venerdì 14 novembre 2014

Di Ilde ce n'è una sola, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Fino Mornasco-Bellano, 1970

Estate 1970: in un fiume viene ritrovata priva di foto la carta d'identità di Ilde Ratti, irascibile impiegata della PritMetal sposata con Oscar, operaio nella stessa ditta in cassa integrazione.
Dato che la moglie lavora è proprio quest'ultimo a ricevere la telefonata del ritrovamento della carta, e complice il terribile caldo e lo stato di inattività a cui è costretto, sorgono dei dubbi che spingono Oscar, nottetempo, a frugare nella borsetta della moglie trovando così una carta d'identità...ma non quella della Ilde, bensì quella di Aurelio Borghetti, professione geometra.
Approfittando della momentanea disoccupazione, l'Oscar indaga...


Un'altro romanzo breve di Andrea Vitali, autore che risulta sempre piacevole e coinvolgente anche quando la storia narrata è in sè, breve e anche un tantinello inconsistente: un giallino insomma, anche perchè coinvolge relativamente pochissime persone.
E' il suo modo di scrivere, di progredire passo per passo, di svelare una cosa alla volta che tiene il lettore avvinto anche stavolta, nonostante alla fine abbia avvertito un senso di incompiutezza e sono stata tentata pure di dire: !embè?".
Certo, Ilde e Oscar sono una coppia come tante ne esistono: nonostante siano sposati da tre anni appena, tra loro non vi è un gesto d'affetto, una complicità, nemmeno attrazione fisica.solo noi e insoddisfazione, da entrambe le parti, anche se devo dire che perlomeno in alcuni punti lui sembra essere quello più propenso ai sentimenti: la chiama "tesoro" nonostante tutto,qualche volta vorrebbe "combinare", rievoca il momento in cui l'ha vista per la prima volta. Sotto sotto, ho avuto anche l'impressione che il motivo che lo spinge a investigare sia una sorta di gelosia, condita con la frustrazione di dover fare da sei mesi la parte della donna di casa, di dover dipendere dalla moglie, di non avere uno scopo per riempire la giornata: tutte sensazioni che chi scrive conosce molto bene, come anche il lasciarsi andare fisicamente, la depressione, l'irritazione dovute sia al non sentirsi più utile e ad avere perso quello che era il proprio posto nel mondo.
La Ilde invece....beh è un personaggio certamente particolare. Viene presentata continuamente come una "con un bel caratterino", a ciò è piuttosto riduttivo: è arrogante e dispotica (a dire la verità l'ho trovata piuttosto violenta), non mostra un minimo segno di interesse (anche labile) o affetto verso il marito...una tipica "incazzosa" insomma. Mi sono chiesta durante la lettura quale fosse la dinamica che ha portato questi due a conoscersi, frequentarsi e sposarsi, e che cosa li tenga davvero uniti(a parte il fatto che nel 1970 il divorzio era cosa ancora poco fattibile e lo stato di bisogno di Oscar, effettivamente mantenuto dalla moglie); ho dubitato che ci fosse qualcosina, nonostante tutto, e avrei preferito che l'autore si spendesse un po' di più in questo senso. Certo L'Oscar grazie a questa faccenda scoprirà un lato nascosto della moglie che nemmeno sospettava...
Ma forse l'autore ha preferito fare così proprio per lasciare il lettore alle sue ipotesi....

2 commenti:

  1. Con Andrea Vitali ho da sempre un rapporto piuttosto contraddittorio, però la tua bella recensione mi ha incuriosito. Non è detto che non cercherò di leggerlo, questo romanzo!

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    1. Grazie per i complimenti! come sai a me invece piace molto...tentar non nuoce, chissà....!

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