mercoledì 6 novembre 2013

La ragazza di Charlotte Street, di Danny Wallace


Titolo originale: Charlotte Street

Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Londra, 2012

Jason Priestley, ex insegnante e ora giornalista freelance per un misconosciuto giornaletto londinese, vive con l’amico Dev ed è ancora in crisi per essere stato lasciato dalla fidanzata Sarah, felicemente innamoratasi di un altro.
Una sera, mentre si trova in Charlotte Street, aiuta una ragazza che sta salendo su un taxi a reggere dei pacchetti per qualche secondo, tanto basta per invaghirsene. Appena il taxi parte Jason si accorge che la ragazza ha perduto una macchinetta fotografica di quelle automatiche, e pensa bene di usarla come espediente per cercarla e restituirgliela; da ciò partiranno tutta una serie di imprevedibili fatti…


Ho letto e sentito molti pareri positivi su questo romanzo, e grazie anche all’intrigante trama alla fine fine mi sono decisa a leggerlo.
Risultato: così così. A dire la verità, sono rimasta piuttosto indifferente alle peripezie di Jason (che, sì, porta il nome del protagonista di “Beverly Hills 90210” e per questo viene costantemente sfottuto da tutti), personaggio che sotto certi aspetti ho trovato immaturo e indeciso a livelli preoccupanti, proprio come gli rimprovera la ex fidanzata. L’idea dell’incontro improvviso, della macchinetta dimenticata e di tutto quello che ne consegue sulla carta è carina e accattivante, ma leggendo il libro non ho riscontrato quell’interesse che pensavo, anche perché l’autore si perde spesso in situazioni non proprio lineari e- anche se questo non è necessario- comunque spesso confuse e che ho seguito davvero con poco interesse (cosa che sempre mi capita in questi casi).
L’autore non scrive male e ha un certo talento nel ricreare quadretti con particolare attenzione alle strade di Londra, alle atmosfere, alla descrizione di luoghi fisici periferici, ma purtroppo devo dire che anche per quanto riguarda gli altri personaggi nulla di fatto, a parte forse Dev, l'amico falso superficiale.
Unica cosa interessante, la simpatica idea di intitolare ogni capitolo con titoli di vecchie canzoni.
Per il resto, che dire? Almeno ci ho provato...

Nessun commento:

Posta un commento