martedì 18 febbraio 2014

Chi ben comincia...

Rieccoci con l'appuntamento mensile della rubrica "Chi ben comincia":





"A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Sono andato da padre Cavalli e gliel'ho detto: "Io non mi voglio più fare prete, io voglio tornare nel mondo.
"Il mondo?"
"Voglio andare a vedere com'è fatto".
Lui non voleva crederci. Ha insistito in ogni modo: "Ma la tua m'era sembrata una vocazione profonda; magari è una crisi che ti passa. Ripensiamoci, chiediamo consiglio al Signore,aspettiamo".
Io niente. M'ero stufato e basta. E allora ha telefonato a mia madre- o meglio, ha telefonato alla signora Elide, che era l'unica ad avere il telefono al di qua della circonvallazione, che poi ha chiamato mamma- propnendo anche a lei di aspettare.
Ma quella- mamma, non la signora Elide- gli ha risposto pure peggio di me: "Se proprio deve tornare, ritorni e basta, non la stiamo a tirare lunga. Sia lodato Gesùcristo".
E così sono tornato."


Da "Il fasciocomunista", di Antonio Pennacchi.





domenica 16 febbraio 2014

Catene di velluto, di Catherine Archer



Titolo originale:  Velvet Bound

Anno: 1995

Ambientazione: Inghilterra, 1360

Collegamento con altri romanzi: Il romanzo ha un seguito, VELVET TOUCH (LA NINFA DEI BOSCHI).


Alla corte del re la bella Elizabeth Clayburn rimane intrigata da Sir Raynor de Warwicke, ex compagno del fratello Stephen, a tal punto che decide di invitarlo a cena anche quando viene a sapere che la sera decisa il fratello non sarà presente. 
Ma quando il fratello ritorna e i due vengono sorpresi mentre si baciano, l’unica soluzione possibile rimane ormai il matrimonio; nonostante nessuno dei due sposi tenga a quest’unione: Raynor disprezza le donne ritenendole solo manipolatrici egoiste, ed Elizabeth certo non desidera sposarsi con qualcuno che ha questa opinione anche di lei, in quanto donna. Però i due sono comunque costretti alle nozze riparatrici, e subito dopo partono per la dimora di Raynor. La vita da subito appare difficile:se da un lato Elizabeth cerca di trovare un punto di contatto col marito pur senza  rinunciare al rispetto di sé stessa, lui si ostina a voler vedere in ogni sua azione o parola il calcolo e la meschinità che attribuisce alle donne;la cosa continua al maniero, nonostante Elizabeth si occupi con competenza della gestione della casa e della piccola Willow, la bimba che Raynor ha dichiarato essere sua figlia, ma la cui nascita nasconde un pericoloso segreto.
Segreto che purtroppo si rivelerà nel momento in cui i due sposi depongono le armi e scoprono l’amore, e che metterà in pericolo la vita di molti…



Questo piacevole medievale si base quasi esclusivamente sulla passione-guerra tra i due protagonisti, due caratteri che il lettore intuisce subito destinati a completarsi... ma solo dopo aver superato la fase de “l’amore è bello se non è litigarello”.
Tutto nasce da un equivoco: Raynor infatti ha visto nell’infanzia il padre tradito e ingannato più volte dalla madre, una donna evidentemente priva di scrupoli che usava il marito come una pedina per i suoi maneggi, e che alla morte di questi ha tentato di fare la stessa cosa col figlio, senza peraltro avere successo. Il ricordo di tale comportamento e delle sofferenze causate a tutta la famiglia si è talmente cementato nel suo animo che egli non è davvero saldamente convinto che tutte le donne si comportino così, a tal punto da voler leggere in ogni loro gesto o parola una dimostrazione della sua teoria. 
Si comporta così anche con Elizabeth, da cui è attratto, ma il fatto di  essere stato costretto a prenderla in moglie per colpa di una situazione compromettente (se vogliamo, creata proprio da lei, anche se non a quello scopo), non ha fatto altro che rinforzare la sua convinzione, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Come personaggio mi è sembrato davvero troppo ostinato! E’ vero che Elizabeth inizialmente è al classica damigella capricciosa e viziata che non accetta rifiuti di alcun tipo (caratteristica che l’autrice fa passare abilmente come orgoglio e forza di carattere: qualità che si manifestano molto più in là…), ma dal suo arrivo al castello dà vari segni di maturità, di responsabilità, soprattutto accettando la piccola Willow, che lei crede figlia illegittima del marito, come una propria figlia e dando così indirettamente lezione a Raynor sul ruolo di genitore. Ma lui si attacca a qualsiasi banalità per rinfacciarle i comportamenti della madre… devo dire che mi ha spesso dato sui nervi!
Per fortuna poi le litigate lasciano il posto alla maturazione dei due personaggi e alla nascita del loro amore, che ovviamente aiuterà lui a ricredersi sulla teoria base della sua vita, e a lei di capire che nella vita ci sono cose più importanti dell’essere adorata e riverita a ogni costo:per esempio, il dare amore e protezione a qualcun altro.
Di questo romanzo credo le scene migliori siano quelle dove vedono i due giovani alla presa con Willow, visto che sono anche le parti in cui cominciano ad avvicinarsi: la bimba insomma per gran parte del libro funge da collante tra i due, creando scene molto dolci e simpatiche.
Il mistero sulla nascita di Willow viene svelato da subito al lettore, permettendo così di capire meglio lo svolgersi della trama e gli intrighi che ruotano attorno ad esso.

sabato 8 febbraio 2014

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  LA MAMMA DEI CARABINIERI, di Alessio Puleo e Filippo Vitale, EDIZIONE TEA.


A Palermo, di fronte alla casa del giudice Borsellino, vive un'anziana donna che sembra uscita dalle pagine di un racconto d'altri tempi. Domenica Lupo, questo il suo nome, da anni assiste i carabinieri che dopo la strage di via d'Amelio piantonano la casa dei familiari del magistrato, e ha stretto con loro un legame così forte da diventare, ai loro occhi, "la mamma" di tutti. Porta il tè, l'acqua, i cornetti, i panini con le "panelle", a qualcuno attacca un bottone o sistema la divisa. Finché un giorno tra quei giovani carabinieri arriva un ragazzo che, incuriosito, decide di scoprire il motivo di tanta dedizione e si fa raccontare la sua storia. E quella che Domenica, detta Mimma, gli narra è una vicenda tanto drammatica quanto vera che appartiene al passato, all'epoca in cui le donne siciliane subivano abusi e violenze, di fronte ai quali dovevano chinare il capo in silenzio. Mimma racconta un amore mai consumato per un giovane brigadiere dell'Arma dei carabinieri, un legame fortissimo che l'accompagnerà tutta la vita, nonostante sia stato calpestato dall'ostilità degli uomini e dalle regole non scritte dell'onore...

Nota: Una storia straordinaria dall'epilogo sorprendente, che ha commosso tutti quelli che l'hanno conosciuta e che, per l'intensità del messaggio in essa contenuto, merita di essere, come si legge nella Prefazione di Rita Borsellino, "ascoltata, vissuta e tramandata".

ESCE IN LIBRERIA LA VITA QUANDO ERA NOSTRA, di Marian Izaguirre, EDIZIONE 


Madrid, anni Cinquanta. «Mi manca la vita quando era nostra…» Lola lo ripete spesso al marito Matías, ripensando ai giorni pieni di libri, progetti e idee, prima che la guerra civile cambiasse la faccia e le strade della città, e distruggesse in un colpo solo le loro vite, la loro casa editrice, e i loro sogni. Ora Lola e Matías hanno una piccola libreria, incastonata in un vicolo seminascosto della città. Una libreria di libri già letti: libri usati, passati di mano in mano e di vita in vita, che Matías raccoglie e rivende andando in giro per le case madrilene. Ed è proprio mentre, carico di una pila di volumi, si inerpica come ogni giorno su per il vicoletto, che una donna lo vede. Si chiede chi sia quest'uomo che gira la città con le braccia piene di libri, e comincia a seguirlo. Da quel giorno la vita di Alice, inglese arrivata a Madrid prima della guerra, cambia per sempre. Grazie alla piccola libreria di Matías, e grazie a un libro: quello sistemato su un leggio in vetrina, che Lola e Alice leggeranno insieme, pagina dopo pagina. Piano piano, un'amicizia eccezionale, intensa e tessuta capitolo dopo capitolo, prende forma. Un'amicizia tra due donne che portano entrambe il peso del passato, due segreti – e due amori – nascosti nelle pieghe degli anni di guerra, e che entrambe troveranno, infine, il coraggio di rivelare. Solo così la vita com'era prima, prima della guerra, prima della dittatura, forse potrà tornare. 


Il romanzo dell'anno in Spagna, da un'autrice amatissima in patria tradotta per la prima volta in italiano, che ha saputo racchiudere in queste pagine una storia delicatissima, femminile e magica, regalandoci allo stesso tempo un inno straordinario alla bellezza e al potere della lettura. Perché un giorno senza leggere è un giorno perso.


ESCE IN LIBRERIA LA CREATURA DEL DESIDERIO, di Andrea Camilleri, EDIZIONE MONDADORI.



Nel 1912, un anno dopo la morte di Mahler, la sua giovane vedova, considerata la più bella ragazza di Vienna e allora poco più che trentenne, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Inizia una storia d'amore fatta di eros e sensualità, che sfocerà ben presto in una passione tanto sfrenata quanto tumultuosa. Viaggi, fughe, lettere, gelosie e possessività scandiscono i successivi due anni, durante i quali l'artista crea alcune fra le sue opere più importanti, su tutte La sposa del vento. Ma la giovane donna è irrequieta e interrompe brutalmente la relazione. Kokoschka parte per la guerra con la morte nel cuore. Al suo rientro in patria, traumatizzato dal conflitto e ancora ossessionato dall'amore perduto, decide di farsi confezionare una bambola al naturale con le fattezze dell'amata. Questa è la sua storia.



ESCE IN LIBRERIA IL PRIMO CAFFE’ DEL MATTINO, di Diego Galdino, EDIZIONE PICKWICK.
Massimo ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all'alba, attraversa le vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata, quello dall'aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi e un po' di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso? Né tanto meno a farsi capire in nessuna lingua: al punto che, tempo cinque minuti di interazione, si ritrova una zuccheriera rovesciata addosso, la porta sbattuta in faccia e qualcosa di molto simile a un cuore spezzato che gli martella nel petto. Ma la ragazza con le lentiggini, che viene da Parigi, di nome fa Geneviève e di mestiere inventa cruciverba, tornerà presto da Massimo: perché ha un segreto che non può rivelare a nessuno, e che la lega proprio a quel luogo. Massimo - che da quando l'ha incontrata la prima volta, con la frangia spettinata e il vestito rosso - non se l'è più tolta dalla testa, non potrà che corteggiarla...

ESCE IN LIBRERIA STORIA D’AMORE IN TEMPO DI GUERRA, di Giorgio Van Straten, EDIZIONE MONDADORI.


Il dottor Capecchi, bibliotecario e storico a tempo perso, in cerca di una passione che gli accenda la vita, si sta dedicando alla stesura della biografia di Antonio Manca, uno dei più importanti politici italiani della seconda metà del Novecento, un padre della Repubblica. Ormai anziano e accudito da un infermiere, durante uno degli incontri con il suo aspirante biografo Manca pronuncia il nome di Enrico Foà, e le antenne del bibliotecario ne captano l'importanza. Chi era Foà? E perché non compare in nessun libro, in nessun archivio? Grazie a questo nome - e a una visita al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano - Capecchi incontra Miriam, ebrea emigrata da decenni in Argentina. Lei Enrico Foà l'ha conosciuto. Lo ha amato. E lo ha perduto. E se quando si incontrano Miriam non confessa nulla a Capecchi, sarà proprio la sua voce registrata ad attraversare l'oceano grazie a una chiavetta usb svelandogli infine il segreto nascosto tra le pieghe del passato, nelle vie operose del Ghetto di Roma prima del fatidico 16 ottobre 1943, per le strade di quella città che a ogni angolo offriva a due ragazzi ardenti uno scorcio di speranza. Un amore forte come solo da giovani, e in guerra, lo si può provare emerge dal buio e ci consegna la chiave del proprio significato, della propria stessa fine, di una scelta radicale di cui il mondo non sentirà mai parlare.