martedì 21 ottobre 2014

La ragazza di Bube, di Carlo Cassola



Anno di pubblicazione: 1960

Ambientazione: Toscana,1945/'46


La giovane Mara si fidanza con Bube, ex partigiano e amico del defunto fratello Sante.Il ragazzo non è dei più tranquilli: soprannominato "il Vendicatore" durante la guerra, anche ora che è finita non ha capito che è cambiata l'aria e che certi comportamenti non vanno più bene. E difatti, dopo aver ucciso per una lite un maresciallo dei carabinieri e il figlio, è costretto a scappare nascondendosi in Francia, aiutato dai compagni comunisti.
Mentre Bube è lontano, Mara va a servizio presso una famiglia benestante e nel nuovo paese conosce Stefano, un giovane operaio che la corteggia...


Come penso sappiate, ho delle idee ben precise riguardo a ciò che accadde in Italia nell'immediato dopoguerra e che continuò sicuramente per tre anni, fino al 1948: non approvo i massacri e le vendette personali commessi da molti ex partigiani, sopratutto comunisti, con l'ideale di voler sostituire la dittatura fascista con quella comunista.
Ragion mi è stato chiaro fin dalle prime pagine del romanzo che non avrei potuto provare gran simpatia per questo Bube, che già dal soprannome datogli ai tempi della Resistenza tradisce non solo il fatto di essere una povera testa calda facilmente manovrabile dagli altri, ma di essere capace anche di atti di violenza immotivata: è in questo contesto infatti che bisogna inquadrare non tanto l'uccisione del maresciallo in una lite, ma l'uccisione del figlio quattordicenne, disarmato e inseguito dall"eroe" per cento metri e finito con un colpo di pistola a bruciapelo quando non poteva più scappare nè difendersi.
L'autore non condanna apertamente il gesto: tra  i vari personaggi non ce n'è UNO che critichi anche solo blandamente ciò che è avvenuto, tutti parteggiano per Bube descrivendolo come una povera vittima perseguitata solo perchè comunista: non fanno il suo bene e non aiutano certo il ragazzo a prendere coscienza che ciò che ha fatto è sbagliato e ingiustificabile. Egli stesso ci arriva da solo, verso la fine, ma non del tutto, e non è certo una sorpresa, visto che la stessa Mara alla fine, nonostante sia maturata molto, esprime la umile morale sul fatto dicendo:"Ma cosa credono di aver fatto mettendo in galera Bube e Ivan?Giustizia, forse?No, hanno fatto dell'altro male: a Bube, a Ivan, alle loro famiglie e a me. Tutto quello che ci hanno fatto soffrire e che ci faranno soffrire ancora, è forse servito a rimediare qualcosa?Io, glielo vorrei proprio domandare ai giudici:facendo soffrire noi, avete alleviato il dolore di qualcun'altro?" Eh cara Mara, vallo a dire alla madre di quel ragazzino...
Ma la vera protagonista del romanzo è lei, Mara, una giovane donna che appena sedicenne si ritrova fidanzata quasi per gioco o per caso (nonostante si vanti con la cugina di avere un sacco di ragazzi che le vanno dietro) col primo che le capita; addirittura non pensa più di tanto a Bube quando è lontano. L'amore nasce dopo, stando assieme alcuni giorni nascosti, avendo modo di approfondire (non tantissimo, a dire la verità) caratteri e anime reciproche; Mara inizialmente è piuttosto antipatichina: non prova dispiacere per la morte del fratello, e anzi ne è contenta perchè così ha potuto appropriarsi della sua camera mentre prima dormiva in cucina, sbeffeggia continuamente la cugina punzecchiandola perchè si ritiene meglio di lei; nel corso della storia, sopratutto da quando va a servizio e conosce Stefano- che per lei rappresenta la tentazione di un nuovo amore, più vicino e meno problematico-mettendo in primo piano l'importanza del valore della fedeltà, non solo a Bube ma, di riflesso, anche a se stessa e al suo mondo. Mara sceglie la strada più difficile e maturerà, arrivando anche trovare un nuovo modo di rapportarsi con la famiglia e con il fidanzato, quando i due si rivedono; anche dopo la condanna, non perde la sua forza interiore e la sua luce. Certo se non fosse per lo scivolone della morale di cui sopra....
Il romanzo ha uno stile scarno e molto asciutto, che rispecchia il mondo e l'atmosfera dell'epoca.

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