martedì 14 gennaio 2014

Patto d'amore, di Mary Jo Putney


Titolo originale: The bargain

Anno di pubblicazione: 1999

Ambientazione: Inghilterra, 1800

Alla morte del padre Lady Jocelyn apprende che per disposizione testamentaria del defunto erediterà la proprietà di famiglia solos e si sposerà entro il suo 25mo compleanno;alla fatidica data mancano poche settimane e la nostra eroina, nonostante abbia vari corteggiatori,non ne ha ancora scelto uno e per un motivo ben preciso:l’unico uomo che lei desidera sposare è il duca di Candover, e non certo per motivi sentimentali quanto per affinità culturali e per ottenere una prestigiosa posizione sociale.Ma nonostante i suoi tentativi il duca non è interessato a lei più di tanto, e quindi Jocelyn si trova a dover agire in tutta fretta.
Il destino le dà una mano:andando in ospedale a trovare un amico conosce David, un soldato morente preoccupato per la sorte della sorella Sally, che dopo la sua morte resterà completamente sola e povera.Jocelyn gli propone un accordo :lui la sposerà, permettendole di rimenere nella propria casa, e in cambio dopo la sua morte lei provvederà a prendersi cura di qualsiasi necessità della sorella.Sposando un morente, Jocelyn è così sicura di rimanere presto vedova ( e quindi libera) che decide, finchè David è vivo,di trattarlo come un marito qualunque:lo porta a casa, lo cura e dopo una rischiosa operazione effettuata da uno stravagante medico scovato da Sally accade l’incredibile:David comincia a riprendersi ogni giorno che passa fino a quando viene dichiarato completamente fuori pericolo!
Jocelyn passa quindi dalla condizione di quasi vedova a quella di moglie a tutti gli effetti ( o quasi),e non di un marito qualunque:di un uomo affascinante,sensibile, intelligente, colto e con una forte personalità:insomma il suo uomo ideale.E non potrebbe andare meglio, se non fosse che i dubbi che dilaniano entrambi rischiano di soffocare sul nascere un’unione vera....



Jocelyn, la protagonista di questo romanzo di Mary Jo Putney, non è il tipo di eroina che solitamente si trova in un romanzo rosa.Infatti l’amore è davvero l’ultima cosa che le passa per la testa: non crede nell’amore o nel romanticismo, ma più realisticamente che il massimo che si possa trovare nella vita di coppia sia affinità culturali e prestigiosa posizione sociale.L’idea di doversi sposare la sconvolge profondamente, ed è per questo che sceglie il morente David, perché così otterrà due piccioni con una fava:la propria indipendenza e l’attenzione del suo vero “obiettivo”, il duca di Candover, che a quanto pare si interessa solo alle vedove…
In realtà tutto questo cinismo nasconde un animo profondamente ferito dalla separazione dei genitori, avvenuta durante la sua infanzia:tra le altre cose, quel grand’uomo del padre l’ha usata come arma di vendetta contro la ex moglie, impedendole di vedere la figlia e facendo credere a quest’ultima che la madre l’aveva abbandonata!
Quando il “marito per caso”si riprende improvvisamente Jocelyn è sconvolta e non solo per ovvi motivi ma anche perché col passare del tempo intuisce che tra un uomo e una donna ci può essere davvero qualcosa di più di quello che lei crede, ma la paura di scoprire cosa è davvero tanta…e se poi le cose andassero male?
D’altro canto il gentile e affascinante David, anche lui segnato da un triste storia familiare, non si aspetta nulla dalla donna che ha sposato solo per assicurare un futuro alla sorella, è anzi disposto a concederle l’annullamento;ma poi impara a conoscerla e un poco alla volta ad amarla,e tutto ciò lo porta a tentare di penetrare nella corazza in cui si è avvolta senza tuttavia forzarla, rispettando la sua intelligenza e la sua personalità.Insomma un uomo con la U maiuscola….e una storia d’amore dolce e delicata, una reciproca scoperta di sé stessi e dei propri sentimenti

domenica 12 gennaio 2014

Novità in libreria

Per ora una sola, ma molto interessante:

ESCE IN LIBRERIA  E’ COSì  LIEVE IL TUO BACIO SULLA FRONTE, di Caterina Chinnici, EDIZIONE MONDADORI.



Il 29 luglio 1983 la mafia fa esplodere un'autobomba in via Pipitone Federico a Palermo: muoiono il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove il magistrato viveva insieme alla moglie e ai figli.
Rocco Chinnici era da tempo nel mirino. Innovatore e precursore dei tempi, aveva intuito che, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, era necessario riunire differenti filoni di indagine, comporre tutte le informazioni e le conoscenze che ne derivavano.
Per farlo, riunì sotto la sua guida un gruppo di giudici istruttori: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello. L'anno dopo la sua morte, questo gruppo prenderà il nome di «pool antimafia».
La storia ci tramanda come e perché Rocco Chinnici sia stato ucciso. Ci tramanda un eroe. A lui però non sarebbe piaciuto essere chiamato così. Era prima di tutto un uomo, un padre, cui è toccata in sorte una vita straordinaria, o forse un destino, che lui ha scelto di assecondare fino alle estreme conseguenze.
Dopo decenni di silenzio, Caterina Chinnici, la figlia primogenita - a sua volta giudice, a sua volta impegnata nella lotta alla mafia, a sua volta sotto scorta - sceglie di raccontare la loro vita «di prima», serena nonostante le difficoltà, e la loro vita «dopo». Sceglie di raccontare come lei, i suoi fratelli e la madre abbiano imparato nuovamente a vivere e siano riusciti a decidere di perdonare: l'unico modo per sentirsi degni del messaggio altissimo di un padre e un marito molto amato.
«Ci siamo protetti per trent'anni dietro uno scudo di riservatezza, ma mi sono detta che forse era il momento di raccontarlo, questo giudice, dandogli sulla carta la forma che ha per me e che riconosco come sua: con tanto di manone e voce tonante, con la delicatezza struggente che usava con tutti noi e la forza incrollabile che ci ha tenuto in piedi anche dopo la sua morte».

giovedì 9 gennaio 2014

La tartaruga, di Bruno Lauzi



Anno di pubblicazione: 2007


"Tutti pensano che tartaruga e lumaca siano sempre stati sinonimo di lentezza. E invece tanto tempo fa le tartarughe andavano velocissime: veloci al punto che potevano correre a testa in giù e sfrecciare come siluri per la campagna. Finché un incidente non consigliò a una bella tartaruga di andare piano e di lasciar correre gli uomini. Fu così che, mentre gli uomini continuavano ad affannarsi senza fermarsi mai, loro scoprirono la felicità: il piacere di un bel bagno, un bosco di carote, un mare di gelato e un lago di frittata che prima per la fretta non avevano mai notato...."

Ancora oggi una delle canzoni più amate dai bambini, questa della tartaruga scritta e cantata nel 1974 da Bruno Lauzi, e uno dei primi libri pubblicati nella collana Gallucci dedicata alle canzoni italiane.
In questo particolare caso la simpatica  storia di come la tartaruga diventò lenta può essere letta ai bambini anche solo come storia, estraniandola dalla canzone.
Come sempre ottime illustrazioni di Altan, sopratutto nella parte dove compaiono "un bsco di carote, un mare di gelato", "un prato d'insalata, un lago di frittata, spaghetti alla chitarra per passare la serata", ciliegina sulla torta "un  biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa". :)

Per te, di Jovanotti



Anno di pubblicazione: 2009


Dal sito Gallucci:

"Per te. La campanella a scuola, lo scodinzolio dei cani, il profumo delle stelle, il mare che sa di sale, una maglietta a righe e la chiave dei segreti... E per te ogni cosa che c'è ninna-na ninna-e ninna-na ninna-e."

Altro bel libro della collana   , che stavolta illustra la canzone che Jovanotti dedicò alla figlia Teresa appena nata nel 1999. 
La piccola protagonista è ritratta come una paffuta e vivace bambina alla scoperta del mondo: il primo bagnetto nel mare, il profumo delle fragole, la froma delle nuvole, un giro in biciletta in centro il sabato, tutte piccole cose che rendono piacevole la vita.
A dire la verità la canzone non appassiona eccessivamente i bambini, anche perché un poco più lunga rispetto a quelle cui sono abituati, però solitamente con questo libro si divertono sfogliando le figure che la rendono più comprensibile. 
Notevoli, come sempre, le illustrazioni di Altan, nella loro semplicità bellissime e facili da copiare per i bimbi.

lunedì 6 gennaio 2014

Chi ben comincia...

Consueto appuntamento mensile con "chi ben comincia"...





"E' tardi, eppure non riesco a dormire.
Come sempre i miei pensieri  tengono lontano il sonno, e questa sera sembrano particolarmente turbolenti, anche se non ne conosco il perchè. Forse sono il vento che soffia teso e selvaggio, come per spazzare ogni cosa sul suo sentiero, e il mare che va a infrangersi contro le possenti rocce della fragile scogliera lungo la spiaggia, quasi a volerle ridurre in frantumi, che mi fanno rabbrividire nello scialle e misurare a lenti passi il pavimento, come è ormai mia abitudine. Ma ne dubito
Sono vecchia, più vecchia della mai età, troppo vecchia per lasciarmi spaventare dall'urlo minaccioso del vento, dei lampi e dai tuoni, dagli scrosci di pioggia sulla brughiera.
Ciononostante ho paura, ma non dele temporale; sono i folli ricordi a farmi rabbrividire."

Da "La luna sulla brughiera" di Rebecca Brandewyne

giovedì 2 gennaio 2014

La signorina Tecla Manzi, di Andrea Vitali

Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Bellano, 1935

Nella tranquilla Bellano, l’unico problema per il brigadiere Mannu sono i dispettucci e la rivalità con l’appuntato Misfatti e capire cosa dice quando parla il carabiniere Locatelli, dal pesantissimo accento bergamasco quasi incomprensibile per lui che è sardo.
Un giorno si presenta in caserma la signorina Tecla Manzi, una svampita vecchietta del paese che denuncia il furto di un quadretto del Sacro Cuore di Gesù che si trovava da sempre appeso sopra la testiera del letto di suo fratello, recentemente scomparso.
Sulle prime ovviamente la reazione è quella di accontentare solo a parole l’anziana signorina: che importanza può mai avere il furto di un quadretto, soprattutto visto che il podestà preme perché sia fatta luce su un presunto scambio di bare nel locale cimitero? Ma poi le cose cambiano e i due avvenimenti sembrano intrecciarsi fra loro….

Un altro paicevole romanzo di Andrea Vitali, scrittore ormai da me promosso a pieni voti, che a me ricorda molto il suo omonimo siciliano Camilleri per la sua capacità di  concentrare storie e personaggi in un piccolo paese di provincia, tant’è vero che personalmente ho definito Bellano “la Vigata del Nord”.
Un paesino di provincia a ridosso del lago, tranquillo, con il solito miscuglio di personaggi che nascondono un’umanità di vario tipo, piccolo specchio de mondo più vasto e dove a volte dietro ad apparenti questioni di poco conto si nascondono veri  e propri misteri. Come succede in questo caso, dove il furto di un quadretto di poco conto denunciato da un’anziana signorina svampita (e conosciuta anche per aver passato anni addietro un periodo in manicomio) sembra al brigadiere solo l’ennesima seccatura di poco o nessun conto, soprattutto visto che si sovrappone a un caso che, sebbene più importante, non è niente di più che un diversivo dal sonnacchioso tran tran cui il brigadiere è ormai abituato.E invece le due cose si riveleranno strettamente legate, e grazie ai soliti risvolti abilmente sciorinati dall’autore, il giallo rivelerà risvolti sempre più imprevisti, che culmineranno in un altrettanto imprevisto finale.

L’autore, col suo stile scorrevole e capace di catturare le personalità dei vari personaggi da pochi tratti del carattere e del fisico ben precisi, tiene il lettore avvinto in una storia semplice ma avvincente e anche divertente. Essendo il terzo libro che leggo, per me è la conferma che è un’autore che seguirò.