giovedì 2 gennaio 2014

La signorina Tecla Manzi, di Andrea Vitali

Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Bellano, 1935

Nella tranquilla Bellano, l’unico problema per il brigadiere Mannu sono i dispettucci e la rivalità con l’appuntato Misfatti e capire cosa dice quando parla il carabiniere Locatelli, dal pesantissimo accento bergamasco quasi incomprensibile per lui che è sardo.
Un giorno si presenta in caserma la signorina Tecla Manzi, una svampita vecchietta del paese che denuncia il furto di un quadretto del Sacro Cuore di Gesù che si trovava da sempre appeso sopra la testiera del letto di suo fratello, recentemente scomparso.
Sulle prime ovviamente la reazione è quella di accontentare solo a parole l’anziana signorina: che importanza può mai avere il furto di un quadretto, soprattutto visto che il podestà preme perché sia fatta luce su un presunto scambio di bare nel locale cimitero? Ma poi le cose cambiano e i due avvenimenti sembrano intrecciarsi fra loro….

Un altro paicevole romanzo di Andrea Vitali, scrittore ormai da me promosso a pieni voti, che a me ricorda molto il suo omonimo siciliano Camilleri per la sua capacità di  concentrare storie e personaggi in un piccolo paese di provincia, tant’è vero che personalmente ho definito Bellano “la Vigata del Nord”.
Un paesino di provincia a ridosso del lago, tranquillo, con il solito miscuglio di personaggi che nascondono un’umanità di vario tipo, piccolo specchio de mondo più vasto e dove a volte dietro ad apparenti questioni di poco conto si nascondono veri  e propri misteri. Come succede in questo caso, dove il furto di un quadretto di poco conto denunciato da un’anziana signorina svampita (e conosciuta anche per aver passato anni addietro un periodo in manicomio) sembra al brigadiere solo l’ennesima seccatura di poco o nessun conto, soprattutto visto che si sovrappone a un caso che, sebbene più importante, non è niente di più che un diversivo dal sonnacchioso tran tran cui il brigadiere è ormai abituato.E invece le due cose si riveleranno strettamente legate, e grazie ai soliti risvolti abilmente sciorinati dall’autore, il giallo rivelerà risvolti sempre più imprevisti, che culmineranno in un altrettanto imprevisto finale.

L’autore, col suo stile scorrevole e capace di catturare le personalità dei vari personaggi da pochi tratti del carattere e del fisico ben precisi, tiene il lettore avvinto in una storia semplice ma avvincente e anche divertente. Essendo il terzo libro che leggo, per me è la conferma che è un’autore che seguirò.

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