mercoledì 5 novembre 2014

Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde


Titolo originale: The picture of Dorian Gray

Anno di Pubblicazione: 1890

Ambientazione: Londra, fine '800




Nella Londra vittoriana il pittore Basil Hallward ritrae un giovane amico, Dorian Gray, realizzando uno splendido ritratto identico all’originale. Il giorno dell’inaugurazione il giovane fa un patto col diavolo in cambio dell’eterna giovinezza: i segni di ogni sua azione e ogni suo vizio non rimarranno sul suo corpo e sul suo viso, ma sul ritratto, che rifletterà l’anima di Dorian. Il giovane si abbandona quindi a una vita di vizi e piaceri smisurati, mantenendo sempre il suo bell’aspetto. Nel frattempo il ritratto, chiuso in soffitta, mostra in realtà i segni della sua bruttezza morale, e anche se nessuno se ne accorge Dorina è comunque consapevole di ciò che sta accadendo....

L'insegnante di filosofia che ho avuto in terza superiore una volte disse che questo era uno dei dieci romanzi che si sarebbe portata sull'isola deserta; fu proprio questa opinione a spingermi a leggerlo per la prima volta facendomi "incontrare" così con Oscar Wilde, del quale prima di allora conoscevo solo due favole ("Il principe felice" e "il gigante egoista").
Nonostante per me sia impossibile condividere del tutto l'opinione della prof sull'isola deserta (per il fatto che per me non ci vorrebbero dieci libri ma un'intera biblioteca!), non posso invece che condividere l'opinione sul romanzo, sicuramente all'altezza della fama che lo circonda.
Dorian Gray rappresenta il dandy per eccellenza, l'esteta che ha la bellezza come valore assoluto e vive per il proprio esclusivo piacere; dapprima giovane ingenuo e spensierato, viene "traviato" da Lord Henry Wotton (spesso un alter ego dell'autore) , amico di Basil e successivamente anche di Dorian, cinico e sarcastico, ma n fondo si nota da subito in lui una propensione a farsi traviare, a seguire una ben precisa strada perchè infatuato della vita come arte (significativa, a questo proposito, la vicenda della povera Sybil, la giovane attrice che Dorian smette di amare dopo averla vista mentre recitava male); ed è proprio per questo che Doriana "scambia" la propria immagine con quella del ritratto, che lo ritrarre nel pieno della giovinezza e non invecchierà mai, mentre lui, essendo mortale, sarebbe destinato al decadimento e a portare su di sà i segni dei propri stravizi.
Nonostante il suo espediente Dorian stesso è comunque ben consapevole di cosa accade in quella stanza lontana dalla casa dove a nessuno è consentito accedere, e se ciò dapprima costituisce solo un fastidioso pensiero, con il tempo diventa un'ossessione terribile, che lo porterà non solo ad eliminare Basil perchè egli insisteva per vedere il ritratto, ma anche alla fine a cercare di eliminare il ritratto stesso.
Wilde non emette giudizi sul suo personaggio, anche se il finale farebbe pensare non solo a un riportare l'ordine delle cose, ma sopratutto a un avvertimento presso il lettore di come ci si può ridurre lasciandosi andare ad ogni piacere e diletto senza alcun freno morale.
Come spesso succede, potrei stare ore a parlare di questo romanzo senza ancora dire nulla....bisogna leggerlo, non ci sono storie!

















2 commenti:

  1. Concordo con te, è un romanzo che non può mancare nella biblioteca di un lettore che si rispetti e sì, anch'io dovrei portarmi una gigantesca biblioteca sull'isola!
    Hanno tratto diversi film da questo romanzo, l'hai visto quello con Colin Firth nei panni di Lord Henry Wotton? Mi è piaciuto molto, rispecchiava il libro.
    Comunque sebbene Wilde non esprima giudizi espliciti, credo che lo faccia velatamente, perché il messaggio è abbastanza chiaro e tu l'hai colto alla perfezione.
    Ciaoooo

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    1. Ho visto il film da te citato ma sinceramente a me sembra che abbia pochissima attinenza con il romanzo.

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