martedì 29 ottobre 2013

Piccoli limoni gialli, di Kajsa Ingemarsson


Titolo originale: Sma citrine gula

Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Svezia, 2011

Per Agnes, hostess in un importante ristorante, non è decisamente un bel periodo: nello stesso giorno infatti, viene licenziata per aver rifiutato le avances del suo capo, e quando torna a casa scopre che Tobias, il fidanzato chitarrista in tournee, l’ha appena lasciata via telefono. Andando a trovare i genitori scopre poi che la fabbrica dove lavoravano li ha messi in prepensionamento perché chiuderà, licenziando tutti gli operai.
Per fortuna dopo tanto cercare, almeno sul lavoro le cose cominciano a girare: Agnes infatti incontra un ex collega che ha deciso di aprire un piccolo locale e che le offre di diventare sua socia; nonostante mille titubanze Agnes accetta e si butta a capofitto nell’impresa…

Devo ammettere che stavolta ho scelto questo libro in base al titolo più che alla trama, l’ho trovato davvero molto accattivante (Il titolo, intendo)!
Il romanzo, invece, nel complesso mi ha deluso, non perché sia brutto ma perché proprio non ho avuto molto feeling: le peripezie di Agnes mi hanno interessata esclusivamente per quanto riguarda la parte in cui si descrive la sua vita da disoccupata, resa molto bene in termini psicologici e pratici (notare come il sistema in Svezia sia nettamente diverso da qui e funzioni davvero come aiuto al cittadino disoccupato per trovare un lavoro!), ma per il resto le sue peripezie sentimentali sono rimaste sulla carta (anche se certo una si chiede come possa essere così cretina da riprendersi quel wc di ex fidanzato senza pensare che chi l’ha fatto una volta, lo rifarà!), così come i quadretti familiari, nonostante un fatto drammatico che avviene a un certo punto all’interno della famiglia.
Si vede che per la letteratura svedese non sono molto portata….

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