in modo doloroso  ma unico, un po' come l'atmosfera che regna alla Fortezza; uno stile graffiante e dolce allo stesso tempo, che ti fa pensare "Marò che fortuna non essere nata in un posto simile!", ma ti fa anche invidiare l'affetto fraterno tra Alan e Valentino,due fratelli che si amano separati da un sogno, e ti fa desiderare di poter provare almeno una volta nella vita un amore come quello di Valentino per  Delia o come quello di Alan per Caterina (almeno agli inizi...). Perchè in fondo Alan, il "cattivo", non l'ho percepito come tale, ma solo come un ragazzo fragile segnato  dagli abbandoni (del padre vero, del padre che l'ha cresciuto ed è morto, di Caterina), terrorizzato dall'abbandono del fratello che intravede non solo nel sogno di una vita diversa, ma sopratutto in Delia, la ragazza di cui Valentino si innamora: perchè lei incarna proprio quel desiderio, rendendolo reale e possibile.
Il finale è già preannunciato nell'incipit (anche se si spera sempre di aver capito male e che quel "qualcosa" non accada), ma l'amarezza viene comunque mitigata da uno spiraglio di speranza; si potrebbe dire, un piccolo raggio di sole in mezzo all'oscurità della Fortezza.
Dato che mancano due giorni a Natale, concludo con un piccolo desiderio: dato che l'autrice ha ripreso la stessa ambientazione del romanzo precedente, ripescando (per un breve momento) i vecchi protagonisti, spero che non abbandoni del tutto nemmeno la famiglia Smeraldo e che, in futuro, decida di regalare anche ad Anna  un nuovo finale, più speranzoso.
Concludo (stavolta per davvero) dicendo che molte volte bisognerebbe ringraziare un'autore per aver scritto la sua storia; questo è sicuramente uno dei casi.


BUON NATALE A TUTTI!




lunedì 22 dicembre 2014

Ho vinto!

Con mia grande gioia e ancora più grande sorpresa vi annuncio che finalmente anche io ho vinto il mio primo give away da blog e precisamente del blog "Le recensioni di Chiara", che aveva pubblicato un concorsino natalizio :

http://lerecensionidichiara.blogspot.it/2014/12/contest-di-natale.html

Dei tre libri messi in palio ho scelto la raccolta di gialli "Regalo di Natale"(di cui ovviamente dovrete aspettarvi la recensione, quando l'avrò letto).
Che dire? Grazie Chiara per questa bellissima sorpresa natalizia....è proprio vero che a Natale tutto è possibile!


martedì 16 dicembre 2014

Chi ben comincia....

E rieccoci al consueto appuntamento mensile con la rubrica "chi ben comincia"




"Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore della "Roman de la rose"), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria "Franc Menunier" dove stava ammassandosi di minuto in minuto più fitta una folla vociante e curiosa.
A quei tempi le scene di panico erano frequenti; quasi ogni giorni si registravano negli archivi di questa o di quella città episodi di simili disordini.I signori guerreggiavano tra loro, il re faceva la guerra al cardinale, gli spagnoli facevano la guerra al re. A queste lotte sorde o pubbliche, segrete e non segrete, si aggiungevano i ladri,  mendicanti, gli ugonotti, i bravi e i servi che facevano la guerra a tutti."


Alexandre Dumas, da "I tre moschettieri"

domenica 14 dicembre 2014

Quando la fantasia corre....


Era da molto tempo (più di un anno!) che avevo dimenticato questa mia rubrica! Per fortuna un post su un'altro blog me l'ha fatta ricordare....ma per chi non dovesse conoscerla riprendo l'introduzione con cui l'ho presentata nel primo post.

Non so se capita anche a voi quando leggete un libro…ma credo che, alla maggior parte dei lettori capiti.
Capita, cioè di immaginare i vari personaggi in un certo modo.
Essendo un’appassionata di cinema, per me ormai il binomio lettura- film è diventato la norma.
E quindi, molto spesso, per me è automatico immaginare un certo personaggio col volto di un tale attore o di una tale attrice.

In un blog in cui ho scritto per molto tempo ho proposto due volte le mie "versioni cinematografiche" di due romanzi, e ora intendo riproporre questo giochetto anche su questo blog.
ho cercato di trovare foto il più possibili somiglianti alla mia idea del personaggio in questione, quindi capita che alcuni attori vengano ritratti in foto non recenti o anche vecchie di alcuni anni.
Ma insomma, il bello dell'immaginazione è pure questo no?
Stavolta ho immaginato gli interpreti per una possibile trasposizione del romanzo "Il filo di Arianna" di Ornella Albanese.


Ed ecco qui il risultato....buona visione!



Giulio Berruti: Ottavio Pambieri




Inutile, ho proprio un debole per quest'attore!In costume l'ho visto solo ne "La figlia di Elisa-Ritorno a Rivombrosa", però ho subito pensato che era perfetto per questo personaggio!


Arianna Salvemini: Sarah Bolger





Ho apprezzato questa giovane attrice nella serie "I Tudors", dove interpretava la sfortunata Lady Maria. Pettinata e abbigliata diversamente, penso potrebbe ben interpretare la forza d'animo e la grinta di Arianna. E col Berruti farebbe una bella coppia.


Giulio Forges Davanzati : Riccardo Salvemini





In costume l'ho visto solo nel primo "Rossella", a mio avviso 

Dakota Fanning : Melania Salvemini



Sì, lo so che è americana come come ho già spiegato in questa rubrica non faccio diffenreza di nazionalità, e nemmeno di epoca. E' una brava attrice e ha un viso simpatico e vivace, mi ha ricordato la sorellina di Arianna. 


Monica Nappo  :Zia Alfia




 A dire la verità ho pensato a quest'attrice avendola vista in un ruolo per certi aspetti simile a zia Alfia nel film "La kryptonite nella borsa": la zia di mezza età, intransigente ma sotto sotto dal buon cuore, che nessuno ha mai considerato troppo sia come persona sia come donna che magari avrebbe desiderato una propria famiglia e una propria casa, tutto ciò perchè non particolarmente bella. 
Che alla fine però si riscatta trovando l'amore. Proprio come la zia di Arianna.

Elena Sofia Ricci : Zia Costanza


Non amo molto quest'attrice, che ho sempre trovato abbastanza imbalsamata, ma leggendo il romanzo il personaggio di zia Costanza, la zia bella ed elegante con una forte personalità, me lo sono immaginato subito così...non so dirvi perchè!

Amanda Seyfried :Eleonora di Riovivo




Nel romanzo Eleonora viene descritta bellissima e con una cascata di capelli rossi...la Seyfried è bionda, però a parte questo per il resto ho pensato che potesse andare bene per questo ruolo, oltre che per la bellezza ha interpretato vari personaggi di carattere.

Andrew Garfield: Ludovico Lopez Y Royo 



L'ho visto solo nelle foto riguardanti il film "The amazing Spiderman"...il film non l'ho visto e quindi non so dirvi la mia impressione come attore, ma dalle fattezze mi ha ricordato proprio il "cattivo" di questa storia. Certo, la tragica pettinatura è da cambiare!

mercoledì 10 dicembre 2014

Lady Susan, di Jane Austen



Anno di Pubblicazione:

Ambientazione: Inghilterra,1800.


Lady Susan è una donna di 35 anni, da poco vedova e madre della giovane Frederica; per sfuggire alle voci di una doppia relazione che la donna intratterebbe a Londra con un uomo sposato, Mr. Manwaring, e con un uomo più giovane, James Martin, la donna decide di recarsi per un periodo ospite del cognato Mr Vernon.
Lady Susan è in realtà una donna intrigante e priva di scupoli, che non ama la figlia e la vessa per convincerla ad accettare un matrimonio con MR Martin, in caso quest'ultimo non volesse sposare lei.
Per questo non è presa in simpatia dai cognati, ma nonostante ciò anche a casa loro continua a tessere intrighi e a usare gli uomini incurante dei loro sentimenti per il suo divertimento personale...




Pubblicato postumo dal nipote Henry Austen assieme agli incompiuti "Sanditon" e "I Watson", "Lady Susan" è una delle opere giovanili di Jane Austen, un romanzo scritto in forma epistolare e probabilmente, un'abbozzo di un'opera di tipo diverso non più ripresa in seguito dalla sua autrice.
Se la stessa Jane Austen aveva presentato Emma Woodhouse come "un'eroina che non potrà piacere a nessuno, tranne a me stessa", non oso pensare come avrebbe potuto presentare la protagonista di questo romanzo; mentre la succitata Emma è solo una ragazza un po' sciocca e presuntuosa ma simpatica e animata da buone intenzioni, Lady Susan è proprio una donna meschina e priva di scrupoli, che pare non nutrire sentimenti per nessuno, tranne la fedele amica   
Non ama nemmeno la propria figlia Frederica, che vede esclusivamente coma una pedina per realizzare le proprie aspirazioni, al punto che per lungo tempo rimane indecisa se farle sposare Mr Martin (in caso quest'ultimo non volesse sposare lei stessa!) o un'altro corteggiatore: per lei darla a un un uomo o all'altro è lo stesso, e i sentimenti della ragazza a riguardo sono del tutto ininfluenti; anzi, quando la giovane trova il coraggio di ribellarsi la madre la insulta definendola figlia ingrata e viziata e cercando i mettere in atto il proposito di schiacciare la sua personalità in modo di adeguarla alle esigenze materne. Davvero terribile!
Per fortuna la povera Frederica trova rifugio e affetto presso gli zii paterni, mentre la madre non fa altro che passare da un intrigo all'altro con qualsiasi gentiluomo le capiti a tiro: impegnati o meno, giovani o meno, persone serie (che magari si innamorano di lei) o frivole, non le importa assolutamente. E il bello è che riesce a tenerli tutti in riga come soldatini, ai suoi piedi e ai suoi ordini.
Susan è indubbiamente un'eroina intelligente, arguta e indipendente, come molte delle eroine austeniane; ma in questo caso queste doti vengono usate esclusivamente in maniera negativa, facendone una pessima persona. Alla fine forse cadrà essa stessa vittima dei propri maneggi, ma ciò non è chiaro, anche perchè- come quasi sempre- essendo il romanzo breve e per di più scritto in forma epistolare presenta due unici punti di vista: quello della protagonista e della sua amica, con cui si svolge la maggior parte del carteggio. Le uniche lettere degli altri personaggi sono molte di meno e provengono quasi esclusivamente da Mrs Vernon, e da suo fratello. Indubbiamente un personaggio insolito all'interno dell'opera di Jane Austen: perfino la terribile Lady Catherine aveva i suoi lati positivi! Però è anche la dimostrazione dell'abilità dell'autrice nel tratteggiare i suoi personaggi, anche negativi.
Se amate Jane Austen non potete perdervelo, per completare la vostra cultura a riguardo!






domenica 7 dicembre 2014

Ieri, oggi e domani- La mia vita, di Sophia Loren


Anno di pubblicazione: 2014

Ambientazione: Italia/America/Svizzera, dal 1934 a oggi.


Alla Vigilia di Natale Sophia Loren apre per i nipotini e per tutti i suoi fans il suo personale "Baule dei ricordi", rievocando la sua vita: dall'infanzia povera e difficile a Pozzuoli, figlia di una ragazza madre e di un padre assente, all'adolescenza nell'immediato dopoguerra con i primi sogni di gloria, al viaggio a Roma alla scoperta di Cinecittà e i primi passi come attrice di fotoromanzi.
E poi l'incontro con tante persone: Vittorio De Sica, uno dei primi a scoprirla e credere in lei per tanti film, Marcello Mastroianni, l'amico fraterno di una vita e sopratutto Carlo Ponti, che diventerà suo marito dopo tante difficoltà.
E poi l'avventura hollywoodiana, la nascita degli amati figli Carlo jr ed Edoardo, i guai con la giustizia nei primi anni '80, la carriera che continua anche se diradata....



E' stato davvero un gradito regalo questo libro per il mio compleanno: dato che, come scrivo nel mio blog di cinema (http://dalromanzoalfilm.blogspot.it/2014/11/buon-compleanno-sofia_25.html ) sono molto affezionata al personaggio di Sofia Loren, era un libro che davvero desideravo leggere.
Ed è stata un'ottima lettura: non so se l'attrice lo abbia scritto di suo pugno o abbia usato (come fanno tanti famosi) un "Ghostwriter", comunque sia nonostante sia un un libro corposo la lettura è stata scorrevole e intrigante. Mi sono letteralmente immersa nella storia (che già conoscevo, comunque) della ragazzina di Pozzuoli cresciuta in una famiglia povera ma piena di amore che, inizialmente spinta dalla madre che vede in lei una possibilità di riscatto per quanto non ha potuto fare nella vita (la madre di Sofia, Romilda Villani, aveva vinto un concorso indetto dalla Metro Goldwyn Mayer per cercare una sosia di Greta Garbo, ma i genitori non la lasciarono andare in America), le fa prendere lezioni di recitazione da un maestro napoletano per poi portarla a Cinecittà, dove ottengono entrambe un primo ingaggio come comparse sul set di "Quo vadis"; della giovane che comincia con i fotoromanzi per approdare al cinema sotto l'ala di Carlo Ponti e di Vittorio De Sica, diventando in breve un'icona del cinema italiano..ma anche della donna che desidera avere dei figli e per questo motivo dovrà patire molto; della sorella affettuosa, dell'amica...., se vogliamo anche della nonna che grazie alla presenza degli amati nipotini è ancora capace di pensare a  cosa farà da grande:insomma non solo il lato pubblico di un'attrice.
In un certo senso, un po' una favola; la ragazzina povera e bruttina figlia di un padre che non si è mai occupato della famiglia e addirittura tempo dopo arrivò a denunciarla,la giovane donna improvvisamente sbocciata che poco a poco riesce a mettere a frutto la sua bellezza in modo positivo....talvolta si ha anche l'impressione che qualcosa non venga detto, che non sia proprio tutto così limpido.
Ma è solo un'impressione, in realtà anche la vicenda giudiziaria in cui fu coinvolta negli anni '80 pare solo un brutto capitolo, un qualcosa che può capitare...della serie "nessuno è perfetto". O forse la loren si è fidata delle persone sbagliate....penso possa capitare anche questo. Quello che mi ha colpito molto invece è l'affetto vero e sincero che traspare verso alcuni colleghi (Oltre a De Sica e Mastroianni anche Cary Grant e Richard Burton), la stima per altri...segno che anche nel mondo dello spettacolo non è poi davvero impossibile trovare persone con cui stringere amicizie autentiche.
Nella parte poi della giovinezza e degli esordi, abbiamo anche un interessante spaccato dell'Italia dei primi anni '50, da poco uscita dalla guerra e con tanta volgia di guardare al futuro.
Per il libro infatti ha scelto come titolo quello, tra i suoi film, a cui ancora oggi rimane più legata.
Posso dirlo? La lettura di questo libro, oltre ad essere interessante come appassionata di cinema , è stata anche rasserenante; ho chiuso il libro alla fine con un sorriso e una sensazione di speranza nel cuore.
Grazie Sofia!




venerdì 5 dicembre 2014

La balera da due soldi, di Georges Simenon



Titolo originale: La guinguette à deux sous

Anno di pubblicazione: 1931

Ambientazione: Francia, anni '30


Prima di essere giustiziato, il criminale Jean Lenoir confessa a Maigret di essere stato anni addietro testimone di un omicidio avvenuto a Morsang, assieme ad un suo complice.
Maigret indaga, frequentando tra l'altro la "balera da due soldi" che a quanto pare sembra essere l'unico luogo di aggregazione della cittadina, ma che cela dentro di sè intrighi amorosi, tradimenti, fallimenti....



E' il secondo romanzo di Simenon che leggo e anche questo mi è piaciuto, sebbene in maniera minore rispetto al "Il porto delle nebbie".
L' ho trovato meno coinvolgente, nonostante indubbiamente sia un giallo ben pianificato, che si svela a poco a poco, e che comprende personaggi ambigui e di vario genere. il tutto sembra ruotare attorno a Madò, una "femme fatale" di provincia sposata con tale Feinstein ma che si concede a molti; quando il marito viene accidentalmente ucciso da uno degli amanti, Marcel Basso, quest'ultimo viene aiutato da James, con cui Maigret instaura una sorta di amicizia che pare non solo di comodo (cioè non volta esclusivamente  carpire informazioni sulla vicenda).
il risultato è una storia dove si fondono infelicità, miserie umane e morali, destini senza via di scampo, a cui i protagonisti cercano di opporsi ma che non sanno guidare.Se proprio vogliamo, le meschinità della piccola provincia da tutti ritenuta "sana" rispetto alla città.
Il tutto osservato con il solito sguardo criptico e analitico di Maigret, che in realtà sogna le vacanza in Alsazia con la moglie e i parenti ma che non disdegna di sentire una qualche affinità e stima per James, almeno fino a un certo punto della storia.
Vedremo cosa mi riserverà il terzo romanzo (che ancora non ho scelto)....






martedì 2 dicembre 2014

Wish list natalizia

Come ogni anno, ecco la wish list dei libri che desidererei (e che ovviamente sicuramente non avrò) come regalo di Natale:

1- in pole position Quella vita che ci manca, di Valentina D'Urbano, libro con cui ho avuto uno dei miei "colpi di fulmine" libreschi alla sua uscita solo leggendo la tra....ogni volta che lo vedo lo prendo in omano, lo sfogio qui e l'....e poi sono costretta a lasciarlo giu...sigh!!!!
(Questo mi sa che me lo comprerò da sola, non resisterò a lungo!)





2- L'incredibile Hurka, di Luciana Littizzetto: nonostante la ripetitività del modus narrandi, Lucianina difficilmente mi delude.



3- Biglietto, signorina, di Andrea Vitali:




4- I love shopping a Hollywood, di Sophie Kinsella: non ne ho sentito parlare molto bene, anzi...e del resto  questo è il settimo libro della serie: molti quindi i rischi che si cominci a stufarsi di Becky & soci....ma tutto sommato visto l'affetto vale provare.




5-Qualche sorpresa...s', avete capito bene, mi piacerebbe che qualcuno mi regalasse un libro che mi sorprenda: uno che non conosco e, magari non ho mai sentito...ma che mi faccia conoscere un'autore, una storia, un mondo nuovi.
Come successo, ad esempio, con "D'amore e ombra" di Isabel Allende o "l'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon.

Naturalmente se qualcuno di voi volesse farmi una sorpresa....:)