venerdì 8 agosto 2014

Un comunista in mutande, di Claudia Pineiro



Titolo originale: Un comunista en calzoncillos

Anno di Pubblicazione: 2014

Ambientazione: Argentina, 1976

L''estate del 1976 a Burzaco (provincia di Buenos Aires) è una delle più calde che si ricordino, ma per la tredicenne Claudia e la sua famiglia è una manna dal cielo, dato che il padre Gumer vende turboventilatori; la routine familiare fatta di pomeriggi in piscina con le amiche, di compiti per le vacanze e successivamente- alla riapertura delle scuole, di interrogazioni, marce di gruppo, rivendicazioni per il Monumento alla Bandiera subisce un pesante scossone quando  viene destituita Isabelita Peron e prendono il potere Videla.
Da allora, Claudia comincia a temere per il padre, che è comunista...



Un romanzo breve e autobiografico che però, per ammissione della stessa autrice, unisce realtà e fantasia nel celebrare la figura molto amata del padre; la frase più significativa infatti recita "
E' un piacevole viaggio nel passato che ricostruisce uno spaccato di vita nella società argentina degli anni '70 in un momento davvero particolare della storia di questo Paese: il passaggio dal secondo peronismo alla dittatura di Videla. 
Il punto di vista della narratrice è quello, ovviamente personale, di una ragazzina di tredici anni: a quell'età i problemi principali sono la scuola, le amiche, i compiti e le lezioni. Al massimo per Claudia è un problema dover giustificare il lavoro del padre (dato che lei si vergogna di dire che vende ventilatori, si limita a dire che fa "il venditore") o il non far trapelare che lo stesso sia comunista....seppure in mutande (da qui il titolo), ovvero più che un vero "combattente" un romantico, un idealista, uno "controcorrente".
L'autrice è molto brava a inserire nel contesto e nello spaccato di vita quotidiano un malessere, un qualcosa che turba il tran tran quotidiano, in modo molto sottile e che diventa  percettibile solo man mano che il racconto progredisce, fino ad esplodere nella notizia del colpo di Stato, a cui segue quella sensazione di "ritorno alla calma" e "apparente normalità" che invece danno la sensazione di essere un cappa soffocante che nasconde problemi e brutture di tutt'altro genere (i dissidenti che spariscono).
Anche i ritratti familiari sono semplici ma azzeccati anche con poche caratteristiche: su tutti quello di Gumer, il padre tanto amato, dal fisico perfetto e dal carattere particolare e indipendente, ma anche la madre (ossessivamente definita meno bella del padre), la nonna che abita nella casa a fianco,alleva polli in giardino e ogni mattina sveglia la nipote bussando alla finestra, il fratello minore con alcuni privilegi in più, secondo la protagonista.
La storia è semplice ma coinvolgente, a me è piaciuta molto.



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