lunedì 14 ottobre 2013

Il barone scalpellino, di Lyn Stone



Titolo originale: The Scot

Prima pubblicazione: 2003

Ambientazione: Scozia,1856


James Garwood,barone di Galioch in Scozia,dopo la morte dei genitori si trova talmente indebitato che,come capoclan con la responsabilità della sua gente e della sua tenuta,costretto a lavorare come scalpellino a Londra sei mesi all’anno per guadagnare il minimo per andare avanti.Un giorno ascolta per caso due tipacci che stanno pianificando l’omicidio del conte di Estonby,suo vicino, e di sua figlia Susanna:James corre ad avvertire il conte, e questi per ringraziarlo gli fa un’offerta tanto allettante quanto sconcertante:gli cederà la sua tenuta di Drevers(quella confinante alla proprietà di James) permettendogli di inventarne l’amministratore e quindi di non dover più assentarsi sei mesi l’anno per cercare altrove lavoro…ma solo se sposerà Susanna.La giovane donna infatti ha un caratterino veramente forte:aderendo al movimento delle suffragette,si è fatta paladina dei diritti delle donne,e si è messa nei guai a causa di alcuni comizi troppo movimentati.
James accetta la proposta e Susanna anche, in quanto alla prima impressione le sembra che il marito sia un sempliciotto da poter manovrare secondo i suoi scopi,che non le impedirà certo di portare a termine il suo piano:portare la libertà e la civiltà tra le schiavizzate (così crede lei)donne delle Highlands, per poi diffonderla tra tutte le donne inglesi e del mondo;quel tontolotto del marito non si renderà nemmeno conto di quello che sta succedendo!E così Susanna accetta la proposta e va a vivere in Scozia,dove però si scontra subito con una realtà molto diversa da quella da lei pianificata:innanzitutto le donne scozzesi sono già forti e indipendenti anche se molto ancorate alla famiglia e a valori tradizionali, e quindi non ne vogliono sapere dei suoi discorsi sul non fare figli o ribellarsi ai mariti;e,sorpresa più grande, James non è quel sempliciotto che lei pensava:si rivela un marito affascinante e soprattutto generose e rispettoso, e condivide la sua indignazione per leggi inique che mantengono le donne in uno stato totale di soggezione.
Inutile dire che il loro rapporto è destinato a diventare qualcosa di più di un matrimonio di convenienza, anche se qualcuno trama nell’ombra.



E’ un romanzo molto carino,basato, come spesso accade, sulla contrapposizione caratteriale dei due protagonisti,dovuti soprattutto alla figura forte della protagonista Susanna,una donnina con idee molto chiare e precise sui rapporti tra uomo e donna;e non può essere altrimenti essendo una femminista.Come però capiamo quasi subito, le sue idee in gran parte sono dovute a una visione molto generale di questi rapporti, non avendone mai fatto esperienza diretta, e soprattutto a pregiudizi,dovuti al dolore di aver perso prematuramente la madre a causa dei troppi parti andati male.Sebbene aborrisca il matrimonio,sa che è proprio attraverso questo che deve passare il suo cammino di riscatto verso la libertà, e avendo scambiato James(secondo lei, chi altri vorrebbe sposare una ragazza cacciatasi nei guai in quella maniera?) per un sempliciotto accetta di buon grado di sposarlo..e non potrebbe prendere cantonata più grossa.Infatti il novello sposo ha sì accettato di sposarla,più che altro per amore di sfida e per poter stare vicino al proprio clan mantenendolo, ma è anche un uomo sensibile ,con idee progressiste, che non solo condivide quasi del tutto le idee della moglie sui maltrattamenti alle donne, ma capisce anche quali sono le idee sbagliate che derivano da pregiudizi e paure, e con molta pazienza e sensibilità cerca di venire incontro alla moglie per fugare i suoi dubbi e trasformare la loro unione in un vero matrimonio.Sono due personaggi secondo me molto più interessanti e piacevoli di quello che posso esprimere io in due righe, soprattutto perché tra loro non ci sono vere contrarietà dovute la disamore iniziale come spesso succede in altri romanzi,Susanna e James si vogliono bene da subito,sono solo le incomprensioni di fondo che impediscono loro di fidarsi l’uno dell’altro.
E’ un romanzo molto carino e divertente, scritto in modo scorrevole e leggero, ma senza superficialità.

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