venerdì 27 giugno 2014

Perfido intrigo, di Mary Balogh

Titolo originale: The secret pearl

Anno di pubblicazione: 1991


Genere e ambientazione: Inghilterra,1805 




Isabella Fleur Bradshaw ,di origini nobili ma orfana di entrambi i genitori,viene accusata dal cugino Matthew di un delitto che in realtà non ha commesso,e spaventata si nasconde a Londra,dove per vivere ,una volta finiti i suoi risparmi, si offre come prostituta ad un nobile abbordato fuori da un teatro.L’orribile incontro lascia in lei una grossa sofferenza,ma fortunatamente pochi giorni dopo viene assunta tramite un’agenzia come istitutrice per la figlia del duca di Ridgeway, Adam Kent.I primi giorni sono per Fleur (come ora si fa chiamare) così belli,nonostante l’aperta ostilità della duchessa e i terribili incubi che la tormentano che le fanno pensare di poter ricominciare una nuova vita; ma ben presto le sue speranze vengono deluse nel più crudele dei modi:il duca di Ridgeway è proprio il suo primo e unico cliente dei suoi tristi giorni di Londra l’uomo che occupa i suoi incubi.

In realtà Adam Kent non è certo il mostro che la nostra Fleur crede: reduce dalla battaglia di Waterloo che gli ha lasciato orribili cicatrici sul viso e sul corpo,è sposato infelicemente con la bella ma gelida Sybil che lo odia,è l’unica gioia di questo matrimonio è la figlia Pamela. Tutto questo Fleur lo scopre a poco a poco, e rimane affascinata dalla personalità enigmatica e appassionata che intuisce si celi dietro all’apparenza austera del duca; ma non ha molto tempo per riflettere su questa attrazione, perché improvvisamente il passato ritorna a minacciarla…



Certamente l’inizio di questo romanzo è piuttosto indigesto (non scendo nei particolari),e a un lettore particolarmente sensibile potrebbe far venire voglia di buttare il libro,senza continuare a leggerlo. Io stessa ho avuto questa tentazione ma,memore dell’esperienza fatta con IL FIORE E LA FIAMMA di Kathleen E.Woodiwiss( che inizia in maniera analoga), ho deciso di continuare a leggere la storia, e non me ne sono certo pentita: ho trovato in questo romanzo due dei protagonisti più belli e profondi mai incontrati in un romance, e attorno a loro dei comprimari degni di attenzione,personaggi a volte da tragedia ma sempre con una profonda umanità a prescindere dal ruolo che hanno nella storia.

La protagonista Fleur è una donna giovane ma già duramente provata dalla vita: dopo la morte dei genitori è vissuta nella sua casa come ospite sgradita degli zii e dei cugini insediatesi come eredi legittimi, e che nel momento del bisogno si ritrova sola e senza amici, costretta per sopravvivere alla scelta più umiliante e degradante per un essere umano,quella di vendersi al primo che capita. La descrizione di questo avvenimento, già di per sè squallido, è resa in un modo tanto crudo e realistico che come ho detto prima chi è troppo sensibile faticherà a proseguire la storia. Ma nonostante tutto nessuna difficoltà riesce ad abbattere Fleur, la sua voglia di rivincita e di riscatto: non le difficoltà iniziali e nemmeno quelle che trova quando viene assunta come istitutrice,visto che la duchessa le è ostile e lady Pamela inizialmente è una bimba intrattabile. Il suo animo combattivo viene messo a dura prova quando scopre la vera identità del duca di Ridgeway e soprattutto quando la vita che si è ricostruita con tanta fatica rischia di essere rovinata dalle rivelazioni sul suo passato; ma è proprio qui che avviene la svolta più importante : la scoperta dell’amore vero e inaspettato proprio per Adam,il duce,l’ennesimo bellissimo personaggio maschile nato dalla penna di questa scrittrice particolarmente abile a narrare di personaggi credibili e “reali”: un uomo che nonostante la sofferenza per un matrimonio infelice nel quale l’affetto e il rispetto sono a senso unico(è lui che rispetta la moglie e si prodiga per lei,non il contrario), quando incontra l’amore vero sceglie comunque di rimanere fedele ai propri doveri, pensando soprattutto alla figlioletta, ma anche per non sciupare nello squallore quel sentimento bellissimo e finora sconosciuto.
Tra i personaggi secondari mi ha particolarmente colpito il modo in cui la Balogh riesce a rendere la figura della duchessa Sybil,una donna infelice e vittima di sé stessa,a tal punto che nonostante le cattiverie che commette non riusciamo a non provare per lei un moto di simpatia e di pietà.
Davvero bello!

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