martedì 10 giugno 2014

I love Tiffany, di Marjorie Hart


Titolo originale: Summer at Tiffany

Anno di pubblicazione: 2007

Ambientazione: New York, 1945



Nell'estate del 1945 Marjorie e Martha, due giovani amiche provenienti dall'Iowa,arrivano a Manhattan per trovare un lavoro estivo che permetta loro di continuare gli studi all'università.
Con un colpo di fortuna, trovano lavoro come fattorini da Tiffany (i primi due fattorini donne nella storia della celebre gioielleria); ha così inizio quella che per entrambe rimarrà la più bella estate della loro vita....


In una sua frase che ho più volte citato, Stephen King diceva: "Le cose più importanti sono le più difficili da dire.
Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.
Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via.
E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate.
Questa è la cosa peggiore, secondo me.
Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti, ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare."
Ho sempre trovato queste parole molto veritiere, anche per esperienza personale: mi è capitato alcune volte di raccontare a qualcuno una mia particolare parte di vissuto che magari custodisco tra i ricordi più cari e di vedere in questa persona disinteresse, indifferenza o al limite incomprensione.
Altrettanto sarà sicuramente capitato a me molte volte (anche se devo dire che a me generalmente piace sentire le persone che raccontano parti del loro passato e della loro vita)...è normale che sia così, ed è sempre un rischio che corre chi decide di aprire il proprio cuore agli altri, in questo senso.
Probabilmente anche Marjorie Hart ci avrà pensato quando ha deciso di mettere nero su bianco e poi di far stampare questo suo romanzo (ma perchè quella sciocca traduzione italiana, non potevano semplicemente tradurlo dall'originale?Sarebbe stato molto meglio!), ma non si è fatta demotivare dal rischio e quindi ecco che molti lettori hanno potuto leggere della sua "estate più bella".
Personalmente mi ha fatto piacere leggere questo libro, nonostante alcuni difetti non possano passare inosservati (ma l'autrice non è una scrittrice professionista e di questo credo si debba tenere conto): è una storia piacevole e fresca, è stato divertente immaginare queste due ragazze di provincia per la prima volta sole a New York a vent'anni, la loro emozione davanti e negozi eleganti e monumenti importanti, la loro allegria e voglia di vivere e divertirsi nonostante l'America fosse ancora in guerra, l'eccitazione per veder dal vivo divi del cinema e del gossip.
Non si trova molta profondità a livello di sentimenti, nemmeno per la storia d'amore( che in realtà non è e non viene mai descritta come tale:probabilmente anche Jim è rientrato fra le avventure estive) e spesso ci si perde un pochetto con tutti quei nomi di riferimenti cinematografici, musicali e culturali dell'epoca (anche se è proprio grazie a questi che la New York del 1945 è, a mio avviso, ottimamente caratterizzata); alla fin fine il racconto risulta poco più di una cronaca di ciò che le due protagoniste vissero in quell'estate, quindi può deludere chi vi cerca qualcosa di veramente significativo; ma alla sottoscritta, per vari motivi personali di cui non sto a tediarvi, questa storia ha perfino commosso un pochino, mi ha anche ricordato i racconti di mia mamma sulla sua gioventù.





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