venerdì 5 settembre 2014

Una ragazza da sposare, di Madeline Wickham




Titolo originale: The wedding girl

Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione:Inghilterra, epoca non meglio specificata.


Oxford, un non meglio precisato anno: appena arrivata Milly, diciottenne spensierata in cerca di avventure, stringe amicizia con due studenti gay, Allan e Rupert; venuta a sapere che Allan alla scadenza del permesso di soggiorno dovrebbe tornare negli USA, accetta di sposarlo per permettergli di rimanere in Inghilterra con l'uomo che ama. Al ritorno a casa di Milly, Allan le promette che presto si risentiranno per il divorzio....ma sparisce nel nulla e Milly non lo risentirà mai più.
Dieci anni dopo, Milly sta per sposarsi con il fidanzato Simon,erede di un ricco uomo d'affari... e se non fosse che il fotografo chiamato per il servizio nuziale è lo stesso di dieci anni prima, nemmeno si ricorderebbe di quell'episodio per lei insignificante.Ma Alexander, il fotografo, la riconosce: da allora Milly entra in panico e, su consiglio della sorella Isobel, cerca di rintracciare Allan per chiedergli finalmente il necessario divorzio. Peccato manchino solo tre giorni alle nozze....




Nonostante lo stile sia chiaramente lo stesso, devo dire che finora sono rimasta abbastanza delusa dai romanzi di Madeline Wickham rispetto a quelli di Sophie Kinsella ("La compagna di scuola" a parte):manca qualcosa, non so bene cosa ma manca quel "quid" che finora mi ha fatto appassionare ai romanzi della seconda. Forse il fatto che quasi tutti questi romanzi appartengono al periodo pre- Becky Bloomwood e che quindi siano probabilmente degli "esercizi giovanili" c'entra qualcosa,perchè non è che sembri di leggere un'altra autrice,non è che non si riconosca il ritmo e lo stile della Kinsella...però c'è sempre qualcosa di incompiuto in questi romanzi: spiegazioni non date (cosa è successo tra i genitori di Simon?Cosa prova Francesca?), sottotrame accennate e poi lasciate perdere (cosa c'era tra la madrina di Milly e il padre di Simon?Come mai James e Claire si sono persi?). Il che a mio avviso lascia sempre un po' perplesso il lettore,lasciandogli oltretutto un senso di incompiuto a fine lettura.
In questo particolare romanzo poi,devo dire che non ho apprezzato nemmeno i personaggi: Milly è una  cretinetti che dapprima (e no, il fatto che avesse solo 18 anni non la scusa del tutto!) accetta di sposare per amicizia uno sconosciuto, sentendosi non solo generosissima ma anche fighissima per via del bel vestito e facendosi scattare foto a ripetizione da chiunque; in seguito aspetta per un po' che Allan si faccia vivo per il divorzio, ma dato che lui non si fa vivo, fa finta di nulla (pensando "se non ci penso è come se non fosse mai successo!", questa-parole testuali- la spiegazione data all'attonita Isobel!!)...e dieci anni dopo è lì lì che si sta sposando davvero SAPENDO di non essere divorziata!!!!
Ovviamente quando riconosce il fotografo del precedente matrimonio....di chi è la colpa?Sua?No, del poveraccio che certo non poteva sapere che lei non fosse divorziata. E con lei, tutti i suoi familiari se la prendono con il tapino,arrivando anche a cacciarlo dalla camera del bed & breakfast che già aveva prenotato e pagato (io li avrei denunciati!)...
Poi ci sono Simon, il fidanzato all'oscuro di tutto che ama una Milly che si è interamente costruito nella sua testa (non del tutto per colpa sua, bisogna ammetterlo;la cretinetti fa di tutto per assecondarlo a ogni cosa che dice, modificando persino i propri gusti in favore del fidanzato!) e che agisce principalmente per rancore contro il padre (e anche qui....non è che abbia tutti i torti); c'è Henry, appunto il padre di Simon, miliardario stronzo che proprio non riesce a capire perchè il figlio ce l'abbia tanto con lui che, in fondo,  l'ha abbandonato all'età di tre anni per poi sparire fino ai 19 del ragazzo, e pretende comunque di dargli lezioni di vita; c'è Claire, l'insopportabile madre di Milly, che non ha capito che il matrimonio è della figlia e non il suo, che il suocero miliardario l'avrà la figlia e non lei...sopratutto non ha capito che la vita E' QUELLA DELLE FIGLIE e non la sua,per cui si è lanciata nel folle progetto di organizzare il matrimonio in OGNI MINIMO SINGOLO PARTICOLARE, senza rispettare nemmeno per sbaglio le idee degli sposi a riguardo (addirittura in un punto redarguisce aspramente una parente il cui marito non ha la possibilità di comprare il tipo di smoking da lei deciso e chiede se può venire comunque con un tight!Per non parlare dell'orrida idea dei cigni di ghiaccio pieni di ostriche disseminati per la sala...eh già, tanto paga Henry,mica lei!); oltre al fatto di intestardirsi a voler scegliere il fidanzato a Isobel e inalberarsi se la suddetta scansa i suoi "consigli"....
E che dire di Rupert? Inganna Allan, inganna la povera Francesca (rea di essere una devota cattolica che intende vivere secondo i dettami della propria religione)...e poi, siccome è gay, pretende di essere compatito e che tutti gli dicano che non è colpa sua e lui non ha responsabilità della situazione in cui si trova?
Brutto modo di dipingere un omosessuale....e a proposito di Francesca: non sono particolarmente credente e certo non capisco o approvo del tutto il modo di vivere del suddetto personaggio,che fa molto riferimento alla propria fede; ma uno sarà pure libero di vivere in questo modo,se lo desidera, senza per questo venire dipinto come un fanatico senza cervello o sentimenti? Forse l'autrice credeva che una donna non credente avrebbe reagito in maniera diversa alla scoperta che il proprio marito è in realtà gay?
Insomma, sarò anche cattiva...ma  stavolta è stato difficile arrivare alla fine della lettura.
Decisamente sconsigliato anche se siete fan della Kinsella!!!



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