mercoledì 12 novembre 2014

Pollyanna, di Eleonor Hodgman Porter



Anno di pubblicazione: 1913
A
Ambientazione: Stati Uniti, primi anni del '900

Collegamento con latri romanzi: ha un seguito, "Pollyanna cresce" (1915 )

L'undicenne Pollyanna, rimasta orfana di entrambi i genitori, viene affidata alla zia Polly, che non ha mai conosciuto in quanto la famiglia della madre tagliò i rapporti con lei quando decise di sposare un povero pastore.
Gli inizi nella cittadina di Beldingsville non sono dei più facili: la zia è una donna benestante, ma fredda e ostile alla nipote; ma Pollyanna, che ha un carattere aperto, affettuoso e generoso, non si scoraggia e grazie anche al "Gioco della felicità" insegnatole dal padre, riuscirà alla fine ad arrivare al cuore della zia....



Da piccola Pollyanna è stato per lungo tempo uno dei miei cartoni preferiti, e- come spesso accadeva all'epoca dato che gran parte dei cartoni dei bambini anni '80 erano tratti da romanzi per ragazzi- ho letto il libro proprio su questa scia.
Naturalmente è stato uno dei miei libri preferiti; con il tempo però questo "amore" infantile si è notevolmente attenuato, lasciando posto anzi a una forte irritazione per l'insulso "Gioco della felicità" che la piccola protagonista propina a tutti coloro che le capitano a tiro.
Ok, capisco che la positività nella vita è un fattore molto importante, che non si può frignare per ogni cosa che ci va male, che spesso c'è chi sta peggio di noi....ma caspita, ormai questa filosofia portata alle estreme conseguenze mi ha veramente rotto!
Prima di tutto pensare continuamente "eh ma c'è gente che i tumori! c'è gente che muore di fame!" non risolve comunque i miei problemi e la mia situazione,  trovo comunque meschino consolarsi con le sofferenze degli altri, almeno oltre un certo limite.
E poi, ma dai!!! Se fossi stata io la signora costretta a letto perchè paralitica con una giovane figlia rinchiusa in casa a fare da badante alla mamma l'avrei mangiata una che mi viene a dire: "si però oggi è tanto una bella giornata!".
Tutto ciò, purtroppo, è diventato personalmente molto irritante,a tal punto che-a differenza di quanto fatto con quasi tutti i libri letti durante l'infanzia- non ho mai voluto rileggerlo da adulta.
E' un peccato, perchè in fondo lo ricordo come un bel libro,scritto bene, anche coinvolgente in molti punti; sopratutto è interessante vedere come la maggior parte degli adulti tristi e depressi lo è diventata per delusioni e tristi vicende familiari, rendendoli persone molto umani e comuni (a quanti di noi succede tutto ciò?). Nessuno è veramente cattivo o egoista, e Pollyanna miracolosamente saprà far breccia nei cuori e tirare fuori il lato migliore. Improbabile ma passi.
Che dite, devo trovare il coraggio di dargli un'altra possibilità?





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