sabato 14 giugno 2014

Il sonaglio, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2009

Ambientazione: Vigata, primi del '900

Collegamenti con altri romanzi: è l'ultimo di una trilogia composta da :

- Maruzza Musmeci (2007 );
- Il casellante (2008 ); 
- Il sonaglio (2009 )


Il quattordicenne Giurlà viene mandato dal padre sui monti ad apprendere il mestiere di capraio nelle mannare di Don Sisino.
Abituato alla vita di mare, tuttavia col tempo il ragazzo non trova particolare difficoltà e comincia ad amare anche la campagna e il suo mestiere;in particolare con una delle capre, da lui chiamata Beba, nasce un rapporto speciale che ben presto diventa amore. Ma Beba non è una capra come le altre...



Nonostante abbia letto tutti e tre i romanzi componenti questa trilogia, sono venuta a sapere che fosse tale solamente leggendo il retro di copertina di quest'ultimo romanzo da essa composto; in effetti avrei dovuto comunque collegarli visto che presentano come filo conduttore il tema della donna- elemento della natura visto in modi soprannaturali (nel primo abbiamo la Donna -Sirena; nel secondo la Donna- Albero e qui la Donna- Capra).
Ammetto che, se non si tiene conto del filo conduttore con i due precedenti romani e sopratutto se non si collega subito con le storie della mitologia greca raccontate da una delle donne nel romanzo, la fiaba sull'amore tra una capra- Donna e un umano può infastidire un tantino; ma dato che qui non stiamo parlando di un'autore qualsiasi ma di Andrea Camilleri, egli ha la capacità di mantenere quell'atmosfera fiabesca e mitologica semplice e genuina che racconta il tutto senza infastidire, e anzi alcune volte con qualche eco poetico (non per niente Giurlà si diletta leggendo Lucrezio).
In questo romanzo mi ha colpito molto la descrizione degli ambienti naturali: i prati di montagna, il lago, il bosco, la cascatella, i torrenti resi vivi dall'autore al punto che in certe parti sembrava proprio di sentire i colori, i suoni gli odori; Camilleri presta sempre un occhio di riguardo al paesaggio che non è mai solo tale, ma sempre coprotagonista delle sue storie. Qui però credo abbia messo un qualcosa in più.
Pochi i personaggi principali, dato che l'attenzione si concentra quasi tutta su Giurlà (picciotto di mare trasformatosi in picciotto di montagna) e Beba,la capra con tratti umani. 
Alla fine entrerà in scena Anita, complementare a Beba per un ben specifico motivo, che si chiarirà solo alla fine.
In sostanza...un'altro bel libro di uno dei miei autori preferiti!





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