lunedì 9 dicembre 2013

La società letteraria di Guernsey, di Mary Ann Shaffer


Titolo originale: The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Inghilterra, 1946

Juliet  Ashotn  è una scrittrice londinese in cerca di un soggetto per il suo nuovo romanzo. Un giorno riceve una lettera da parte  Dawsey Adams, un allevatore che vive sull’isola di Gurnsey, che ha trovato il suo indirizzo su un vecchio libro. I due cominciano uno scambio epistolare, e così Juliet viene a conoscenza della “Società   “ formata da Dawsey e altri abitanti dell’isola,un circolo letterario di semplici amici che si riuniscono per commentare i libri letti. Incuriosita, Juliet chiede a Dawsey di metterla in contatto con gli altri membri del gruppo, che accettano volentieri di scriverle per raccontare la loro esperienza; anche con loro comincia un intenso scambio epistolare che presto diventa amicizia, al punto da spingere Juliet a recarsi personalmente a Guernsey per conoscere gli amici di persona...

Da tempo volevo leggere questo romanzo e grazie alla entusiasta recensione di Lady Jack del blog http://paperlife3.blogspot.it/    mi sono finalmente decisa.
Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se ha una grossa pecca, almeno per me:lo stile epistolare, che non amo e che mi ha spesso impedito di leggere altri romanzi scritti in questo modo. Trovo che con questo tipo di scrittura i personaggi non vengono mai ben delineati, rimangono sempre dei "vuoti" sulla loro storia, sulla loro psicologia, sul loro carattere, in quanto le vicende non vengono narrate da un punto di vista imparziale ma da quello personale dello scrivente di turno. 
Ho riscontrato tutto ciò anche in questo romanzo purtroppo: non sappiamo ad esempio quasi nulla delle vite di Isola, Dawsey e Amelia, conosciamo molto poco del personaggio di Sophie e solo come interlocutrice prediletta di Juliet, non viene raccontata molto bene la storia tra Elizabeth e Christian e anche l'amore tra Juliet e Dawsey sarebbe stato più interessante se avessimo potuto avere una descrizione delle emozioni e pensieri dei protagonisti a riguardo.
Nonostante ciò per chi ama i libri vale davvero la pena di leggere questo libro, sopratutto i pensieri dei vari componenti del club letterario e il loro modo di rapportarsi agli autori e ai romanzi scelti, ma anche per i legami di amicizia nati a causa dell'improvvisato club. In generale tutta la storia è meritevole, troviamo ben descritto il clima durante l'occupazione nazista, i dolori, le privazioni,le sofferenze e i piccoli atti di eroismo.
Oltre ai personaggi che compaiono nel romanzo c'è anche una "protagonista nascosta", Elizabeth, che compare nelle descrizioni degli amici in quanto scomparsa durante l'occupazione, ma che lascia il segno per il suo coraggio, il suo spirito libero, la sua generosità (anche se a volte ho trovato che la mano fosse un po' troppo calcata: possibile che tutte queste doti appartenessero solo  a lei?possibile che ogni volta che c'è un guaio arriva lei e, zacchete,lo risolve?).
Il mio consiglio finale è questo: anche se come me non amate lo stile epistolare provate ugualmente a leggere questo romanzo perchè comunque sia costituisce una gradevole eccezione!

5 commenti:

  1. Ciao!
    La trama mi ha incuriosito subito, però non disdegno lo stile epistolare. Forse il fatto che sentimenti, rapporti e caratteri non siano ben descritti è, in questo caso, una pecca dell'autrice. Te lo dico perché ho letto tanti romanzi con questo stile e devo dire che sono riuscita a immergermi nella storia e a comprendere i personaggi fino in fondo, in tutte le loro sfumature.
    In ogni caso grazie per il consiglio! :-)

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    1. Mah, secondo me è dovuto anche allo stile, anche io avendo letto vari romanzi così ho sempre trovato gli stessi problemi. o magari sono proprio io...chissà!

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  2. Grazie di aver preso in considerazione questo romanzo in seguito alla mia recensione (http://paperlife3.blogspot.it/2013/10/la-societa-letteraria-di-guernsey.html).
    A me è piaciuto tantissimo!
    Ho effettivamente verificato che lo stile epistolare per molti lettori è un ostacolo, però ci sono tanti romanzi che proprio a questa particolarità devono gran parte del loro fascino: non solo "La società letteraria di Gurnsey", ma pensiamo anche al "Dracula" di Bram Stoker, o a "Le relazioni pericolose" di Choderlos De Laclos...
    Personalmente credo che in questo caso le "lacune" narrative dovute alla profusione di lettere, biglietti e telegrammi possano essere riempite bene dal lettore, senza danni per la comprensione.

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    1. Al di là dellos tile è davvero un bel romanzo, con una buona idea di base. ma, causa allergia allo stile epistolare, quest'estate non sono riuscita a leggere "Clarissa"...

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  3. Ti invio i miei migliori AUGURI di BUONE FESTE.
    A presto.... e buona lettura!

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