mercoledì 17 settembre 2014

Cuore, di Edmondo De Amicis



Anno di pubblicazione: 1886

Ambientazione: Torino, 1881/'82


Enrico Bottini, alunno di terza elementare proveniente da una famiglia benestante, racconta in un diario il suo anno scolastico nella classe del maestro Perboni: i compiti, i compagni di scuola ricchi e poveri, i nove racconti mensili del maestro.....



Questo bistratattissimo libro per bambini è stato uno dei preferiti della mia infanzia, assieme al cartone animato; ritengo che sia un libro da riscoprire e riproporre ai bambini di oggi, dato che può insegnare valori molto importanti e attuali, come la solidarietà, l'amicizia, l'importanza dell'impegno nello studio e nel lavoro e- perchè no-anche un po' di amore di patria ( di cui secondo me ci sarebbe grande bisogno).
Le critiche principali  a "Cuore" sono in gran parte assurde:

1- Il linguaggio è antico, certo, ma come avrebbe dovuto scrivere un autore del 1886?Inoltre, non ho mai sentito nessuno dire male della "Divina Commedia" o de "I promessi sposi" o delle opere di Shakespeare, ad esempio... i libri vanno letti e interpretati nel contesto in cui sono stati scritti, non solo alla luce della moderna letteratura (che francamente non mi sembra abbia poi prodotto granchè meglio, in generale);

2-"I temi sono sorpassati,c'è troppo buonismo": non direi che i temi siano poi tanto sorpassati; ieri c'era il bambino calabrese, oggi c'è il bambino indiano o pakistano; grazie alla mamma, Enrico viene spesso portato in istituti con ragazzi disabili o ad aiutare persone povere, una forma di volontariato ante litteram; viene mostrata l'importanza di aiutare i più deboli o sfortunati e di non discriminare nessuno nelle amicizie (i genitori di Enrico invitano a casa tutti i compagni, anche quelli più poveri). 

3- "C' è troppo nazionalismo"; certo, bisogna considerare che il libro fu scritto nell'epoca immediatamente seguente all'Unità d'Italia, quando il paese si stava ancora muovendo in direzione di unificare anche gli abitanti delle varie regioni. Per questo i protagonisti dei vari racconti sono ragazzi di tutta Italia, per cementare un sentimento comune di appartenenza al proprio Paese, sentimento che comprende diritti ma anche doveri. Non trovo che un po' più di questo sentimento farebbe male anche agli italiani di oggi, ormai troppo abituati a descrivere l'Italia come il peggior paese del mondo o come l'unico con problemi e difetti di un certo tipo.

"Cuore" è un libro che può dire ancora molto, a mio avviso, e lo dimostra il fatto che nel 2011, con i 150 anni dell'Unità D'Italia, in molte scuole elementari della Lombardia è stato recuperato, letto rielaborato ecc il famoso racconto "La piccola vedetta lombarda", con successo. A parte il terribile "Naufragio" e il truculento "Sangue romagnolo", i racconti mi sono piaciuti tutti, così come mi è piaciuto il libro, nonostante anche quando avevo otto anni non mi sia sfuggito il carattere un po' macchiettistico dei personaggi (Garrone, il gigante buono, Franti il teppista senza cuore, De Rossi il primo della classe nobile e bello, il Muratorino mascotte della classe), che tuttavia non trovo sia per forza negativo all'interno della storia.

In complesso abbiamo un buona spaccato della Torino ex capitale e della vita e società italiana post Unità D'Italia; se quindi non si dà un valore letterario a questo libro, bisognerebbe dargli perlomeno un valore storico e sociale, che del resto ha avuto per più di un secolo: "Cuore infatti fino ai primi anni '70 fu libro di lettura obbligatorio nelle scuole elementari.



2 commenti:

  1. Io ho amato moltissimo questo libro, per me è un meraviglioso ricordo di letture insieme a mia mamma

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    1. anche per me è legato un po' a mia mamma: è stata lei a farmelo scoprire, era il suo libro preferito da piccola e lo conserva ancora! infatti laprima volta che l'ho letto era la copia che aveva mia mamma....

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