sabato 26 aprile 2014

Non dimenticare mai, di Steff Ann Holm


Titolo originale: Forget me not

Prima pubblicazione anno: 1997


Ambientazione: Stati Uniti del Sud, 1870 circa.


Dopo il divorzio dal violento marito e il conseguente ripudio della società, Josephine Whittaker decide di ricominciare una nuova vita all’Ovest, di cui ha tanto sentito parlare nei  suoi romanzi preferiti. Ma quando arriva nella cittadina di Sienna la delusione è in agguato: niente alberghi eleganti e cittadini raffinati, solo posti scabri, polvere, sporcizia e paesaggi aridi..e quando Josephine decide di ripartire per la più civilizzata San Francisco, oltre alla beffa il danno: qualcuno le ha rubato la valigia con dentro tutti i risparmi e i vestiti, sostituendola con una valigia identica ma dal contenuto molto più scarno…e senza soldi! La poveretta inizia disperatamente a cercare lavoro, ma l’unica cosa che trova è un posto come cuoca presso l’allevamento di J.D McCall, un mandriano che vive in uno sperduto ranch con il padre Boots e altri uomini che lavorano per lui. Inutile dire che i primi tempi, pur con tutta la sua buona volontà, sono quasi tragici per Josephine: lei, da sempre abituata  a non muovere un dito in casa propria avendo la servitù, deve imparare dall’inizio anche i più elementari concetti base di cucina, con grande pazienza di J.D e dei suoi operai, e rimbrotti da parte di Boots.Inoltre, niente vestiti eleganti, ma solo camicie e pantaloni informi, e sveglia alle tre del mattino…una vitaccia insomma! Ma Josephine tiene duro e i suoi sforzi cominciano a essere premiati…




Questo romanzo ambientato nel West ha una protagonista abbastanza insolita rispetto agli altri romanzi dello stesso tipo che ho letto finora: Josephine è una fragile e delicata damina Newyorkese di metà ‘800, abituata ad essere servita e riverita di tutto punto…di certo, nonostante la sua scelta, non il tipo alla ricerca dell’avventura e della libertà! O meglio, è alla ricerca di quest’ultima, visto come è finito il suo disastroso matrimonio, ma è comunque una libertà “ideale”, dove lei non immagina di mettersi in discussione davvero. Ed invece, vista la situazione in cui si trova, sarà costretta a farlo eccome! Devo dire che leggendo le prime peripezie di Josephine a Sienna e nel ranch di Mc Call, mi sono immedesimata nella sua disperazione, vera e propria, credetemi: una donna che si trova a dover per forza fare delle cose che NON HA LA MINIMA IDEA di cosa deve fare!!! E in un posto dove tutto deve funzionare alla perfezione e non si ha certo tempo da perdere… davvero, ho sentito tutto il suo sconcerto, la sua angoscia, la sua delusione la sua fatica. 

Un applauso quindi alla scrittrice che ha saputo così ben descrivere le emozioni del suo personaggio principale, senza contare il fatto che  non ha abbellito artificiosamente le ambientazioni o le azioni dei personaggi. La storia si svolge in un ranch dove ci sono animali e uomini abituati alla vita dura; l’autrice non ha paura di nominare la fatica del lavoro, la durezza, lo sporco, il sudore, il sangue delle ferite. E’ un romanzo molto realistico.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, tiene banco per tutto il romanzo il rapporto di amore- odio di J.D.( il tipico eroe tutto d’un pezzo ma dall’animo tenero, che gli permetterà alla fine di innamorarsi di Josephine ) e il padre Boots ( il personaggio secondario principale, secondo me il più incisivo di tutto il romanzo), un rapporto che ha radici di disaccordo profonde e che i due riusciranno a risolvere solo dopo molte faticose incomprensioni.
In definitiva, davvero un gran bel libro che vale la pena di leggere al di là dei propri gusti in fatto di romance.


giovedì 24 aprile 2014

Cuori rossi, di Cristiano Armati

Anno di pubblicazione: 2008

DA IBS


"L'Italia è una Repubblica fondata sul mistero. Un concerto di forze occulte dotate di leggi speciali che hanno tramato contro le voci impegnate a chiedere dal basso il riconoscimento di diritti fondamentali e il rispetto della democrazia. Il risultato è una mai troppo ben spiegata licenza d'uccidere che, dal secondo dopoguerra fino a oggi, ha spezzato le vite di uomini e donne, spesso giovanissimi, uniti da una passione che parla di giustizia, libertà e fraternità. Dalla strage di Portella della Ginestra alla feroce repressione delle manifestazioni indette in occasione del G8 di Genova, "Cuori rossi" è la storia di una guerra mai dichiarata eppure spietata. Una guerra che ha usato le armi non convenzionali dei lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo e delle collusioni con la criminalità comune e mafiosa per aggredire, intimidire e spesso uccidere pensieri o persone non omologati. Dall'omicidio di Alceste Campanile alla morte di Carlo Giuliani, dall'assassinio di Peppino Impastato alle esecuzioni di Fausto e Iaio e di Valerio Verbano, dall'accoltellamento di Davide Cesare "Dax" alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell'estrema destra a Roma e a Verona, un libro dedicato alle vittime dello stragismo fascista contemporaneo e della violenza a cui nemmeno le forze dell'ordine sono estranee. Incalzato da uno stile narrativo basato sull'evidenza dei fatti, "Cuori rossi" racconta storie di sopraffazione spesso dimenticate confrontandosi con l'anima di un Paese tutt'altro che pacificato."




In un'intervista trovata su Internet, ho letto che Cristiano Armati,l'autore di questo libro, ha scritto !Cuori rossi", in risposta a "Cuori neri" di Luca Telese (la cui recensione potete trovare su questo blog), accusandolo tra l'altro di essere stato poco imparziale nel riportare i fatti di cui trattava nel suo libro.
Avendo letto entrambi, mi pare proprio che Armati sia l'ultima persona che possa sentenziare sulla parzialità altrui... e questo è solo uno dei difetti principali per cui questo libro, per alcuni aspetti valido, mia ha fatto storcere più volte il naso durante la lettura.
Il primo difetto è l'ammucchiata che viene fatta dall'autore sotto la dicitura "La storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee": questo può valere per i caduti della strage di Piazza della Loggia, per Valerio Verbano, Peppino Impastato e altri....peccato che queste persone, vittime innocenti, vengano messi da Armati alla pari con gente come Walter Alasia, Mara Cagol, Luca e Annamaria Mantini, Antonio Lo Muscio (terroristi acclamati!) e l'immancabile Carlo Giuliani (non un terrorista, ma un teppista sì, eccome!).  Ma scherziamo?! I terroristi non hanno "pagato con la vita il prezzo delle proprie idee", lo hanno fatto pagare ad altri... e se sono rimasti uccisi se la sono ben cercata!
Decisamente, se fossi un familiare di qualcuna di queste vittime mi offenderei tantissimo per questo accostamento, così come mi offenderei se fossi un familiare di quei poliziotti o carabinieri vitttime del terrorismo per aver fatto il loro dovere che Armati tratta con tanto disprezzo, inventando fantasiose ricostruzioni di fatti (il tentativo di cattura di Walter Alasia da parte dei poliziotti Sergio Bazzega e Vittorio Padovani, che Alasia uccise appena aperta la porta incurante della presenza dei suoi stessi familiari che avrebbero potuto rimanere colpiti), citando non specificate "alcune testimonianze" (quando le testimonianze vere e ufficiali raccontavano altro!) e addirittura arrivando a sbagliare- a questo punto non so quanto involontariamente...- qualche nome: ad esempio, il poliziotto ucciso da Antonio Lo Muscio si chiamava Claudio Graziosi, non Franco come riportato nel libro.
Tra l'altro tutti questi particolari mi fanno sospettare che l'autore non sia sia granchè documentato per scrivere il libro, ma abbia semplicemente riportato le versioni dei vari fatti viste da sinistra: che, in quanto tali, sono Vangeli che non possono essere messi in discussione per chi è da una certa parte politica (e da .come scrive, si capisce perfettamente che Armati è comunista).
Teoria suffragata anche dal modo di raccontare i fatti: i poliziotti, carabinieri, forze dell'ordine in generale sono SEMPRE (senza alcuna eccezione) brutti, cattivi, spietati,dediti ad ammazzare la gente per divertimento, per violenza, perchè si sentono superiori indossando una divisa ecc ecc ecc (pare che la mattina si alzino apposta con tale scopo); i manifestanti sono sempre buoni bravi e pacifici, non commettono violenze di alcun tipo, e se lo fanno è solo per difendersi; i manifestanti hanno sempre ragione anche quando fanno cose sbagliate, perchè loro hanno i loro motivi....!; i proletari (solo operai, perchè evidentemente le commesse, gli addetti alle pulizie, i camerieri sono ricconi) hanno sempre ragione; i borghesi (quei cattivoni violenti e assassini che pretenderebbero addirittura  di non avere la testa spaccata perchè non la pensano come i sinistroidi) hanno sempre torto; i terroristi erano bravi giovani tutti- immancabilmente- belli, simpatici, sorridenti, amichevoli,dediti alla causa della giustizia, che agivano perchè incompresi da chi non si muoveva a pietà perchè- immancabilmente- a uno gli era morta la mamma da piccolo, all'altro era morto il fratello, l'altro ancora era figlio di contadini e aveva avuto un'infanzia povera...eh, si perchè il diventare terrorist a è un naturale conseguenza di questo tipo di drammi, no?
Quando sono arrivata al punto in cui cita il Rogo di Primavalle o la morte di Sergio ramelli ho dovuto smettere un attimo temendo che chissà cosa potesse dire per giustificare questi due fatti atroci (tra i tanti): per fortuna non si  è spinto a tanto, arrivando a condannare i due fatti, però ho notato che la morte di un "fascista" per mano dei compagni (Carlo Falvella, Mikis Mantakas) li chiama semplicemente "la morte", la morte di qualche compagno è sempre "l'assassinio" o "il delitto".
Un peccato, perchè per molte cose il libro ricostruisce in modo dettagliato i fatti raccontati, inquadrandoli nel giusto contesto storico (lo zampino del santificare la sinistra c'è sempre però...purtroppo non c'è scampo!), inoltre è sempre importante e giusto parlare di tanti fatti, avvenimenti, personaggi che molto spesso non hanno avuto giustizia, o di altri che vanno presi come modelli (Peppino Impastato). Certo bisogna però saperlo fare contenendo le proprie preferenze politiche...cosa non facile,lo ammetto.
Certe cose purtroppo sono altamente fastidiose...

martedì 22 aprile 2014

Novità in libreria

Uno sta un po' senza andare in libreria..e si ritrova sommerso dalle novità!


ESCE IN LIBRERIA  LA VITA E’ UN VIAGGIO, di Beppe Severgnini, EDIZIONE RIZZOLI.


La vita è un viaggio, e gli italiani viaggiano soli. Com'è difficile trovare chi ci guidi, chi ci accompagni, chi ci incoraggi. Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un Paese incerto tra immobilità e fuga. Fuga all'estero, fughe tra egoismi e piccole ossessioni che profumano di anestetico (ossessioni tecnologiche, gastronomiche, sportive, sessuali). "La vita è un viaggio" non vuole indicare una meta. Prova invece a fornire qualche consiglio per la traversata. Suggerimenti individuali, non considerazioni generali (o, peggio, generiche). La destinazione la decide chi viaggia. Ma una guida, come sappiamo, è utile. Per partire non servono troppe parole: ne bastano venti, come i chilogrammi di bagaglio consentiti in aereo. Parleremo di insegnamento, incoraggiamento, ispirazione. Parleremo di brevità e precisione, qualità indispensabili in questi tempi affollati. Parleremo dell'importanza di trovare persone di riferimento. Parleremo della gioia d'impegnarsi con gli altri e, magari, per gli altri. Parleremo della saggezza di scoprire soddisfazione nelle cose semplici. Parleremo di scelte, atteggiamenti, comportamenti, insidie da evitare e consolazioni a portata di mano. 


Nota: Dopo "Italiani di domani", un nuovo libro come navigatore. Un navigatore ironico, affettuoso e preciso. L'autore, ancora una volta, riesce a intuire il momento dell'Italia, le sue ansie e le sue possibilità: e lo fotografa con implacabile lucidità.

ESCE IN LIBRERIA I CENTO COLORI DEL BLU, di Amy Harmony, EDIZIONE


Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere...









ESCE IN LIBRERIA LE COSE CHE NON SO DI TE, di Kristina Baker Kline, EDIZIONE GIUNTI

Molly ha solo diciassette anni ma continua a finire nei guai. Figlia ribelle di due genitori adottivi, è sotto la tutela dei servizi sociali e ogni pomeriggio deve aiutare l'anziana Vivian nelle pulizie di casa. L'incontro tra le due non è certo dei più promettenti: Molly ha sempre il broncio, parla a monosillabi, veste totalmente di nero e ha sfumature blu notte nei capelli. Ma Vivian è una donna speciale a cui la vita ha tolto e regalato tanto: non si fa certo intimidire dall'aspetto di Molly. Per di più, le due hanno qualcosa di molto profondo che le unisce: anche Vivian infatti è un'orfana che, come tanti altri bambini della sua epoca, venne messa sul 'Treno degli orfani' per trovare famiglia. E quando Molly capisce di poterla aiutare a dipanare il mistero che da tanti anni la perseguita, la scintilla dell'amicizia più grande e sincera libererà entrambe.










ESCE IN LIBRERIA QUATTRO SBERLE BENEDETTE, di Andrea Vitali, EDIZIONE


In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l’enigma, perché uno predice una cosa e l’altro l’esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l’appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l’un l’altro. E forse c’è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l’anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell’acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all’intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto che a frequentare ragazze di facili costumi, in quel di Lecco, è persona che a rigore non dovrebbe. D’accordo, ma quale sarebbe il reato? E chi è l’autore di quelle rime che sembrano non avere un senso? Ma, soprattutto, di preciso, con chi ce l’ha? 

Nota: Quattro sberle benedette è un romanzo corale di quelli che solo la penna acuta e asciutta di Andrea Vitali sa imbastire. Ficcando il naso tra le beghe e i segreti della sua Bellano immaginaria e realissima al tempo stesso, apparecchia un altro appetitoso banchetto letterario, confermandosi, semmai ce ne fosse bisogno, un autore prolifico di storie e di invenzioni come pochi altri, per la gioia e il godimento del lettore.

ESCE IN LIBRERIA VOLEVO ESSERE AUDREY HEPBURN, di Vanessa Valentinuzzi, EDIZIONE NEWTON & COMPTON.

Viola Parini ha trent'anni, vive a Roma e sogna di diventare sceneggiatrice di commedie romantiche. Dopo lo shock per la fine di una storia, proprio quando le sembra che la sua vita stia andando a rotoli, è invece in arrivo qualche sorprendente novità. Si trasferisce in una nuova casa dove, con l'aiuto di un'amica e della nonna Miriam, organizza cene raffinate per ospiti selezionati. Nasce così il Cous cous club. Come se non fosse abbastanza, Viola ottiene un colloquio con la presentatrice TV più famosa del momento: Zazie Bernardi. Donna pratica, potente e sagace, Zazie arruola Viola nella sua trasmissione "A letto con Zazie", un salotto spregiudicato dove ogni notte si parla di eros, senza tabù. Ma quando Viola riesce a ottenere una rubrica tutta sua, "Il cappello di Audrey Hepburn", e si trova a dover fare i conti con il giovane e affascinante direttore di rete, è chiaro che Cupido è pronto a ripresentarsi nella sua vita, quando lei meno se lo aspetta...









ESCE IN LIBRERIA GIORNI DI SPASIMATO AMORE, di Romana Petri, EDIZIONE LONGANESI.

Affacciato al suo balconcino sul golfo di Napoli, Antonio guarda il mare pieno di luce e ascolta alla radio le canzoni di Sanremo. Nel quartiere lo prendono per matto, ma a lui non importa. Perché se Antonio è pazzo, lo è d'amore per la sua Lucia, una lunga treccia nera e occhi screziati d'oro, che ha conosciuto in un giorno lontano del 1943. La guerra li ha divisi, e anche se tutti gli dicono che il suo è un sogno impossibile è con Lucia che Antonio spera ancora di poter vivere giorni interminabili di purissimo amore, fatti di piccole, grandi cose: la spesa, la cucina, le serate sul balcone, la passione. Ma quando la madre, malata e preoccupata di lasciarlo solo, gli chiede di sposarsi con una ragazza che lui non ama, Antonio non trova la forza di rifiutare, rischiando così di veder svanire per sempre il suo sogno di felicità. 

Nota: Sullo sfondo di una Posillipo piena di vita, voci e colori e di un mare placido e scintillante, capace di svelare il significato dell'esistere a chi ha la pazienza di osservare, Romana Petri intesse lo struggente racconto di un sentimento totalizzante, di un amore dalla forza imprevedibile che sa sfidare e vincere l'inesorabile scorrere del tempo e le crude leggi della realtà.






ESCE IN LIBRERIA VINTAGE DREAM, di Erica Stephen, EDIZIONE GARZANTI.

È impossibile resistere al fascino di un vecchio vestito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio in Astor Place a Manhattan, si diverte a rammendare e cucire per dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo di lei e del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C'è un'unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a casa di un'anziana signora e a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio novecento. Una donna forte e indipendente che, senza l'aiuto di un uomo, ha realizzato il suo sogno di lavorare nel più famoso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell'amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza per lottare per tutto quello che ha costruito con tanti sacrifici e per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate. Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore..


ESCE IN LIBRERIA UN COMUNISTA IN MUTANDE, di Claudia Pineiro, EDIZIONE FELTRINELLI.



Una ragazzina di tredici anni ricorda l’estate del 1976 a Burzaco, in provincia di Buenos Aires. Fa molto caldo e per il padre, rivenditore di ventilatori, questa è una fortuna. Appartenente alla piccola borghesia argentina, la ragazza gode di una vita serena, come tante sue coetanee: la piscina con le amiche, la nonna col pollaio in fondo al giardino, le vivaci riunioni di quartiere per rivendicare il primo monumento alla bandiera. Ma quell’estate tutto cambia, e quando il golpe militare destituisce Isabelita Perón a favore di un “governo d’emergenza” è l’inizio della dittatura e della paura per il padre così amato. Paura dovuta al fatto che è un comunista dichiarato, seppur del genere romantico, utopico, non del tipo attivo nelle lotte politiche. Ma sono tempi pericolosi, in cui anche solo un sospetto può essere fatale.

Nota:  L’ultimo romanzo di Claudia Piñeiro è un flashback della sua infanzia, un omaggio al padre che fonde fatti e finzione e che diventa un magistrale romanzo sulla giovinezza, il ritratto di un’epoca, di una classe sociale e di un paese.



domenica 20 aprile 2014

Gabriel Garcia Marquez

E' morto a Città del Messico all'età di 86 anni lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez, uno dei più famosi scrittori del mondo, vincitore nel 1982 del Premio Nobel per la letteratura.
Lo scrittore era nato ad Ataracataca nel 1927, primogenito di una famiglia con ben 16 figli; crebbe affidato ai nonni; nel 1947 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università Di bogotà, ma abbandonò il corso di studi per scarso interesse.
Dopo aver abbandonato l'univesrità iniziò la sua carriera come giornalista, lavorando per vari giornali fino al 1954, quando si trasferisce per alcuni meis a Roma (dove segue dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia) e in seguito a Parigi e Londra.
Nel 1958 torna in Venezuela e, nel corso degli anni successivi, dopo il matrimonio con la moglie Mercedes, continua la sua attività come reporter viaggiando molto in giro per il mondo; nel frattempo aveva già pubblicato un romanzo  nel 195, "Foglie morte" che segna il suo esordio letterario.
Nel 1967 pubblica quello che rimarrà il suo capolavoro, "Cent'anni di solitudine",best seller mondiale, a cui seguiranno nel corso degli anni "L'amore ai tempi del colera" (1985 ), "CRonaca di una morte annunciata" (1981), "Dell'amore e di altri demoni" (1994) e molti altri, fino all'ultimo "memoria delle mie puttane tristi" (2004),
Fu un autore molto impegnato in politica, schierato contro la dittatura di Pinochet...ma per questo tipo di notizie vi rimando a Wikipedia perchè è stata una vita davvero molto intensa e impegnata, ricca di avvenimenti.
Confesso che non ho mai letto nulla di quest'autore...che sia la volta buona per farlo?





giovedì 17 aprile 2014

La nevicata dell'85, di Pietro Valpreda e Pietro Colaprico



Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Milano, 1985



L'ex maresciallo in pensione Pietro Binda, da poco rimasto vedovo, vive solo  nella sua casa di Milano arrotondando la pensione con qualche lavoretto come investigatore privato.
Un giorno si rivolge a lui la giovane Iris, convinta che dietro la morte del nonno, un anziano in perfetta salute trovato morto per un'overdose di sonnifero, si celi in realtà qualcosa d'altro; Iris infatti è convinta che si tratti di un omicidio e assume l'ex maresciallo per indagare.
Mentre Milano è alle prese con la storica "Grande nevicata" Pietro si mette all'opera...


Ho scoperto questa serie di romanzi gialli grazie al blog      di Lady Jack e anche qui, come nel caso de "La società letteraria di Guersney" di Mary Ann Shaffer, non posso evitare di ringraziarla: i gialli mi piacciono ma non sono una grande intenditrice, e inoltre mi piacciono se ben scritti, coinvolgenti, meglio se con ambinetazione di provincia o quartiere....tutti elementi presenti in questo romanzo.
Non sono arrivata a capire in quale serie siano messi i romanzi ma da quanto ho potuto constatare si possono leggere senza rispettare l'ordine di pubblicazione; in questo viene presentata la figura di Pietro Binda, ex maresciallo dei carabinieri in pensione e vedovo, che racconta agli amici del paese natale un caso da lui seguito durante l'inverno dell'85, quello ricordato appunto per "l'ultima grande nevicata" che paralizzò l'Italia.
Il tutto cominciò con una richiesta da parte di Iris, giovane donna aspirante avvocato,a Pietro (che, dopo la pensione, arrotonda facendo l'investigatore privato) di indagare sulla morte improvvisa del nonno, anziano benestante e in ottima forma fisica, ritrovato morto in casa a causa - ufficialmente)- di un'eccessiva dose di sonnifero; troppe cose non coincidono, a partire dal fatto che il nonno aveva una grossa collezione di monete antiche, di valore....
Pietro si mette alla prova mettendo insieme vari piccoli indizi che si presentano di volta in volta grazie anche ad altri personaggi minori ma tutti essenziali e caratterizzati con piccoli tratti decisi che li rendono figure vive e che quindi non rimangono semplicemente sulla carta. Importante la descrizione della Milano degli anni in cui veniva chiamata "Milano da bere", qui però molto lontana da quella definizione: piccoli quartieri periferici, quasi dimenticati, mondi a parte in un mondo più vasto...a tratti sembra davvero di percorrere le vie intasate dalla neve assieme a Pietro, di sentire lo lento scorrere del tempo durante gli appostamenti, di percepire la soddisfazione per ogni piccolo tassello che si mette al suo posto....una storia molto coinvolgente per quanto riguarda la parte gialla, un po' meno per quanto riguarda la parte privata (la nascita della storia di Pietro con la portinaia Alba), ciononostante comunque gradevole e necessaria per spezzare un po' e farci conoscere il protagonisti a tutto tondo.
Devo confessare che fino alla fine non ho capito molto bene come sarebbero andate le cose, particolare che in un giallo come si deve mi sembra fondamentale.
Esperimento riuscito: leggerò sicuramente anche gli altri della serie!




giovedì 10 aprile 2014

Chi ben cominicia....

Eccoci all'appuntamento mensile con la rubrica "Chi ben comincia":












"Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffredati dal fieno, che starnutono per pollini di fiori d'altre terre.
Un giorno, sulla striscia d'aiola sul corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore e ci germinarono dei funghi.Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo, che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.
Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine insegne luminose, per studiati che fossero a colpire l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorre sulle sabbie del deserto.Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse in una tegola non gli sfuggivano mai;: non c'era tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo e le miserie della sua esistenza."

Da MARCOVALDO, di Italo Calvino

giovedì 3 aprile 2014

Anche io voglio il ciuccio!, di Barbro Lindgren e Olof Landostrom

Titolo originale: Benny and the binky

Anno di Pubblicazione: 2004



Benny ha un fratellino. Lo desiderava tanto e, finalmente, un bel giorno è arrivato. Il fratellino ha un ciuccio. Benny ne vorrebbe uno anche lui. "Sei troppo grande per il ciuccio", dice la mamma. Ma Benny non è d'accordo....


Lavorando al nido ho scoperto questo delizioso libretto per bambini, che può rivelarsi molto utile nei casi in cui il pargolo mostri gelosia nei confronti di un fratellino e nei casi in cui sia restio a perdere l'abitudine al ciuccio.

Il protagonista, il maialino Benny, si trova ad affrontare entrambi i problemi lo fa trovando la soluzione per lui più comoda: rubare il ciuccio al fratellino e scappare lontano.
Ma anche così, durante la sua breve avventura, si troverà ad affrontare altri problemi derivanti dall'avere il ciuccio, problemi che non si aspettava di certo e che in qualche modo lo aiuteranno a "crescere" rispetto a questo suo desiderio.
Le illustrazioni che compongono la storia sono grandi, simpatiche e con colori delicati, molto piacevoli;la scrittura è semplice e umoristica, numerosi sono i momenti che regalano più di un sorriso.
Adatto a bambini piccolissimi ma anche a qualcuno più grandicello che vuole fare qualche sana risata!


Alla fiera dell'est, di Angelo Branduardi


Anno di Pubblicazione: 2006


Alla fiera dell'est un papà compra un topolino da regalare al proprio figlio.
Acquisto che scatenerà una serie di eventi causa-effetto dalle proporzioni sempre più grandi....


E' uno dei primi libri pubblicati dalla bellissima collana Gallucci dedicata alle canzoni italiane.
Da sempre la ballata tipo medievale di Branduardi è una canzone amata dai bambini perchè facile e divertente, e questo libro la illustra con disegni particolari e fortemente interessanti per i più piccoli, che oltretutto li aiutano a  ricordare la rima pagina per pagina senza confondersi (come capita ancora alla sottoscritta....).
Particolare la copertina, che ripropone un cantastorie con tavole che illustrano la ballata, proprio come si usava nell'antichità.
A mio avviso una delle migliori uscite di questa collana.