sabato 16 novembre 2013

Romanzo criminale, di Giancarlo De Cataldo


Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Roma, anni ‘70

Nella Roma degli anni ’70 tre teppisti di borgata, il Freddo, Dandi e il Libanese si accordano con altri delinquenti cercando di formare una banda che in teoria, secondo i sogni del Libanese che ne è il capo, dovrebbe “conquistare” Roma. Nasce così una spietata organizzazione, le cui vicende si intrecciano con la storia d’Italia nell’arco di una ventina d’anni circa. Alla storia criminale si intrecciano anche le storie personali dei personaggi…

Come ormai anche i muri sanno, sono la fan numero uno di “Romanzo criminale”: libro, film, serie tv, per me non hanno segreti. Ne sono rimasta conquistata fin dalla prima visione del film (che ho visto prima di leggere il romanzo), e inevitabilmente appena iniziato a leggere il libro sapevo già sarebbe rientrato tra i miei libri preferiti.
Nonostante alcune differenze tutto sommato marginali (compresa la moglie del Dandi, che nel film più logicamente non appare, vista la scarsa importanza del personaggio), la trama è la stessa- e come molti sapranno, è ispirata alle vicende della Banda della Magliana- una storia che copre un arco temporale di alcuni anni (con finale sui primi anni ’90), importanti nella storia del nostro Paese: gli anni di piombo, della lotta alla mafia, della guerra fredda, della caduta del muro di Berlino fino ad arrivare ai primi segnali di Tangentopoli.
Tutti fatti che qui fanno solo da sfondo, in quanto i nostri protagonisti sono dei borgatari romani che certo non hanno alcun interesse sociale o politico, ma il cui più grande desiderio è comandare su Roma, prendersi quel posto al solo nell’ambiente della delinquenza che li farebbe sentire finalmente importanti.
I tre personaggi principali sono tre amici di lunga data con storie assai diverse, ma che alla fine soccomberanno alla brama di potere che stravolgerà l’intero gruppo, sfaldando anche i rapporti di amicizia più solidi e sinceri e gli ideali che anche loro hanno avuto.
Dandi il vanitoso snob e infido, Freddo il più sensibile, il Libanese più ingenuo, più i loro amici e compagni dapprima sgangherati e – per quanto delinquenti- accomunati non solo dal loro sogno di conquistarsi il loro posto al sole, ma da ideali di amicizia, codice d’onore e lealtà ai compagni, sono personaggi indimenticabili, per cui alla fine nonostante tutto si finisce non dico per parteggiare ma per provare un'affinità, una sorta di solidarietà necessaria per seguirne le sorti, in un'Italia che cambia e che si sfalda come la banda.
Lo stile narrativo, abbastanza asciutto, unisce giallo, dramma e qualche pungente battuta ironica ogni tanto affidata al personaggio di turno; non è difficile per il lettore essere catturato dalle vicende e sentirsi invogliato ad arrivare al finale (non troppo esaustivo a dire la verità, ho preferito quello del film), per cui posso ben dire che "Romanzo criminale" è uno dei migliori libri di questi ultimi anni.
Sono sicura che può piacere anche ai non amanti del genere, ma del resto come vi sarete accorti sono abbastanza parziale riguardo  a questo libro....:)

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