martedì 19 novembre 2013

Marina Bellezza, di Silvia Avallone


Anno di pubblicazione:2013

Ambientazione: Biella/Piedicavallo, 2012



Marina è una giovane aspirante cantante , il cui unico obiettivo è quello di diventare famosa a ogni costo; Andrea è il figlio malvoluto dell’ex sindaco di Biella, dal carattere chiuso e scostante, che sogna di ritirarsi sui monti e allevare mucche, come suo nonno. I due fin da ragazzini sono uniti da un amore passionale e violento che li spinge a cercarsi, mettersi insieme, farsi del male, lasciarsi nel mentre che cercano ognuno di coronare il proprio sogno, mentre attorno a loro tutto cade a pezzi, non solo materialmente….




La stessa amica che a Natale dell’anno scorso mi regalò “Acciaio”, ora in occasione del compleanno mi ha regalato questa ultima uscita della stessa autrice, Silvia Avallone; devo dire che tanto mi è piaciuto il primo quanto mi ha deluso il secondo.

L’autrice scrive bene, è molto abile nel descrivere una parte d’Italia un tempo fior fiore dell’industria e dell’artigianato e ora, a causa della crisi, in desolata decadenza (i numerosi riferimenti a locali con serrande sbarrate, lanifici e fabbriche chiusi che stanno andando in rovina), a cui corrisponde una deriva di valori dei protagonisti, dando quindi l’idea di un mondo che sta crollando, sul quale bisogna impegnarsi a ricostruire partendo forse dal riscoprire le proprie radici con un ritorno al passato che riscopre tempi e abitudini degli avi. Cosa che certo non può valere per tutti, ad esempio per la sottoscritta.
Infatti non è l’ambientazione il problema di questo libro, ma i suoi protagonisti: sembra infatti che l’auitrce si sia impegnata al massimo- peraltro riuscendoci, a mio avviso- nel tratteggiare i personaggi più insopportabilmente antipatici della letteratura italiana moderna…e questo  nonostante tutte le attenuanti che si può loro concedere: ma veramente, non ho potuto sopportare Marina e Andrea per gran parte della lettura.
Lei- il cui nome e cognome danno il titolo al romanzo- è una presuntuosa, egoista, viziata, egocentrica e ignorante ragazzetta di provincia con, dalla sua parte, due uniche qualità che a quanto pare le bastano per arruffianare tutto e tutti: una stratosferica bellezza e una voce da manuale,tant’è che il sogno della sua vita è diventare una cantante. Non tanto per amore della musica, ma dell’apparire, dell’esibirsi, dell’avere una folla adorante ai suoi piedi, come ai suoi piedi è sempre stato Andrea e come, del resto, lei si aspetta che lo sia tutto il resto del mondo, considerando la cosa come ovvia. A Marina non importa nulla di nessuno, in fondo non le importa nemmeno della carriera che vorrebbe intraprendere; le persone per lei esistono solo in funzione di quello che a lei potrebbero servire e soprattutto del soddisfare il suo sfrenato esibizionismo.
Chi non rientra in questi parametri o non esiste, o altrimenti è cattivo e crudele: gli ex compagni di scuola che non l’ammirano, le altre partecipanti ai vari talent che spettegolano su di lei, la povera coinquilina Elsa che, nel suo unico momento di ribellione viene dipinta come un mostro di cattiveria scontando poi questo attimo per tutto il resto del romanzo, in cui si prostra ai piedi della povera vittima in tutti i modi cercando invano il suo perdono. Certo, non è tutto oro ciò che luccica: Marina viene comunque rappresentata come una persona sola, senza amici, abbandonata dai genitori, con il zerbino Andrea come unica presenza fissa nella sua vita (capirai la soddisfazione), comunque sia il suo atteggiamento, la sua volgarità, il suo egoismo spietato sono assolutamente ingiustificabili, e la sottoscritta l’avrebbe volentieri mandata in miniera, altro che talent show!!!!
Lui è un pelino più accettabile, ma un pelino-ino-ino: quello che viene descritto come un ragazzo tormentato, sofferente e ombroso perché ha preso dal nonno montanaro in realtà è un disturbato mentale di non poco conto-da ragazzino ha tentato di annegare il fratello e da bambino ha fatto fuori il cane di casa mettendolo in lavatrice-, oltre all’ossessione distruttiva per Marina, che lui si ostina a vedere come propria donna ideale anche se, al di là dell’attrazione fisica, niente li lega veramente. Per non parlare poi dell’assurda pretesa che Marina accetti di condividere il suo ideale e la sua visione della vita, quando la ragazza ha fatto chiaramente capire in mille modi che non c’è nulla di più distante dal suo modo di essere da quello che lei desidera (e questo, mettendo un attimo da parte i superficiali sogni della ragazza, sarebbe irritante per chiunque), del modo di trattare la povera Elsa e dell’assurdo rancore contro il fratello, per il quale non gli riesce di fare nemmeno quel minimo tentativo per recuperare il rapporto o provare  a capirsi.
Certo, sia Marina che Andrea hanno come attenuante due famiglie alle spalle distruttive,ognuna a modo loro:lei con madre alcolizzata e padre assente perso dietro sogni di gloria più stupidi di uelli della figlia, lui proveniente da una famiglia ricca ma poco amato rispetto al fratello maggiore,figlio prediletto. Ciononostante trovo questa giustificazione insufficiente per il modo di fare che ‘sti due tengono per tutto il romanzo.
Vittima principale della coppia Elsa, ex compagna di scuola di Andrea e coinquilina di Marina, da sempre innamorata di lui e che lui usa e sfrutta in maniera talvolta anche brutale per poi gettare via come uno straccio, per non parlare di lei che la considera alla stregua di una serva, o anche peggio; certo, Elsa ci mette del suo sottomettendosi in maniera umiliante e cercando di purgare quei pochi ( e sacrosanti) momenti di ribellione. Come personaggio sicuramente vale più dei due cefali, peccato che l'autrice decida che non valga la pena darle il posto che meriterebbe...forse perchè spesso anche nella vita è così: è innegabile riconoscere che spesso chi è bello, chi ha quel "quid" in più degli altri come innegabilmente ce l'ha Marina, le ha tutte vinte, anche quando non lo merita.
Fastidioso poi lo stereotipo che chi vive allevando mucche sia una persona che non si lavi o viva senza acqua corrente nè luce.
Sicuramente se ne verrà tratto un film non andrò a vederlo...mi è bastata la lettura!






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