sabato 26 aprile 2014

Non dimenticare mai, di Steff Ann Holm


Titolo originale: Forget me not

Prima pubblicazione anno: 1997


Ambientazione: Stati Uniti del Sud, 1870 circa.


Dopo il divorzio dal violento marito e il conseguente ripudio della società, Josephine Whittaker decide di ricominciare una nuova vita all’Ovest, di cui ha tanto sentito parlare nei  suoi romanzi preferiti. Ma quando arriva nella cittadina di Sienna la delusione è in agguato: niente alberghi eleganti e cittadini raffinati, solo posti scabri, polvere, sporcizia e paesaggi aridi..e quando Josephine decide di ripartire per la più civilizzata San Francisco, oltre alla beffa il danno: qualcuno le ha rubato la valigia con dentro tutti i risparmi e i vestiti, sostituendola con una valigia identica ma dal contenuto molto più scarno…e senza soldi! La poveretta inizia disperatamente a cercare lavoro, ma l’unica cosa che trova è un posto come cuoca presso l’allevamento di J.D McCall, un mandriano che vive in uno sperduto ranch con il padre Boots e altri uomini che lavorano per lui. Inutile dire che i primi tempi, pur con tutta la sua buona volontà, sono quasi tragici per Josephine: lei, da sempre abituata  a non muovere un dito in casa propria avendo la servitù, deve imparare dall’inizio anche i più elementari concetti base di cucina, con grande pazienza di J.D e dei suoi operai, e rimbrotti da parte di Boots.Inoltre, niente vestiti eleganti, ma solo camicie e pantaloni informi, e sveglia alle tre del mattino…una vitaccia insomma! Ma Josephine tiene duro e i suoi sforzi cominciano a essere premiati…




Questo romanzo ambientato nel West ha una protagonista abbastanza insolita rispetto agli altri romanzi dello stesso tipo che ho letto finora: Josephine è una fragile e delicata damina Newyorkese di metà ‘800, abituata ad essere servita e riverita di tutto punto…di certo, nonostante la sua scelta, non il tipo alla ricerca dell’avventura e della libertà! O meglio, è alla ricerca di quest’ultima, visto come è finito il suo disastroso matrimonio, ma è comunque una libertà “ideale”, dove lei non immagina di mettersi in discussione davvero. Ed invece, vista la situazione in cui si trova, sarà costretta a farlo eccome! Devo dire che leggendo le prime peripezie di Josephine a Sienna e nel ranch di Mc Call, mi sono immedesimata nella sua disperazione, vera e propria, credetemi: una donna che si trova a dover per forza fare delle cose che NON HA LA MINIMA IDEA di cosa deve fare!!! E in un posto dove tutto deve funzionare alla perfezione e non si ha certo tempo da perdere… davvero, ho sentito tutto il suo sconcerto, la sua angoscia, la sua delusione la sua fatica. 

Un applauso quindi alla scrittrice che ha saputo così ben descrivere le emozioni del suo personaggio principale, senza contare il fatto che  non ha abbellito artificiosamente le ambientazioni o le azioni dei personaggi. La storia si svolge in un ranch dove ci sono animali e uomini abituati alla vita dura; l’autrice non ha paura di nominare la fatica del lavoro, la durezza, lo sporco, il sudore, il sangue delle ferite. E’ un romanzo molto realistico.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, tiene banco per tutto il romanzo il rapporto di amore- odio di J.D.( il tipico eroe tutto d’un pezzo ma dall’animo tenero, che gli permetterà alla fine di innamorarsi di Josephine ) e il padre Boots ( il personaggio secondario principale, secondo me il più incisivo di tutto il romanzo), un rapporto che ha radici di disaccordo profonde e che i due riusciranno a risolvere solo dopo molte faticose incomprensioni.
In definitiva, davvero un gran bel libro che vale la pena di leggere al di là dei propri gusti in fatto di romance.


Nessun commento:

Posta un commento