martedì 23 settembre 2014

E' così lieve il tuo bacio sulla fronte, di Caterina Chinnici

Anno di Pubblicazione: 2014

Ambientazione: Sicilia, dagli anni '40 agli anni '90 circa.


Il 29 luglio 1983 il giudice un'autobomba posta davanti al palazzo  in cui viveva con la famiglia causa la morte del giudice Rocco Chinnici, dei due agenti di scorta Salvatore Bartolotta e Mario Trapassi e il portiere dello stabile Stefano Li Muli.
Rocco Chinnici era da tempo nel mirino; in prima linea nella lotta contro la mafia ancora quando si diceva "la mafia non esiste",aveva da poco fondato il pool antimafia assieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello; in questo libro la figlia Caterina, diventata a sua volta magistrato ne rievoca la vita, segnata da un grande amore per la famiglia (la moglie Agata  e i tre figli Caterina, Elvira e Giovanni) e dal senso di giustizia, sia nella carriera iniziale di pretore sia in quella di giudice antimafia....




Bellissimo questo libro che Caterina Chinnici ha dedicato alla memoria del padre Rocco, giudice fondatore del pool antimafia un poco dimenticato (si ricordano sempre Falcone e Borsellino, ma lui che ne fu il fondatore e che fu tra i primi a combattere la mafia e il primo a essere fatto saltare per aria non viene mai ricordato....) ma fondamentale nella lotta contro la mafia.
Il libro ripercorre tutta la vita del giudice, uomo integerrimo dedito al lavoro e alla famiglia, ma anche molto umano nel suo lavoro e con le persone con cui aveva a che fare; molti sono gli episodi narrati dalla figlia testimonianti la sua umanità come pretore, la sua capacità di tenere in considerazione il fatto che davanti a lui ci fosse prima di tutto una persona.
Un uomo concreto, semplice, ma probabilmente molto profondo, capace di farsi rispettare senza autoritarismi o prepotenze, ma proprio per questo anche una persona con molti nemici, sopratutto in un tempo in cui di mafia non si osava proprio parlare; per me un esempio da seguire e da "sponsorizzare" sopratutto verso i più giovani.
Certo a volte mi è parso un po' troppo agiografico come ritratto; possibile che non avesse un solo difetto?
Ma non credo che l'amore filiale dell'autrice abbia comunque influenzato più di tanto il racconto.
Termino qui questa recensione perchè preferisco che leggiate il libro, un racconto che dice davvero tanto, parla non solo alla mente ma anche al cuore senza essere pesante, verboso o altro.
Caldissimamente consigliato a chiunque!

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