venerdì 28 marzo 2014

Ho il tuo numero, di Sophie Kinsella



Titolo originale: I've got your number

Anno di Pubblicazione: 2010

Ambientazione: Inghilterra, 2010

Durante  festa con  le amiche per celebrare il fidanzamento, a Poppy Wyatt capita un bel guaio: perde il prezioso anello di famiglia donatole dal fidanzato Magnus.
In più, poco dopo viene scippata del cellulare, il cui numero ha appena dato a tutti i dipendenti dell'albergo in caso trovassero l'anello...per fortuna subito dopo la nostra trova in un cestino dei rifiuti un misterioso cellulare appartenuto a una certa Violet che lo ha gettato via, e decide di tenerselo.
Peccato che Violet fosse l'assistente di Sam, un uomo d'affari a cui attraverso il cellulare venivano inoltrate le mail di lavoro: Poppy e Sam, sentendosi per telefono si accordano sul fatto che lei può tenerselo a patto che gli inoltri ogni mail che arrivi a quel numero.
La curiosa Poppy però non riesce a resistere alla tentazione di dare una sbirciatina...







Primo libro di Sophie Kinsella che non mi abbia del tutto soddisfatta.
Intendiamoci, è una lettura piacevole come sempre, che parte da un simpatico assunto: cosa succede quando avviene uno scambio di cellulari?
Riprendendo un celebre spot con Massimo Lopez di ormai molti anni fa, una telefonata ti sconvolge la vita: perchè si entra a poco a poco, senza volerlo, quasi inconsapevolmente nel mondo di un'altra persona, con tutte le dinamiche che questo può comportare.
Qui addirittura si arriva al nascere di un'amicizia (che prevedibilmente sfocia in altro) tra Poppy e Sam, il proprietario del telefono scambiato, amicizia virtuale e telematica che proprio per questo motivo diventerà per entrambi un modo per parlarsi in tutta sincerità, confidandosi cose che magari faccia a faccia non hanno avuto il coraggio di fare con nessuno, arrivando addirittura a prendere in considerazione le rispettive vicissitudini secondo un punto di vista differente e pure a farsi un esame di coscienza.
Cosa che- per inciso- può capitare con i rapporti virtuali: già scrivendo in un blog ci si sente più liberi di esternare pensieri, emozioni, forse lo si fa anche in modo più chiaro, perchè lo schermo protegge con un'anonimato (che poi, se si va a scavare, proprio tale non è...) e rende più facile questo tipo di scambi, magari solidarizzando con altre persone da cui ci si sente capiti molto più di chi ci sta accanto (capita anche a me).
Purtroppo però mi è sembrato che le gaffe di Poppy e le loro conseguenze non solo fossero un po' troppe, ma anche un po' troppo tirate per le lunghe (addirittura Poppy arriva a sventare un complotto contro il fondatore dell'azienda di Sam!!!); insomma per la prima volta (a dire la verità la seconda, mi era già successo con "I love shopping con mia sorella") ho avuto la sensazione che dopo un po' nemmeno l'autrice sapesse bene dove andare a parare e raschiasse un po' il fondo del barile.
Il personaggio di Poppy, poi, seppure ricalcato in gran parte su Becky Bloomwood, sa talvolta di esagerato: meditare di bruciarsi una mano per nascondere la perdita dell'anello sotto le fasciature più che una simpatica esagerazione francamente mi sembra segno di un qualche disagio mentale per cui sarebbe urgente la protagonista chiedesse aiuto, lasciando stare lo zerbinismo totale (più umano e comprensibile, a dire la verità) nei confronti del fidanzato e della sua famiglia.
E, a mio avviso, sono proprio i personaggi secondari di Wanda e Harold a essere meglio costruiti e a riservare l'unica vera sorpresa del libro, rivelandosi nel finale completamente diversi da come Poppy, con i suoi pensieri, li aveva finora dipinti.
Il personaggio di Sam mi ha lasciato un poco indifferente: anche qui abbiamo una copia con qualche caratteristica cambiata del Luke della serie " love shopping" (uomo d'affari impegnatissimo con cellulari e mail, abbottonato che si lascia "sbottonare" dalla protagonista più vivace), non particolarmente interessante se non  per l'inizio della storia.
Lo stile dell'autrice rende comunque leggibile il libro e abbastanza gradevole da non relegarlo nei libri brutti o poco gradevoli. 
Che volete che vi dica....sarà per la prossima volta, Sophie Kinsella!

1 commento:

  1. Ciao, grazie per essere passata a trovarmi!
    Devo dire che invece a me questo libro era piaciuto, mi ha fatto ridere tanto, mentre il libro che mi ha delusa è stato l'ultimo, "Fermate gli sposi". L'ho trovato sottotono rispetto agli altri e ho fatto veramente fatica a finire di leggerlo, mai successo con Sophie!! Può capitare però che un autore che amiamo ci deluda..
    A presto!

    RispondiElimina