martedì 28 ottobre 2014

Braccialetti rossi-ll mondo giallo, di Albert Espinosa



Titolo originale: El mundo amarillo

Anno di pubblicazione: 2008

All'età di 14 anni, ad Albert Espinosa viene diagnosticato un tumore alla gamba : è solo l'inizio di un'esperienza di vita durata dieci anni,una vita dentro e fuori dagli ospedali per curare altri tumori che compariranno nel corso degli anni e che costeranno all'autore una gamba, un polmone e un rene.
Ma Albert ha saputo trasformare qualcosa di drammatico in un'esperienza di vita da portare anche fuori dall'ospedale, e ora che è guarito vuole condividere le sue 23 scoperte per migliorare la vita con tutti....



Da fan della serie "Braccialetti rossi" non ho potuto trascurare di leggere il libro che ha ispirato la serie (e,prima ancora, la serie spagnola    ).
Che dire?
Non che non mi sia piaciuto, ma forse non ho saputo cogliere io la straordinarietà del personaggio e dei suoi insegnamenti.
Certamente Espinosa è una persona dalla personalità forte, anticonformista, vivace, che ha una forte voglia di vivere, e questo traspare da ogni pagina del libro: probabilmente è anche questo che lo porta a scelgiere come colore di riferimento il giallo, ed è questo che gli fa raccontare la sua esperienza ospedaliera (o perlomeno molti degli episodi che la riguardano) senza drammaticità e anzi, considerando alcuni episodi come fra i più belli capitatigli nella vita, per la bellezza delle persone che ha incontrato e la ricchezza di ciò che loro hanno lasciato dentro di lui.
Da questo punto di vista lo invidio: io, che pur essendo infelice non posso certo dire di avere fatto una così drammatica esperienza di vita, di certo non riesco ad arrivare ad avere questa visione della vita o anche a condividerla. a dire la verità, il ragionamento di base mi ha ricordato molto da vicino "il gioco della felicità" di Pollyanna; che, se da piccola era uno dei mie cartoni preferiti, da grande devo ammettere che proprio non riesco a trovare interessante questo stupido gioco! Perlomeno nel caso di Espinosa si può comprendere come la sua storia personale e il suo vissuto l'abbiano portato ad avere questa concezione della vita e queste idee.
Idee originali e simpatiche ma, a mio avviso, adatte solo a una realtà ospedaliera: la teoria dei gialli (le persone con cui hai qualcosa in comune, con cui fai gruppo ed entri in  intimità), ad esempio, o altre che ora come ora non mi sovvengono del tutto (lo ammetto, il libro mi è sembrata un po' un'accozzaglia di teorie strampalate)e che cozzano contro la realtà fuori dall'ospedale. Il che, per carità, non è sempre detto che sia una bella cosa...però è così, è un dato di fatto.
La simpatia dell'autore che traspare dalle pagine però vale da sola a leggere il libro. E, se a me è andata male, chissà che per qualcuno non sia invece l'aprirsi di un nuovo mondo...












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