martedì 1 ottobre 2013

Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald




Titolo originale: The great Gatsby

Anno di pubblicazione: 1925

Ambientazione: Long Island, 1922


Il giovane Nick Carraway si trasferisce per lavoro a Long Island, dove riallaccia i rapporti con la cugina Daisy e il di lei marito Tom Buchanan, persone che non ha mai frequentato molto ma che ora vivono vicino a lui.
Vicino di casa di Nick è lo stravagante miliardario Jay Gatsby, che è solito dare grandissime feste nella sua immensa villa; dopo essere stato invitato qualche volta in quanto vicino, Nick viene avvicinato da Gatsby e stringe con lui una strana amicizia, di cui ben presto capirà il vero motivo: anni prima Jay e Daisy erano fidanzati, ma lei lo lasciò quando lui era in guerra e da allora non si è mai rassegnato. Il suo obiettivo è cercare un primo incontro per riconquistarla, e dato che Nick è il cugino gli  chiede aiuto….


Ho riletto questo romanzo durante l’estate, dopo molti anni: avevo 17 anni la prima volta che lo lessi e mi piacque moltissimo.
Nella rilettura, ho riveduto abbastanza il mio giudizio: bel romanzo, gradevole, ben scritto, ma in fondo nulla di che.
Il suo pregio principale sta nell’essere uno perfetto spaccato della società degli anni ’20, i ruggenti anni del jazz, delle feste smodate, del proibizionismo, dell'esagerazione a ogni costo. Atmosfera scintillante  ed elettrica dietro cui si nasconde un profondo vuoto morale e di valori, perfettamente resi dalla penna di Fitzgerald, i cui personaggi sono immersi in una profonda e devastante solitudine esistenziale, di cui in alcuni casi (Daisy, To, Jordan, Myrtle   ) sono essi stessi gli artefici oltre che le vittime. Non si sa bene, ad esempio, il motivo per cui Daisy abbandonò Jay e sposò Tom,se costretta dalla famiglia o altro: di certo il grande amore l'ho visto solo dalla parte di lui (sebbene  piuttosto idealizzato e ossessivo), lei mi è parsa solo una viziata egoista capricciosa e immatura, incapace di prendersi una qualsivoglia responsabilità. 

Gatsby è una figura grandiosa e drammatica, un uomo molto solo nonostante sia circondato da agi, ricchezze e nonostante abbia la casa sempre piena di gente (e la scena del funerale è emblematica in questo senso), un personaggio che con le sue eccentricità giganteggia su tutti gli altri; suo contraltare probabilmente Nick, il narratore, serio, posato, distaccato, a tratti freddo cronista dei fatti a cui fa da testimone.
Anche le ambientazioni sono descritte in maniera vivida e accurata, come perfetto sfondo per i vari personaggi: in particolare si nota il grande contrasto tra l'enorme palazzo di Gatsby, con il suo giardino perfettamente curato, la fontane, gli arredi grandiosi e stravaganti e le  caotiche feste aperte a tutti, e la confinante casa di Nick più discreta, solitaria, "povera".
Comunque sia un classico da scoprire, se non lo si conosce.

1 commento:

  1. Io invece non l'avevo mai letto, ma incuriosita dall'uscita del film con Di Caprio l'ho preso in mano e... mi è piaciuto molto! Concordo con te su tutto, soprattutto sulla storia tra Daisy e Jay, il grande amore si vede soltanto da parte di lui, lei è beh... è insopportabilmente viziata! Ho visto il film con Redford, ma non mi è piaciuto affatto, non ha reso al meglio la grande solitudine del protagonista... quello con Di Caprio non lo so, ma son curiosa di vederlo!
    Ciaooo

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