giovedì 30 ottobre 2014

La citazione del mese

L'alta marea cancellerà le mie impronte, e il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare la spiaggia dureranno in eterno.


 Khalil Gibran, da "Sabbia e schiuma"

martedì 28 ottobre 2014

Braccialetti rossi-ll mondo giallo, di Albert Espinosa



Titolo originale: El mundo amarillo

Anno di pubblicazione: 2008

All'età di 14 anni, ad Albert Espinosa viene diagnosticato un tumore alla gamba : è solo l'inizio di un'esperienza di vita durata dieci anni,una vita dentro e fuori dagli ospedali per curare altri tumori che compariranno nel corso degli anni e che costeranno all'autore una gamba, un polmone e un rene.
Ma Albert ha saputo trasformare qualcosa di drammatico in un'esperienza di vita da portare anche fuori dall'ospedale, e ora che è guarito vuole condividere le sue 23 scoperte per migliorare la vita con tutti....



Da fan della serie "Braccialetti rossi" non ho potuto trascurare di leggere il libro che ha ispirato la serie (e,prima ancora, la serie spagnola    ).
Che dire?
Non che non mi sia piaciuto, ma forse non ho saputo cogliere io la straordinarietà del personaggio e dei suoi insegnamenti.
Certamente Espinosa è una persona dalla personalità forte, anticonformista, vivace, che ha una forte voglia di vivere, e questo traspare da ogni pagina del libro: probabilmente è anche questo che lo porta a scelgiere come colore di riferimento il giallo, ed è questo che gli fa raccontare la sua esperienza ospedaliera (o perlomeno molti degli episodi che la riguardano) senza drammaticità e anzi, considerando alcuni episodi come fra i più belli capitatigli nella vita, per la bellezza delle persone che ha incontrato e la ricchezza di ciò che loro hanno lasciato dentro di lui.
Da questo punto di vista lo invidio: io, che pur essendo infelice non posso certo dire di avere fatto una così drammatica esperienza di vita, di certo non riesco ad arrivare ad avere questa visione della vita o anche a condividerla. a dire la verità, il ragionamento di base mi ha ricordato molto da vicino "il gioco della felicità" di Pollyanna; che, se da piccola era uno dei mie cartoni preferiti, da grande devo ammettere che proprio non riesco a trovare interessante questo stupido gioco! Perlomeno nel caso di Espinosa si può comprendere come la sua storia personale e il suo vissuto l'abbiano portato ad avere questa concezione della vita e queste idee.
Idee originali e simpatiche ma, a mio avviso, adatte solo a una realtà ospedaliera: la teoria dei gialli (le persone con cui hai qualcosa in comune, con cui fai gruppo ed entri in  intimità), ad esempio, o altre che ora come ora non mi sovvengono del tutto (lo ammetto, il libro mi è sembrata un po' un'accozzaglia di teorie strampalate)e che cozzano contro la realtà fuori dall'ospedale. Il che, per carità, non è sempre detto che sia una bella cosa...però è così, è un dato di fatto.
La simpatia dell'autore che traspare dalle pagine però vale da sola a leggere il libro. E, se a me è andata male, chissà che per qualcuno non sia invece l'aprirsi di un nuovo mondo...












sabato 25 ottobre 2014

I personaggi: Milady De Winter

Romanzo: "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas


Biografia: Anna de Breuil (ma non si sa se sia il suo vero nome) nasce attorno al 1815 -1820 circa.
Della prima parte della sua vita non sappiamo quasi nulla, se non che da ragazzina fu messa in un convento (non si sa se perchè orfana o per volere della famiglia, di cui comunque non si sa nulla), dove serviva ai lavori più umili come novizia.
Qui conobbe un giovane monaco  con cui nacque un sentimento, che spinse i due a fuggire rubando il tesoro del convento; i due furono scoperti ma, mentre l'uomo fu giustiziato, la ragazza ricevette su una spalla impresso con il fuoco il marchio del giglio, con cui all'epoca venivano bollati ladri e prostitute.
Dopo essere fuggita di prigione ,andò a vivere in un villaggio con il suo nuovo amante, i due si fingevano fratello e sorella; qui la giovane Anna conobbe il conte de La Fere, signore delle terre, che se ne innamorò e la sposò nonostante il veto della famiglia a causa delle umili origini della giovane donna.
La coppia visse felicemente per qualche tempo, ma una mattina durante una battuta di caccia la contessa cadde da cavallo; il marito soccorrendola, vedendo che faticava a respirare a causa delle stecche del busto, le lacerò gli abiti con un pugnale scoprendo sulla spalla il giglio. Furibondo il conte scacciò la moglie, che fuggì in Inghilterra e cavandosela di nuovo riuscì a sposare un nobile, Lord Winter, diventando così Milady de Winter; quando il marito morì misteriosamente avvelenato, la donna tornò in Francia come spia del Cardinale Richelieu.In questa veste ha una parte cruciale nelle avventure dei tre moschettieri, non solo nel famoso "affaire" della collana della Regina Anna, ma anche nella seconda parte, compreso l'assedio de la Rochelle. Responsabile di innumerevoli crimini feroci da cui riesce puntualmente a sfuggire, alla fine sconta le sue colpe condannata a morte da un tribunale privato improvvisato dai suoi più accerrimi nemici (sempre i moschettieri) che la condanneranno alla decapitazione, eseguita dal boia di Bethune (che si rivelerà essere il fratello della sua prima vittima).





Tra i tantissimi cattivi che popolano il mondo della letteratura, Milady è sicuramente uno dei più affascinanti.
Una donna diversa dalle varie eroine, anche negative, che si possono incontrare...anche se potrebbe benissimo  essere inquadrata  nel clichè della "femme fatale", ma ho sempre trovato avesse un qualcosa in più che la rendesse molto al di sopra dei personaggi di questo tipo.
Milady è bellissima,(viene descritta con "bionda, alta, con brillanti occhi azzurri e ciglia  nere e una voce che può sedurre e stregare" sa di esserlo e sa usare la sua bellezza a suo esclusivo vantaggio, non solo per sedurre gli uomini che le interessano (e, a dire la verità, pare che in questo senso non le interessi veramente nessuno) e usarli per i più vari fini incurante delle conseguenze che le sue azioni possono avere per essi (come quando, imprigionata da Lord Winter che sospetta un complotto per uccidere il duca di Buckingham, seduce la guardia Felton convincendola a farla evadere incurante del fatto che l'uomo verrà condannato a morte per tradimento); è anche molto intelligente (parla più lingue e sa usare i travestimenti più vari, per questo viene nominata spia ufficiale da Richelieu), scaltra e sicuramente intraprendente visto il tipo di vita che si trova a condurre.Abilissima a manipolare chiunque in base a quello che le serve, è anche paziente e non le importa di dover recitare anche per giorni per ottenere il suo scopo.
Dumas non descrive lati positivi in questa donna; non sentimenti di alcun tipo, tranne magari qualche fuggevole infatuazione; nel seguito "Vent'anni dopo" veniamo a sapere che dal matrimonio con Lord Winter era nato un figlio, ma nel primo romanzo non si fa alcun cenno, nemmeno da parte del personaggio, che si suppone quindi nemmeno se lo ricordasse il figlio. Oltre che di freddezza e spietatezza è capace anche di odio implacabile: ad esempio è solo l'odio per D'artagnan che la spinge, nella seconda parte del romanzo,a pianificare con freddezza l'omicidio di Constance, la donna da egli amata, dopo averne conquistato l'amicizia facendo leva sul suo animo buono. 
La sua storia viene spiegata in modo molto esauriente, tuttavia....chissà se Milady sarà stata sempre così? Sicuramente il fatto di aver fatto davvero di tutto per sopravvivere, al punto di essere marchiata con il giglio, ha contribuito non poco a farle indurire l'animo...ma davvero ha sposato Athos solo per interesse?Il dubbio nel lettore rimane; se Athos invece di abbandonarla, avesse avuto un'altro tipo di reazione, avesse magari dato modo alla moglie di spiegarsi, la vita di Milady sarebbe proseguita su quel binario?In fondo, l'unico periodo in cui non si conoscono crimini o brutture alla donna è proprio quello del matrimonio....
In questo senso il finale del film "I tre moschettieri" del 1993 dà una spiegazione di questo al personaggio di Milady e alla storia tra lei e il moschettiere.
Di seguito, ecco alcune delle Milady più note del piccolo e grande schermo:


Faye Dunaway nei film "I tre moschettieri"(1973 ), e "Milady" (1974 )



Lana Tuner nel film del 1948.




Milla Jovovich nel film del 2011



Rebecca De Mornay nel film del 1993



Nel cartone "D'artagnan e i moschettieri del re"


Una Milady davvero insolita (e l'unica non proprio cattiva e destinata a un lieto fine): Clarabella nella versione Disney de "I tre moschettieri" ( )

Milady- gatta(non a caso) nel cartone "D'artacan", versione con animali della storia.



martedì 21 ottobre 2014

La ragazza di Bube, di Carlo Cassola



Anno di pubblicazione: 1960

Ambientazione: Toscana,1945/'46


La giovane Mara si fidanza con Bube, ex partigiano e amico del defunto fratello Sante.Il ragazzo non è dei più tranquilli: soprannominato "il Vendicatore" durante la guerra, anche ora che è finita non ha capito che è cambiata l'aria e che certi comportamenti non vanno più bene. E difatti, dopo aver ucciso per una lite un maresciallo dei carabinieri e il figlio, è costretto a scappare nascondendosi in Francia, aiutato dai compagni comunisti.
Mentre Bube è lontano, Mara va a servizio presso una famiglia benestante e nel nuovo paese conosce Stefano, un giovane operaio che la corteggia...


Come penso sappiate, ho delle idee ben precise riguardo a ciò che accadde in Italia nell'immediato dopoguerra e che continuò sicuramente per tre anni, fino al 1948: non approvo i massacri e le vendette personali commessi da molti ex partigiani, sopratutto comunisti, con l'ideale di voler sostituire la dittatura fascista con quella comunista.
Ragion mi è stato chiaro fin dalle prime pagine del romanzo che non avrei potuto provare gran simpatia per questo Bube, che già dal soprannome datogli ai tempi della Resistenza tradisce non solo il fatto di essere una povera testa calda facilmente manovrabile dagli altri, ma di essere capace anche di atti di violenza immotivata: è in questo contesto infatti che bisogna inquadrare non tanto l'uccisione del maresciallo in una lite, ma l'uccisione del figlio quattordicenne, disarmato e inseguito dall"eroe" per cento metri e finito con un colpo di pistola a bruciapelo quando non poteva più scappare nè difendersi.
L'autore non condanna apertamente il gesto: tra  i vari personaggi non ce n'è UNO che critichi anche solo blandamente ciò che è avvenuto, tutti parteggiano per Bube descrivendolo come una povera vittima perseguitata solo perchè comunista: non fanno il suo bene e non aiutano certo il ragazzo a prendere coscienza che ciò che ha fatto è sbagliato e ingiustificabile. Egli stesso ci arriva da solo, verso la fine, ma non del tutto, e non è certo una sorpresa, visto che la stessa Mara alla fine, nonostante sia maturata molto, esprime la umile morale sul fatto dicendo:"Ma cosa credono di aver fatto mettendo in galera Bube e Ivan?Giustizia, forse?No, hanno fatto dell'altro male: a Bube, a Ivan, alle loro famiglie e a me. Tutto quello che ci hanno fatto soffrire e che ci faranno soffrire ancora, è forse servito a rimediare qualcosa?Io, glielo vorrei proprio domandare ai giudici:facendo soffrire noi, avete alleviato il dolore di qualcun'altro?" Eh cara Mara, vallo a dire alla madre di quel ragazzino...
Ma la vera protagonista del romanzo è lei, Mara, una giovane donna che appena sedicenne si ritrova fidanzata quasi per gioco o per caso (nonostante si vanti con la cugina di avere un sacco di ragazzi che le vanno dietro) col primo che le capita; addirittura non pensa più di tanto a Bube quando è lontano. L'amore nasce dopo, stando assieme alcuni giorni nascosti, avendo modo di approfondire (non tantissimo, a dire la verità) caratteri e anime reciproche; Mara inizialmente è piuttosto antipatichina: non prova dispiacere per la morte del fratello, e anzi ne è contenta perchè così ha potuto appropriarsi della sua camera mentre prima dormiva in cucina, sbeffeggia continuamente la cugina punzecchiandola perchè si ritiene meglio di lei; nel corso della storia, sopratutto da quando va a servizio e conosce Stefano- che per lei rappresenta la tentazione di un nuovo amore, più vicino e meno problematico-mettendo in primo piano l'importanza del valore della fedeltà, non solo a Bube ma, di riflesso, anche a se stessa e al suo mondo. Mara sceglie la strada più difficile e maturerà, arrivando anche trovare un nuovo modo di rapportarsi con la famiglia e con il fidanzato, quando i due si rivedono; anche dopo la condanna, non perde la sua forza interiore e la sua luce. Certo se non fosse per lo scivolone della morale di cui sopra....
Il romanzo ha uno stile scarno e molto asciutto, che rispecchia il mondo e l'atmosfera dell'epoca.

sabato 18 ottobre 2014

Chi ben comincia....

Eccoci al consueto appuntamento mensile con la rubrica "Chi ben comincia":






"Okay. Niente panico.Ho la situazione sotto controllo.Sono io,Rebecca Brandon (nata Bloomwood), l'adulta. Non la mia bambina di due anni.
Il problema è che non so bene se lei se ne renda conto.
"Poniiiiii". Minnie stringe ancora di più il cavallino.
"Niente pony".
"Mio!" grida isterica. "Miiiiiiiooooo poniiiiiiiii!"
Accidenti! Ho in mano un milione di sacchetti, il sudore mi cola in faccia e questo vorrei proprio risparmiarmelo.
Filava tutto così liscio. Minnie e io abbiamo fatto il giro del centro commerciale per le ultime commissioni natalizie.Eravamo quasi alla grotta di Babbo Natale, quando mi sono fermata un attimo a guardare la casa delle bambole, al che Minnie ha afferrato un cavallino dallo scaffale e si è rifiutata di rimetterlo a posto.
Così adesso sono nel pieno di un estenuante "Pony gate".


Sophie Kinsella, da "I love mini shopping".






mercoledì 15 ottobre 2014

Tutta mia la città, di Carlotta Pistone


Anno di pubblicazione: 2014

Ambientazione: Milano, 2013



A Carlotta, cameriera part time in una creperia milanese dopo aver accantonato il suo sogno di aspirante scrittrice, capita il peggior incubo di ogni vacanziero: la notte prima della partenza. a causa di una perdita nel bagno del piano di sopra, si allaga la casa ed è così costretta a rimandare la tanto agognata vacanza a Ibiza assieme alle. amiche Matilde e Violetta.
Rimasta sola in una città e in un condominio quasi deserti, scoprirà che non tutto il male viene per nuocere: fa amicizia con l'anziana signora Meloni, con Daniele, il rumoroso vicino, e sopratutto reincontra Michele, l'ex fidanzato anche lui rimasto in città....


Dato che il titolo coincide con quello di una delle mie canzoni preferite, sono stata subito attirata da questo romanzo pur non avendo mai sentito parlare della sua autrice Carlotta Pistone (titolare di un noto blog "mondo rosa shokking"); una tipica lettura estiva, carina, scorrevole e che può far riflettere su quanto la città ha da offrire a chi è costretto a rimanervi nel periodo estivo...cosa che di questi tempi, purtroppo, accade sempre più spesso.
Nella fattispecie Milano lascia da parte la sua frenesia per lasciare posto a posti inesplorati, da scoprire, oppure conosciuti ma mai abbastanza sfruttati; cosa più importante lascia spazio e tempo al recupero di rapporti umani, sopratutto con le persone del proprio condominio (l'anziana signora con il cagnolino antipatico, ma tanto sola e bisognosa di compagnia non animale; il vicino finora conosciuto solo per il rumore che ci ha dato tanto fastidio). E sopratutto, per Carlotta è l'occasione di riallacciare la storia d'amore con Michele, l'ex fidanzato mai dimenticato, dando non solo una seconda chance al rapporto ma anche portandolo a un "livello più importante".
Detto questo, molto di quanto scritto mi è apparso abbastanza improbabile: com'è possibile che una cameriera part time possa: 1- mantenersi da sola pagando l'affitto di un appartamento posto in un palazzo storico del centro i Milano; 2- concedersi una vacanza di ventuno giorni (non una settimana!) a Ibiza (non a Cesenatico, che già non costerebbe proprio pochissimo!); 3-permettersi shopping anche con grandi marche;4- permettersi di frequentare bar e locali dove lei stessa spesso usa l'espressione "mi spenneranno"; 5- permettersi di prenotare tre volte il volo di partenza e disdire puntualmente rimettendoci comunque soldi?
Oltretutto ricordiamoci che stiamo parlando di MILANO, una delle città più care d'Italia....se qualcuno sa come sia possibile fare tutto ciò, per cortesia mi avvisi: sono in una situazione simile e ho assoluto bisogno di andare a vivere da sola!!!
Altrimenti (come penso) l'autrice ha calcato un pochino da qualche parte...


P.s 1: la sottoscritta purtroppo ha passato molte estati in città...e finora non le è mai capito nulla di speciale...sfortuna mia?E' vero anche che non mi è mai capitato nulla di speciale nemmen quando sono andata in vacanza...

P.S 2: E' vero, oggi le città non si svuotano più come una volta: però per me questo non è un male, ricordo bene le estati di quando ero piccola, quando le città si svuotavano e mi sentivo come il protagonista di "Azzurro" di Celentano.....




lunedì 13 ottobre 2014

Le fatiche di Valentina, di Angelo Petrosino



Anno di pubblicazione: 1995

Ambientazione: Italia, anni '90

Collegamento con altri romanzi: è il primo di una serie composta da:


-Le fatiche di Valentina
-Non arrenderti, Valentina!
-Cosa sogni Valentina?
-Ciao Valentina
-V come Valentina
-Un amico in internet per Valentina
-In viaggio con Valentina
-A scuola con Valentina
-Un mistero per Valentina
-La cugina di Valentina
-Gli amici di Valentina
-L'estate di Valentina
-La famiglia di Valentina
-Quattro gatti per Valentina
Buon Natale Valentina!
Halloween con Valentina
Pablo.Un nuovo amico per Valentina
Una sorpresa per Valentina
In vacanza con i nonni
Valentina è gelosa
Un'amicizia speciale
Tazio,mi manchi...
Valentina in Australia
Valentina baby-sitter
Sorrisi in regalo
Valentina giornalista
Arrivano i nuovi vicini
Un cavallo per amico
Una sorella a distanza
Tazio ha un segreto
Alice si è persa
Il tradimento di Ottilia
Campione per forza
Una casa per Karim
Milionari per un giorno
Tutti per papà
Un cucciolo per Ottilia




Valentina è una bambina di dieci anni sveglia e intelligente: per guadagnare la mancetta fa la baby sitter al bambino della vicina,incoraggia la mamma disoccupata a trovare lavoro,  consola la zia zitella....insomma una piccola donna.
Un giorno nella sua classe arriva Ben, un ragazzino timido con cui Valentina fa subito amicizia....

Questo libro è il primo di una serie  di cui conosco i primi capitoli, dato che li aveva letti mia sorella da piccola (dovete sapere che spesso quando mia sorella leggeva un libro, poi lo leggevo pure io per sapere com'era....!); è un bel libro, simpatico, divertente, con una protagonista peperina ma non irritante.
A dire la verità le uniche perplessità sorte in me durante questa letture stanno proprio nel personaggio di Valentina, che mi è sembrata una bambina troppo responsabilizzata, nel senso...troppo adulta, tanto che a sua volta si trova a dover sostenere lei stessa degli adulti diventandone la confidente!
Non mi è sembrato un grande esempio o un grande messaggio; essendomi trovata da piccola in una situazione simile, so purtroppo molto bene i danni che possono derivarne per un bambino, e non vorrei che qualche piccolo lettore si sentisse spronato a imitare l'esempio di Valentina, o comunque a considerasse del tutto normale tale atteggiamento, al di là del legittimo desiderio di stare vicino a familiari in difficoltà.
A parte ciò, ai bambini piacerà sicuramente molto questa storia, abbastanza semplice, con personaggi e ambienti familiari in cui ognuno si può ritrovare.
L'autore ha uno stile scorrevole ma lineare e sa tratteggiare i personaggi e le rispettive vicende senza troppe complicazioni, in modo da tenere vivo l'interesse del bambino fino alla fine, in particolare nello sviluppo dell'amicizia tra Valentina e Ben e nelle varie vicende scolastiche.
Spulciando su Internet ho scoperto che la serie ha avuto talmente successo che, oltre a essere molto più lunga di quel che ricordavo, non è nemmeno l'unica: i libri di Valentina sono divisi in cinque serie, intitolate "Piccola Valentina", "V= Valentina", "Le regioni d'Italia con Valentina", "Valentina & Co", "Speciale Valentina", ognuna composta da un vasto numero di libri: deduco quindi che l'argomento Valentina sia stato sufficientemente sviscerato dall'autore!






sabato 11 ottobre 2014

Maria la Sanguinaria, di Carolly Erickson

Titolo originale: Bloody Mary

Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Inghilterra,1500 circa.


Da IBS:

"Carolly Erickson smantella lo stereotipo di spietata tiranna cui Maria Tudor, la prima regina inglese, è da sempre condannata, per rivelarne la vera natura. Emerge così il ritratto contrastato di una donna infelice e sola quanto forte e combattiva, una regina rimasta troppo a lungo nell'ombra nella quale l'appellativo Sanguinaria l'ha relegata."



Maria Tudor è una delle figure storiche che più mi hanno colpito : prima regina d'Inghilterra per diritto di nascita, ottenne questo trono dopo una vita di lotte per far valere il suo diritto, regnò solo cinque anni durante i quali si conquistò l'appellativo di "Maria la Sanguinaria" per le persecuzioni di protestanti avvenuti sotto il suo regno. Ora, a parte che bisognerebbe trovare un re di quei periodi storici che non abbia attuato persecuzioni contro qualcuno a lui poco gradito, il soprannome fu affibbiato durante il regni di Elisabetta, che aveva tutto l'interesse a screditare la non amata sorella. Ed inoltre, anche solo rimanendo all'interno della storia inglese, Maria avrà anche fatto perseguitare i protestanti, ma non è che il padre Enrico VIII ed Elisabetta I siano stati tanto teneri con i cattolici, sopratutto il primo, che fece condannare a morte migliaia di inglesi (compresi amici fidati come Tommaso Moro) perchè si rifiutarono di convertirsi alla religione che lui aveva deciso di imporre per sposare Anna Bolena.; inoltre fece distruggere una quantità notevole di chiese,abbazie, conventi con tutte le relative opere d'arte che contenevano, senza curari del danno storico e artistico di tale operazione.
Leggendo il libro (e a questo punto credo proprio che gli autori della serie tv "The Tudors" abbiano tenuto conto di ricerche storiche simili nel creare il personaggio della giovane Maria) veniamo a conoscenza di tutt'altra storia, una storia crudele e toccante, ben diversa dalla vita di fiaba di cui molti ammantano le principesse.....
Maria durante l'infanzia fu una figlia amata dai genitori- con i modi ovviamente che ci si possono aspettare da due genitori sovrani e oltretutto, vissuti nel '500 (ovvero, vedevano la bambina una volta ogni tanto affidandola principalmente a tate e servitori e tenendosi informati su di lei attraverso le missive dei servitori stessi): Enrico quando era in sua compagnia era espansivo, la prendeva in braccia mostrandola alla corte, la chiamava "la Perla D'Inghilterra"; la fece educare in modo insolito anche per molte principesse: già a dieci anni Maria parlava e scriveva in italiano, latino, francese e spagnolo ed era stata introdotta allo studio di materie come la teologia,storia e letteratura (che poi riuscì ad approfondire nel corso della sua vita).
Tutto ciò fu improvvisamente spazzato via quando Maria aveva 12 anni (e, in teoria, avrebbe dovuto poco dopo partire per la corte di Francia visto che era stata fidanzata con il Delfino) e alla corte inglese apparve Anna Bolena e cominciò la cosiddetta "riforma anglicana"; non c'è dubbio infatti che Enrico VIII- che per tutta la vita continuò intimamente a sentirsi cattolico-sollevo tutto il polverone per poter sposare la donna per cui provava una così grande passione. Maria fu dichiarata bastarda, relegata in un'isolata dimora di campagna dove fu principalmente circondata da persone di fiducia della Bolena, allontanata dalla madre (che non rivide mai più), pressata psicologicamente in modo crudele e violento perchè si convertisse o perlomeno riconoscesse Anna come regina e ammettesse di essere una figlia bastarda.
I maltrattamenti che subì mi hanno sconvolta: queste persone, ridendo, le ripetevano continuamente che il padre le avrebbe messo la testa sul ceppo, o gliel'avrebbe schiacciata perchè troppo dura;le dicevano che, in caso di assenza di Enrico dal regno, la Bolena come prima cosa l'avrebbe fatta giustiziare, addirittura quando Maria cadde vittima di una misteriosa grave malattia, coloro che si riunivano attorno a lei dicevano che sarebbe stata una fortuna se fosse morta visti i guai che stava causando all'Inghilterra.
Molti forti poi - anche se mai provati-furono i sospetti che la Bolena, tramite sicari, avesse davvero tentanto di spedire Maria all'altro mondo con veleno; quando nacque Elisabetta Maria venne messa fra le sue cameriere, mentre quasi ogni giorno andavano da lei legati e ambasciatori per convincerla a convertirsi. Grazie alla sua profonda fede e alle sue conoscenze giuridiche e teologiche Maria riuscì a resistere e a non cedere successivamente (quando morì la Bolena e lei fu riammessa a corte) al rancore e alla vendetta: quando diventò regina non si rivalse con alcuna delle persone che l'avevano così crudelmente trattata, anzi in alcuni casi, riconoscendone con obiettività le qualità, furono nominati ministri o ricoprirono ruoli importanti.
Maria cercò anche di voler bene a Elisabetta (nonostante gli intrighi che la stessa probabilmente tenne alle spalle della sorella), e nonostante fosse riammessa a corte e successivamente anche nella linea ereditaria, non riuscì mai a essere felice: la giovane desiderava sposarsi e avere dei figli ma per lunghi anni non fu considerata che una pedina tra i giochi politici del padre, che lasciò scorrere la sua giovinezza all'ombra della sua corte. Quando diventò regina Maria non fu altrettanto fortunata; morì per un cancro all'utero a 41 anni, dopo mesi in cui era convinta di aspettare un figlio .
La biografia è molto precisa e circostanziata, ma non pesante o noiosa da leggere. Molto dettagliata nel descrivere le abitudini e la vita di corte; la Figura di Maria è tratteggiata molto bene e in modo molto accorato, a volte sembrava di vederla o immaginarla sola nel suo dolore. Come viene detto, se Maria fosse vissuta in altra epoca storica o anche solo in altro regno, sarebbe diventata sicuramente una grande regina come la nonna Isabella di Castiglia, dato che possedeva carattere e cultura almeno pari; purtroppo la sorte non le fu favorevole nemmeno in questo.
Interessante per chi ama questo periodo storico.








mercoledì 8 ottobre 2014

Librixia 2014- Incontro con l'autore: Andrea Vitali

In questi giorni ha Brescia si sta svolgendo Librixia, un'iniziativa culturale che coinvolge tutte le libreria delle città, che si riuniscono in un grande stand in Piazza Vittoria, vendendo libri a prezzi scontati e orgnizzando incontri con gli autori.
Lunedì è venuto Andrea Vitali, uno dei miei autori preferiti,che presentava il suo ultimo romanzo "Quattro sberle benedette": potevo forse mancare?
No, ovviamente!
E così sono andata all'incontro.
Non sono rimasta delusa, e anzi devo dire che, se anche non avessi conosciuto i libri di Vitali,dopo questa serata mi sarebbe sicuramente venuta voglia di leggerli!
Quasi due ore volate via, tra presentazione del libro e annedoti personali dell'autore che,come sa chi lo ha letto, ambienta le sue storie nel paese natale dove ancora vive e dove, prima di diventare scrittore, ha esercitato la professione di medico di base: Bellano (Co).
L'autore ha raccontato del padre, impiegato comunale grazie al quale non è diventato giornalista (perchè, ha detto, sarebbe stato un pessimo giornalista) ma invece ha puntato sulla medicina; ha raccontato di quando, ragazzino, cercò di conquistare una coetanea scrivendole lettere d'amore, ma lei gli preferì un ragazzo col motorino ( e, scherzosamente, ha detto che ora che è diventato famoso ha il terrore che la ragazza di allora tiri fuori dal cassetto quelle lettere che lui definisce "strappalacrime"); o anche di quella volta che un anziano del suo paese, persona che in tutta la vita aveva messo il naso fuori da Bellano solo per il servizio di leva, gli disse con entusiasmo di aver visto i suoi libri anche in vetrina a Lecco. Ha raccontato ancora che molte storie e personaggi dei suoi romanzi sono ispirate a storie veramente accadute nel paese, seppur trasposte lontane nel tempo per renderle meno riconoscibili.
Ha inoltre confessato (come aveva fatto Vasco Rossi qualche tempo fa) di avere uno speciale legame con la città di Brescia, in quanto il suo primo incontro pubblico in occasione della presentazione del suo primo romanzo, "Il procuratore" avvenne proprio nella libreria Ferrata di Brescia, nel 1990.
Dato che sono molto furba, ho dimenticato non solo di portare un libro per farmelo autografare, ma non mi è nemmeno venuto in mente che nello stand a pochi passi dall'incontro i libri di Vitali venivano venduti a meno di 9,90, e quindi avrei potuto comprarne uno....:(

domenica 5 ottobre 2014

Novità in libreria

Da più di un mese non andavo in libreria per motivi di impegni personali; ho quindi registrato solo le novità più recenti, delle ultime settimane.


ESCE IN LIBRERIA  I LOVE SHOPPING A HOLLYWOOD,di Sophie Kinsella, EDIZIONE MONDADORI.


Becky Bloomwood non sta più nella pelle, si è appena trasferita con la piccola Minnie nientemeno che a Hollywood, per stare al fianco del marito Luke che ha una nuova importante cliente, Sage Seymour, l¿attrice del momento, di cui lui curerà carriera e immagine. 

Per Becky è un sogno che si trasforma in realtà, ed è più che comprensibile che sia molto gasata: è convinta infatti che d'ora in poi potrà dare una svolta decisiva al suo lavoro di personal shopper per diventare invece la stilista personale di Sage... e perché no, la stilista più acclamata e ricercata da tutte le star... E poi ci sono così tante cose da fare e da vedere! Per fortuna arriva a darle una mano Suze, la sua fedele amica di sempre, che decide di raggiungerla con il marito. Tra location alla moda, red carpet, centri di meditazione e yoga per multimilionari e set cinematografici, Becky non vuole perdersi niente, d'altra parte non esiste solo lo shopping, ma spinta da troppo entusiasmo finisce per complicarsi la vita alleandosi con la grande rivale di Sage. Luke non lo sa, naturalmente, e Hollywood non perdona. Ben presto Becky scopre che le cose non sono affatto come sembrano. Riuscirà ancora una volta a tirarsi fuori dai guai grossi nei quali si è cacciata? 

Nota: Dopo quattro anni di assenza,I love shopping a Hollywoodsegna il graditissimo ritorno di Becky Bloomwood, mitica protagonista di ben sei romanzi della serie I Love Shopping. Ancora una volta, Sophie Kinsella non tradisce le aspettative di tutti i suoi fan tornando a stupirci con una storia divertentissima, costellata dalle innumerevoli disavventure della sua amatissima Becky.


ESCE IN LIBRERIA IERI, OGGI E DOMANI- LA MIA VITA,di Sophia Loren, EDIZIONE RIZZOLI.


"Mi sento inquieta, non riesco a stare ferma, quindi vado nello studio. A fare cosa ancora non so. Fisso lo scaffale, sposto i libri, come se cercassi qualcosa, e sto quasi cominciando a innervosirmi, quando intravedo una scatola di legno scuro. E un tuffo al cuore. In un attimo, mi scorrono davanti agli occhi lettere, telegrammi, biglietti, fotografie". Sono parole di Sophia Loren, la nostra attrice più amata, che fino a oggi non si era mai raccontata in un libro. Ma è stato forse l'avvicinarsi di un compleanno importante, o la casualità di ritrovare una scatola di lettere e fotografie, che ora l'ha spinta a farlo. Così è nata questa autobiografia in cui si dipana la vita di una bambina magra e scura scura, una ragazza insicura ma tanto bella "da far resuscitare i morti", una giovane napoletana che in pochi anni conquista il mondo. Quella di Sophia Loren, più che una storia, sembra una favola, compresa di balli, grandi prove e principi azzurri. Eppure, dietro la star, sorride una donna timida e determinata, che ha sofferto tanto, ha lavorato moltissimo, ha amato con passione autentica, sempre tinta di ironia. È lei a riportarci alla sua Pozzuoli dilaniata dalla guerra, alla Cinecittà dei primi kolossal americani, alla Napoli in bianco e nero di De Sica. Ma ci porta anche dietro le quinte, dove batte il suo cuore di moglie, madre, nonna, intorno alla famiglia che, da sempre, considera il suo film migliore



ESCE IN LIBRERIA LO STRANO CASO DELL’APPRENDISTA LIBRAIA, di Deborah Meyler, EDIZIONE GARZANTI.
Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitatra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio: non sa più se è quello che vuole davvero...


ESCE IN LIBRERIA LA LOCANDA DELLE OCCASIONI PERDUTE, di Antonella Boralevi, EDIZIONE RIZZOLI.


"Ci vuole coraggio per guardarsi la vita." Tanto coraggio. Lo sa bene Mirella, mentre cammina sotto la pioggia battente di Parigi, diretta nella minuscola rue Thérèse. Si ferma davanti all'insegna Restaurant che ha tanto cercato: è il momento, non può più tornare indietro. Prende un respiro profondo ed entra. Ad accoglierla c'è il vecchio cameriere Alphonse, che con modi ruvidi tenta di cacciarla. Ma Mirella non può andarsene, perché è qui per un motivo preciso: sa che, seduta a un tavolo a sfogliare il pesante menu, potrà rivivere tutti i ricordi, i desideri, i sogni che l'hanno resa la donna che è oggi. Ma sa che torneranno a visitarla anche i rimorsi, le delusioni, le pagine più nere del racconto della sua vita, quelle che avrebbe voluto cancellare. O, forse, semplicemente riscrivere. Come se il passato si potesse cambiare, e ogni amore perduto, ogni carezza mai data potesse trasformarsi in un nuovo inizio. E mentre la pioggia suona la sua musica dolce e Parigi si colora d'incanto, in un attimo immenso tutto questo diventa possibile. 

 Nota:Antonella Boralevi ci conduce nel fascino segreto di rue Thérèse, dove si nasconde il luogo che rincorriamo da sempre, quello in cui le speranze più profonde s'incontrano e prendono vita. E ci ricorda che la materia dei sogni può trasformarsi in realtà, perché siamo noi gli artefici del nostro lieto fine.

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venerdì 3 ottobre 2014

La locanda incantata, di Margo Maguire


Titolo originale: Not quite a Lady

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: 


Samuel Temple è un esploratore reduce da una terribile esperienza: durante una spedizione in Sudan lui e i suoi compagni erano stati sequestrati e tenuti mesi interi in una prigione sotterranea,dove sono stati sottoposti a torture terribili a cui solo Samuel è sopravvissuto. Ora l'unico desiderio di Samuel è trascorrere una vita tranquilla e senza scossoni; decide però di accettare la sfida del fratello  di trovare una spiegazione scientifica per le misteriose apparizioni  di fantasmi che hanno reso famoso un piccolo albergo di provincia, gestito dalla signorina Lily Tearwater.
Sam si reca quindi alla locanda portando con sè tutti gli strumenti del mestiere; da scettico qual'è non ha nessun dubbio che riuscirà a smascherare il trucco usato da Lily per creare fantasmi e attirare finti clienti. Da subito però è attratto dalla giovane donna, che ricambia ma che nasconde un segreto....



Ogni tanto torno al romance, genere che ha fatto parte della mia vita per qualche anno e che ogni tanto riprendo con piacere.Nello specifico questo romanzo mi è piaciuto anche se non mi ha entusiasmato: è una lettura gradevole e simpatica, non originalissima ma nemmeno banale. Gli amanti del sopranaturale non credano di trovarvi chissà cosa, a dispetto del titolo: la trovata dei due fantasmi è carina ma ci viene subito svelato  da cosa deriva, quindi mistero poco (secondo me, sarebbe stato meglio creare un po' di suspense attorno al segreto di Lily, in modo che il lettore potesse arrivare da solo alla conclusione senza che gli fosse subito rivelata).
I due protagonisti sono simpatici e credibili, ognuno a modo suo ha vissuto una vita non semplice: Sam è rimasto talmente traumatizzato dalla terribile esperienza in Sudan che non solo anela a una vita tranquilla e monotona, ma non riesce più a toccare ed essere toccato da chiunque; Lily è un'orfana adottata dalla zia Maude (che le ha lasciato in eredità la locanda) assieme all'amica sordomuta Charlotte per aiutarla nella gestione della locanda,e ha sempre dovuto nascondere i poteri paranormali di cui è dotata perchè insegnatole che sono vergognosi e pericolosi. E' anche una donna passionale che sogna una vita avventurosa, ma che finora vi ha rinunciato perchè consapevole dei propri doveri e responsabilità verso la locanda e verso Charlotte, che sordomuta non potrebbe vivere facilmente fuori dal proprio ambiente.
Lily è quasi rassegnata quando incontra Sam, e grazie anche all'espediente dei fantasmi dopo vari tentennamenti, dubbi, ognuno per le proprie problematiche, riusciranno finalmente ad avvicinarsi. 
Personaggi e storia sono ben delineati e costruiti, anche se forse i cattivi sono un po' macchiettistici; in sostanza comunque un libro che consiglierei agli amanti del genere, magari come "Stacco" tra un libro e l'altro.