sabato 19 ottobre 2013

Le piccole donne crescono, di Louisa May Alcott

Titolo originale: Little Women

Anno di pubblicazione: 1868

Ambientazione: Stati Uniti, 1868

Tre anni dopo le vicende raccontate in “Piccole donne”, ritroviamo la famiglia March alle prese con nuovi e importanti avvenimenti: Meg ha sposato John Brooke ed è alle prese con i problema della sua nuova vita di moglie e mamma di due gemelli; Amy frequenta una scuola d’arte grazie alla zia March; la salute di Beth purtroppo peggiora; Jo, rifiutata la proposta di matrimonio da parte di Laurie, decide di trasferirsi a New York e tentare definitivamente la carriera letteraria….

Questo “seguito” di Piccole donne, in realtà è solo la seconda parte del primo romanzo, che molti usano suddividere per comodità, ma che originariamente era un tutt’uno con quello che l’autrice definisce appunto “primo atto”(e se avete visto almeno una delle trasposizioni cinematografiche lo avrete senz’altro notato).
Come da trama, sono passati tre anni dal ritorno del signor March dalla guerra (fatto che segnava la conclusione della prima parte), eppure leggendo ho sempre avuto la sensazione che fosse passato molto più tempo; a parte il fatto che nelle illustrazioni della mia edizione del romanzo effettivamente le quattro sorelle venivano raffigurate molto più adulte rispetto alla prima, ma anche nella narrazione delle vicende, negli stessi personaggi c’è un salto notevole rispetto alla prima parte, più infantile e fantasiosa.
Date le tematiche trattate, credo ciò fosse inevitabile, come inevitabile il fatto che, aprendosi “all’esterno”, le parti interessanti sono proprio quelle che si svolgono lontano da casa March, che da tranquillo e sereno luogo in cui erano prevalentemente incentrare le vicende nella prima parte, ora viene messa in ombra e anzi: quando appare, non si può notare il clima di malinconia con cui è pervasa, che fa subito capire il peggio anche per chi non sapesse come va a finire la storia. Lo scenario si allarga comprendendo la casa di Meg, New York, l’Europa a seconda delle esperienze vissute dalle protagoniste.
Tutte le sorelle, a parte Beth, sono cambiate e cambiano nel corso della storia: Meg non sogna più una grande casa e una vita benestante, ma è felice nella sua modesta casetta come mamma e moglie, anche se affronta qualche problema dovuto alla sua nuova condizione (cosa a mio avviso trattata in maniera molto intelligente dall'autrice, che ci mostra oltretutto come certe ansie, certi modi di fare da "superdonna"- in senso domestico- siano in fondo propri della'nimo femminile in tutte le epoche); Jo è, come sempre, quella che ha la storia più ricca e interessante, dato che compie una cosa abbastanza insolita per una giovane donna dell'epoca: ovvero, decide di andare a vivere da sola a New York per inseguire il suo sogno di diventare scrittrice, lavorando nel frattempo come tata delle figlie di un'amica della madre che la ospita nella sua pensione in cambio di questo aiuto.
E sarà proprio in lei che avverrà il cambiamento in un certo senso più drastico, a cui contribuirà la morte di Beth, la sorella a cui era più legata. Realizzerà per breve tempo il suo sogno di diventare scrittrice, ma poi la sua vita virerà su un binario che prima di allora mai aveva preso in considerazione: sposerà un professore tedesco conosciuto a New York e insieme apriranno una scuola.
La morte di Beth è chiaramente il passaggio più commovente del romanzo: anche qui è da notare la sensibilità con cui l'autrice ha descritto il passaggio del distacco e le emozioni non solo di Beth ma dei vari personaggi della famiglia.
Per quanto riguarda Amy, anche la piccola della famiglia cambierà vita: dopo essere diventata la favorita della zia March che la sceglie come dama di compagnia per il viaggio in Europa al posto di Jo (che lo sognava da anni, francamente ho trovato un po' crudele questo passaggio del libro: anche se Amy era più bella ed elegante Jo con una buona guida avrebbe potuto fare un'impressione altrettanto buona!), dove ritroverà dopo tanto tempo l'amico Laurie, studente universitario già respinto da Jo. Tra i due nasce l'amore (altro passaggio che francamente ho fatto molta fatica a digerire) e si sposeranno, Amy non diventerà un'artista come aveva sempre desiderato ma una giovane e ricca signora, madre di una bambina dalla salute cagionevole.
Insomma, attraverso le vicende della famiglia March abbiamo lo scorrere del tempo e della vita in tutte le sue forme, allegre e tristi.
Forse meno coinvolgente- a un primo impatto- della prima parte, ma più maturo e sopratutto necessario preludio al terzo capitolo.

2 commenti:

  1. Non l'ho letto, ma ce l'ho in lista.
    Grazie per il tuo commento! E' sempre bello confrontarsi ^__^

    RispondiElimina