giovedì 26 dicembre 2013

Canto di Natale, di Charles Dickens



Titolo originale: A Christmas Carol

Anno di pubblicazione: 1843

Ambientazione: Inghilterra, 1800

Collegamento con altri romanzi:
 è il più famoso della serie "Libri di Natale", composta da:

- Canto di Natale (1843)
-Le campane  (1845)
- Il grillo del focolare (1845)
- La battaglia della vita (1846)
-Il patto col fantasma (1848)

Il vecchio e ricchissimo Ebenezer Scrooge, talmente avaro da non spendere soldi nemmeno per riscaldare casa propria o il proprio ufficio, odia il Natale a tal punto da concedere al povero impiegato Bob Cratchit solo mezza giornata; per lui Natale è solo un giorno che i fannulloni prendono come scusa per non lavorare.
La sua vita è sempre stata dedicato al denaro e al guadagno, ma durante la notte della vigilia di Natale, avviene un fatto straordinario: gli appare il fantasma dell'ex socio- da tempo deceduto- Jacob Marley, legato per l'eternità a pesantissime catene fatte di banconote, cambiali, assegni; Marley gli spiega che dopo la morte la sua anima è stata dannata proprio per aver condotto lo stesso tipo di vita di Scrooge, e che il tuo intento è quello di metterlo sull'avviso affinchè abbia almeno una possibilità di salvarsi dallo stesso destino.
Spaventato a morte, Scrooge durante la notte riceverà la visita di alcuni misteriosi spiriti (passato, presente e futuro) che gli mostreranno un nuovo modo di vivere...


Uno dei classici natalizi per eccellenza, il racconto dickensiano non è una semplice favola di Natale ma nasconde dentro di sè una forte critica alla società capitalistica, che considera il denaro il valore fondamentale e lascia indietro chi è povero o malato, condannandolo a una vita senza speranza e di stenti.
La narrazione presenta vari stili, tra cui predominano lo stile gotico (l'apparizione del fantasma di Marley, quella dei tre spiriti, la scena del Natale futuro) e moralistico (la critica alla società di cui sopra), il tutto in un avvincente mix che non permette al lettore di staccarsi dalla pagina se non appena arrivato alla fine.
Personaggio predominante il vecchio avaro  affarista (ma qualcuno sostiene usuraio, anche se nel libro non è specificato) Ebenezer Scrooge, un uomo davvero insensibile e arido, tant'è che arriva persino a maltrattare il nipote, l'unico familiare rimastogli e l'unico che nonostante tutto si interessa a lui, o a non riscaldare nemmeno casa propria per risparmiare (e credo che la casa fredda rappresenti il freddo cuore del personaggio).
Eppure pian piano ì,durante la lettura, scorgiamo in lui tanti segni di un'umanità repressa e dimenticata, forse volutamente per non soffrirne:l'infanzia con l'amata sorella, morta giovane, il primo lavoro con un buon capo da lui apprezzato, l'amore per una giovane donna...tutto svanito e sacrificato sull'altare del soldo, tant'è che la scena si conclude con Scrooge preso da rimpianti.
Nel "secondo atto" (il racconto è strutturato come una rappresentazione teatrale) A Scrooge viene mostrato come vivono molte delle persone che lo circondano, sopratutto il suo impiegato Cratichit, con moglie e figli, di cui uno gravemente ammalato...eppure in quella povera casa dominano il sorriso, la gioia di stare assieme, il piacere di scambiarsi gli auguri con amici e parenti; tutte cose che Scrooge non ha mai avuto. In particolare il vecchio rimane colpito dal piccolo Tim, che nonostante la povertà e la malattia ha una grande gioia di vivere e un grande amore, che gli permette di rivolgere un pensiero anche al signor Scrooge (mentre tutti gli altri gli rivolgono pensieri sarcastici e di disprezzo).
Nel terzo atto abbiamo lo spirito dei Natali futuri se Scrooge non cambierà: domineranno morte, povertà e tristezza.
Come prosegue penso lo sappiano tutti: dopo "I tre moschettieri", il Canto di Natale è l'opera letteraria che ha avuto il maggior numero di trasposizioni cinematografiche e televisive, in tutte le salse (a proposito: lo sapevate che Paperone fu disegnato da Walt Disney proprio ispirandosi a Scrooge....e infatti il nome originale in inglese è questo?). Quello che conta ovviamente oltre la storia,è  il modo di raccontare, gli insegnamenti moralistici, i significati simbolici e l'atmosfera che esce dalle pagine, oltre a personaggi indimenticabili, ognuno a suo modo.
Un libro veramente da non perdere, anche se avete già visto qualche film o cartone.



1 commento:

  1. Una delle mie versioni preferite del romanzo dickensiano è quella dei Muppetts, in cui Scrooge è interpretato da Michael Caine, mentre tutti gli altri personggi sono pupazzi: grande e divertente!

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