martedì 29 ottobre 2013

Piccoli limoni gialli, di Kajsa Ingemarsson


Titolo originale: Sma citrine gula

Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Svezia, 2011

Per Agnes, hostess in un importante ristorante, non è decisamente un bel periodo: nello stesso giorno infatti, viene licenziata per aver rifiutato le avances del suo capo, e quando torna a casa scopre che Tobias, il fidanzato chitarrista in tournee, l’ha appena lasciata via telefono. Andando a trovare i genitori scopre poi che la fabbrica dove lavoravano li ha messi in prepensionamento perché chiuderà, licenziando tutti gli operai.
Per fortuna dopo tanto cercare, almeno sul lavoro le cose cominciano a girare: Agnes infatti incontra un ex collega che ha deciso di aprire un piccolo locale e che le offre di diventare sua socia; nonostante mille titubanze Agnes accetta e si butta a capofitto nell’impresa…

Devo ammettere che stavolta ho scelto questo libro in base al titolo più che alla trama, l’ho trovato davvero molto accattivante (Il titolo, intendo)!
Il romanzo, invece, nel complesso mi ha deluso, non perché sia brutto ma perché proprio non ho avuto molto feeling: le peripezie di Agnes mi hanno interessata esclusivamente per quanto riguarda la parte in cui si descrive la sua vita da disoccupata, resa molto bene in termini psicologici e pratici (notare come il sistema in Svezia sia nettamente diverso da qui e funzioni davvero come aiuto al cittadino disoccupato per trovare un lavoro!), ma per il resto le sue peripezie sentimentali sono rimaste sulla carta (anche se certo una si chiede come possa essere così cretina da riprendersi quel wc di ex fidanzato senza pensare che chi l’ha fatto una volta, lo rifarà!), così come i quadretti familiari, nonostante un fatto drammatico che avviene a un certo punto all’interno della famiglia.
Si vede che per la letteratura svedese non sono molto portata….

sabato 26 ottobre 2013

Chi ben comincia...

Sul blog http://cafelitterairedamuriomu.blogspot.it/  vengo  a conoscenza di questa simpatica iniziativa:






Le regole sono queste:


-Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria

- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti.

Ho scelto l'inizio del "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee, romanzo già recensito su questo blog.




"Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all'epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro.

Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a football, Jem non ci pensò quasi più.Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla; gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere la palla al volo.
Poi, quando di anni ne furono trascorsi tanti da poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva di come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all'estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l'idea di far uscire di casa Boo Radley."

mercoledì 23 ottobre 2013

Novità in libreria

Dato che non ho più tantissimo tempo per andare in libreria, tenete presente che alcune di queste novità sono probabilmente uscite già da qulche settimana.
Le note sono prese da IBS e HOEPLI.

ESCE IN LIBRERIA MARINA BELLEZZA, di Silvia Avallone, EDIZIONE RIZZOLI.


Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. E cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.


ESCE IN LIBRERIA CHE RAGAZZA!, di Cathleen Schine, EDIZIONE MONDADORI.


Lady è imprevedibile e anticonformista. Incurante del grande patrimonio che possiede, conduce una vita bohémienne al Greenwich Village di New York. È il 1964 e lei ha ventiquattro anni. Vive alla giornata, senza pensare al domani, fino al momento in cui il suo adorabile fratellastro Fin, rimasto orfano e solo al mondo a undici anni, si trasferisce a casa sua. Lady, naturalmente, non ha idea di cosa significhi crescere un ragazzino che non ha quasi mai visto e soprattutto è troppo distratta da tre pretendenti che a turno la sfiniscono di attenzioni per rubarle il cuore. Ma lei non intende sposarsi e vuole rimanere libera come l'aria, libera di viaggiare per il mondo e magari di tornare a Capri, il luogo dove si è sentita più a casa. Dal canto suo, Fin si ritrova catapultato in un ambiente lontano anni luce dalla quieta e bella fattoria dove è cresciuto, alle prese con una sorella che non conosce, bellissima, irresistibile, ma soprattutto inquieta e impulsiva. E mentre cerca affannosamente di adattarsi a un mondo di adulti strampalati, capisce che per il bene di entrambi non sarà Lady a occuparsi di lui, ma lui a dover crescere in fretta per potersi prendere cura di lei... Sullo sfondo dei mitici anni Sessanta, con il movimento per i diritti civili, la guerra in Vietnam, il pacifismo e Woodstock, in un momento storico di grande fermento.




ESCE IN LIBRERIA UNA PRINCIPESSA PER DUE RE, di Philippa Gregory, EDIZIONE SPERLING & KUPFER.

Inghilterra, 1485. Quando Enrico Tudor raccoglie la corona d'Inghilterra dal fango della battaglia di Bosworth, sa che l'unico modo per unificare un regno da quasi vent'anni diviso dalla guerra è sposare la principessa della casata nemica, Elisabetta di York. Ma lei è ancora innamorata del defunto sovrano, Riccardo III, e mezza Inghilterra sogna di vedere sul trono l'erede legittimo, che la Regina della Rosa Bianca ha mandato in un luogo ignoto proprio per proteggerlo. La nuova monarchia può anche aver conquistato il potere, ma non ha certo conquistato il cuore dei sudditi, che tramano complotti e congiure nella speranza di un trionfante ritorno degli York. Ora la più grande paura di Enrico è che da qualche parte, oltre i confini dell'Inghilterra, un principe della dinastia avversaria stia solo aspettando il momento giusto per invadere il regno e reclamare il trono. E il giorno in cui un giovane uomo - che potrebbe essere il legittimo re - impugna le armi e minaccia la corona, Elisabetta sarà costretta a scegliere tra il marito che ha appena imparato ad amare e il ragazzo che dichiara di essere il suo amato e perduto fratello: la rosa di York finalmente torna a casa.


ESCE IN LIBRERIA LA RAGAZZA CHE TOCCAVA IL CIELO, di Luca di Fulvio, EDIZIONE RIZZOLI.


1515. Mercurio è un artista della truffa. Scaltro, veloce, abile nei travestimenti, ha fatto delle fogne di Roma la propria casa, imparando dalla strada che l'unico modo per sopravvivere è non avere altri cui pensare tranne se stesso. Convinto di avere ucciso un mercante ebreo che ha appena derubato, è costretto a fuggire: lontano potrà rimettere insieme i cocci della sua vita. Certi vasi, però, nascono rotti, e non basta portarli altrove per farli sentire meno a pezzi. Eccolo allora a Venezia, nel suo ingannevole intreccio di canali, dove conosce Giuditta, arrivata in laguna con l'illusione di trovare un luogo libero dalle persecuzioni contro gli ebrei. Ma l'amore che nasce tra i due è destinato a incontrare insidie e ostacoli: la gelosia della giovane Benedetta, innanzitutto, e la nascita, proprio a Venezia, di quello che sarà il primo ghetto d'Europa. Nel labirinto di calli malfamate perdersi è la norma, e a Mercurio non resterà che smarrire se stesso per ritrovare Giuditta, il pezzo mancante nella mappa strappata del suo cuore.

ESCE IN LIBRERIA LA BANDA SACCO, di Andrea Camilleri, EDIZIONE SELLERIO.

"All'inizio, nel secondo Ottocento, c'è il patriarca Luigi Sacco, bracciante d'ingegno e passione. Vengono poi i discendenti, grandi lavoratori tutti, e socialisti, tra emigrazione transoceanica e chiamata alle armi nella Grande Guerra, malversazioni e canaglierie di rozzi capimafia con alle spalle pupari altolocati, che prosperano nella latitanza dello Stato e sanno come avvantaggiarsi nella tragica notte del fascismo, nonostante il pugno di ferro del prefetto Mori (e grazie ad esso, anzi) che seppe abbattersi anche sui comuni oppositori politici. I cinque fratelli Sacco conoscono la disperazione a vivere in un regime di mafia. Si danno alla latitanza. Si sentono investiti di un ruolo di supplenza nella lotta (armata) contro i persecutori mafiosi. Diventano giustizieri solitari, nel silenzio ottuso dell'omertà: cittadini eslègi di uno Stato che non ha saputo garantirli. Vengono arrestati, processati, e inventati come "banditi" e predoni d'assalto. In carcere conoscono l'antifascismo. Incontrano Umberto Terracini e incrociano Gramsci. Il succo della storia, di questo western nostrano di onest'uomini indotti e costretti a farsi vendicatori, è di declinazione manzoniana: 'I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi'." (Salvatore Silvano Nigro)

Nota: Andrea Camilleri, il popolare autore siciliano, firma un nuovo, appassionante romanzo, intitolato La banda Sacco. Un romanzo storico ambiientato ancora una volta nella sua Isola. Anni venti del diciannovesimo secolo: a Raffadali, in provincia di Agrigento, i fratelli Sacco sono passati da una situazione economica disastrosa, ai confini della fame, a una vita più agiata da contadini. Con il tempo si sono avvicinati all'ideologia socialista, ma nel contempo hanno un forte senso dello Stato. La loro vita cambia quando il padre Luigi denuncia alle forze dell'ordine un tentativo d'estorsione di stampo mafioso. Da quel momento in poi i Sacco diventeranno nemici sia della Mafia, che delle forze dell'Ordine, e dovranno passare la vita a difendersi...

ESCE IN LIBRERIA DI ILDE CE N’E’ UNA SOLA , di Andrea Vitali , EDIZIONE GARZANTI.

In luglio a Bellano fa un caldo della malora. L'aria è densa di umidità e il cielo una cappa di afa. Eppure l'acqua che scorre rombando tra le rocce dell'Orrido è capace di tagliare in due il respiro, perché è fredda gelata, certo, ma anche perché nelle viscere della roccia il fiume cattura da sempre i segreti, le passioni, gli imbrogli, le bugie e le verità che poi vorrebbe correre a disperdere nel lago, sempre che qualcuno non ne trovi prima gli indizi. Come una carta d'identità finita nell'acqua chissà come e chissà perché. Brutta faccenda. Questione da sbrigare negli uffici del comune o c'è sotto qualcosa che compete invece ai carabinieri? A sbrogliare la matassa ci pensa Oscar, operaio generico, capace di fare tutto ma niente di preciso, che da sei mesi è in cassa integrazione e snocciola le giornate sul divano con addosso le scarpe da lavoro. In quel luglio del 1970, offuscato dal caldo e dalle ombre tetre della crisi economica, armato della sua curiosità ottusa Oscar fa luce sui movimenti un po' sospetti di Ilde, la giovane moglie dal caratterino per niente facile, che forse sta solo cercando il modo di tirare la fine del mese come può. Vitali torna ai fatidici anni Settanta, alle ristrettezze che seguono il boom economico, alle fatiche di far quadrare il bilancio di casa, all'irridente spavalderia di chi ce l'ha fatta e crede di aver domato il mondo e l'avvenire. E ci regala un'altra pagina del suo interminabile romanzo lacustre specchio di vite semplici e reali.

Nota: Andrea Vitali, il popolare autore lombardo di best seller come La figlia del podestà e Galeotto fu il collier firma un nuovo appassionante romanzo, ambientato come spesso accade a Bellano, sulle rive del lago di Lecco. L'orizzonte temporale è quello dei mitici anni settanta, quando le ristrettezze economiche dell'austerity si affacciano, dopo il periodo del boom economico. Un nuovo, imperdibile romanzo lacustre, con personaggi che hanno i problemi di ciascuno di noi. Oscar è un "operaio generico": sa cioè fare un po' di tutto, ma niente di specifico. Ilde è la sua giovane moglie, dal carattere difficile e irruento.

ESCE IN LIBRERIA IO SONO MALALA, di Malala Yousafzai,  EDIZIONE GARZANTI.

Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All'improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l'inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all'assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la pace. Questo libro è la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all'educazione di tutti i bambini, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.

Nota: Malala Yousafzai è il nome della giovane ragazza pakistana che lo scorso 9 ottobre 2012 è stata colpita a bruciapelo da tre colpi di pistola: aveva solo quindici anni ma era già diventata un bersaglio per l'oscurantismo religioso dei Taliban, pronti a punirla per il suo impegno a favore dell'isctruzione femminile. Malala è oggi considerata una possibile candidata al Nobel per la pace, ma è ancora nel mirino dei talebani. 
Malala attualmente vive a Birmingham con la famiglia: il suo libro racconta la vicenda dell'attacco subito dai talebani, quando un miliziano salì sullo scuolabus chiedendo ai passeggeri "Chi è Malala?".  Ma soprattutto porta avanti la sua battaglia per il diritto allo studio di milioni di ragazze nelle regioni sottoposte al governo dell'integralismo islamico


ESCE IN LIBRERIA L’AMORE E’ IL MIO INCANTESIMO, di Lisa Kleypas, EDIZIONE MONDADORI.

Cresciuta con una madre inquieta e vagabonda, Justine Hoffman desidera una sola cosa: una vita stabile, tranquilla, persino prevedibile. Quella che è riuscita infine a costruirsi a Friday Harbor, dove gestisce un piccolo B&B. Ma c'è ancora qualcosa che manca nella sua esistenza: l'amore. E dopo anni di inutili attese, è decisa a tutto pur di cambiare il suo destino di solitudine. Ma non sarà facile: come nelle favole, infatti, qualcuno ha gettato un incantesimo su Justine alla sua nascita, condannandola a non trovare mai l'anima gemella. Quando incontra il misterioso Jason Black, Justine dà inavvertitamente il via a una tempesta di desideri e passioni pericolose che rischia di minacciare tutto quanto ha di più caro. Perché anche Jason custodisce dei segreti, e vuole da Justine ciò che il fato non ha previsto...





ESCE IN LIBRERIA SEI COME SEI, di Melania G. Mazzucco, EDIZIONE EINAUDI.

Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. 

Nota: Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

sabato 19 ottobre 2013

Le piccole donne crescono, di Louisa May Alcott

Titolo originale: Little Women

Anno di pubblicazione: 1868

Ambientazione: Stati Uniti, 1868

Tre anni dopo le vicende raccontate in “Piccole donne”, ritroviamo la famiglia March alle prese con nuovi e importanti avvenimenti: Meg ha sposato John Brooke ed è alle prese con i problema della sua nuova vita di moglie e mamma di due gemelli; Amy frequenta una scuola d’arte grazie alla zia March; la salute di Beth purtroppo peggiora; Jo, rifiutata la proposta di matrimonio da parte di Laurie, decide di trasferirsi a New York e tentare definitivamente la carriera letteraria….

Questo “seguito” di Piccole donne, in realtà è solo la seconda parte del primo romanzo, che molti usano suddividere per comodità, ma che originariamente era un tutt’uno con quello che l’autrice definisce appunto “primo atto”(e se avete visto almeno una delle trasposizioni cinematografiche lo avrete senz’altro notato).
Come da trama, sono passati tre anni dal ritorno del signor March dalla guerra (fatto che segnava la conclusione della prima parte), eppure leggendo ho sempre avuto la sensazione che fosse passato molto più tempo; a parte il fatto che nelle illustrazioni della mia edizione del romanzo effettivamente le quattro sorelle venivano raffigurate molto più adulte rispetto alla prima, ma anche nella narrazione delle vicende, negli stessi personaggi c’è un salto notevole rispetto alla prima parte, più infantile e fantasiosa.
Date le tematiche trattate, credo ciò fosse inevitabile, come inevitabile il fatto che, aprendosi “all’esterno”, le parti interessanti sono proprio quelle che si svolgono lontano da casa March, che da tranquillo e sereno luogo in cui erano prevalentemente incentrare le vicende nella prima parte, ora viene messa in ombra e anzi: quando appare, non si può notare il clima di malinconia con cui è pervasa, che fa subito capire il peggio anche per chi non sapesse come va a finire la storia. Lo scenario si allarga comprendendo la casa di Meg, New York, l’Europa a seconda delle esperienze vissute dalle protagoniste.
Tutte le sorelle, a parte Beth, sono cambiate e cambiano nel corso della storia: Meg non sogna più una grande casa e una vita benestante, ma è felice nella sua modesta casetta come mamma e moglie, anche se affronta qualche problema dovuto alla sua nuova condizione (cosa a mio avviso trattata in maniera molto intelligente dall'autrice, che ci mostra oltretutto come certe ansie, certi modi di fare da "superdonna"- in senso domestico- siano in fondo propri della'nimo femminile in tutte le epoche); Jo è, come sempre, quella che ha la storia più ricca e interessante, dato che compie una cosa abbastanza insolita per una giovane donna dell'epoca: ovvero, decide di andare a vivere da sola a New York per inseguire il suo sogno di diventare scrittrice, lavorando nel frattempo come tata delle figlie di un'amica della madre che la ospita nella sua pensione in cambio di questo aiuto.
E sarà proprio in lei che avverrà il cambiamento in un certo senso più drastico, a cui contribuirà la morte di Beth, la sorella a cui era più legata. Realizzerà per breve tempo il suo sogno di diventare scrittrice, ma poi la sua vita virerà su un binario che prima di allora mai aveva preso in considerazione: sposerà un professore tedesco conosciuto a New York e insieme apriranno una scuola.
La morte di Beth è chiaramente il passaggio più commovente del romanzo: anche qui è da notare la sensibilità con cui l'autrice ha descritto il passaggio del distacco e le emozioni non solo di Beth ma dei vari personaggi della famiglia.
Per quanto riguarda Amy, anche la piccola della famiglia cambierà vita: dopo essere diventata la favorita della zia March che la sceglie come dama di compagnia per il viaggio in Europa al posto di Jo (che lo sognava da anni, francamente ho trovato un po' crudele questo passaggio del libro: anche se Amy era più bella ed elegante Jo con una buona guida avrebbe potuto fare un'impressione altrettanto buona!), dove ritroverà dopo tanto tempo l'amico Laurie, studente universitario già respinto da Jo. Tra i due nasce l'amore (altro passaggio che francamente ho fatto molta fatica a digerire) e si sposeranno, Amy non diventerà un'artista come aveva sempre desiderato ma una giovane e ricca signora, madre di una bambina dalla salute cagionevole.
Insomma, attraverso le vicende della famiglia March abbiamo lo scorrere del tempo e della vita in tutte le sue forme, allegre e tristi.
Forse meno coinvolgente- a un primo impatto- della prima parte, ma più maturo e sopratutto necessario preludio al terzo capitolo.

lunedì 14 ottobre 2013

Il barone scalpellino, di Lyn Stone



Titolo originale: The Scot

Prima pubblicazione: 2003

Ambientazione: Scozia,1856


James Garwood,barone di Galioch in Scozia,dopo la morte dei genitori si trova talmente indebitato che,come capoclan con la responsabilità della sua gente e della sua tenuta,costretto a lavorare come scalpellino a Londra sei mesi all’anno per guadagnare il minimo per andare avanti.Un giorno ascolta per caso due tipacci che stanno pianificando l’omicidio del conte di Estonby,suo vicino, e di sua figlia Susanna:James corre ad avvertire il conte, e questi per ringraziarlo gli fa un’offerta tanto allettante quanto sconcertante:gli cederà la sua tenuta di Drevers(quella confinante alla proprietà di James) permettendogli di inventarne l’amministratore e quindi di non dover più assentarsi sei mesi l’anno per cercare altrove lavoro…ma solo se sposerà Susanna.La giovane donna infatti ha un caratterino veramente forte:aderendo al movimento delle suffragette,si è fatta paladina dei diritti delle donne,e si è messa nei guai a causa di alcuni comizi troppo movimentati.
James accetta la proposta e Susanna anche, in quanto alla prima impressione le sembra che il marito sia un sempliciotto da poter manovrare secondo i suoi scopi,che non le impedirà certo di portare a termine il suo piano:portare la libertà e la civiltà tra le schiavizzate (così crede lei)donne delle Highlands, per poi diffonderla tra tutte le donne inglesi e del mondo;quel tontolotto del marito non si renderà nemmeno conto di quello che sta succedendo!E così Susanna accetta la proposta e va a vivere in Scozia,dove però si scontra subito con una realtà molto diversa da quella da lei pianificata:innanzitutto le donne scozzesi sono già forti e indipendenti anche se molto ancorate alla famiglia e a valori tradizionali, e quindi non ne vogliono sapere dei suoi discorsi sul non fare figli o ribellarsi ai mariti;e,sorpresa più grande, James non è quel sempliciotto che lei pensava:si rivela un marito affascinante e soprattutto generose e rispettoso, e condivide la sua indignazione per leggi inique che mantengono le donne in uno stato totale di soggezione.
Inutile dire che il loro rapporto è destinato a diventare qualcosa di più di un matrimonio di convenienza, anche se qualcuno trama nell’ombra.



E’ un romanzo molto carino,basato, come spesso accade, sulla contrapposizione caratteriale dei due protagonisti,dovuti soprattutto alla figura forte della protagonista Susanna,una donnina con idee molto chiare e precise sui rapporti tra uomo e donna;e non può essere altrimenti essendo una femminista.Come però capiamo quasi subito, le sue idee in gran parte sono dovute a una visione molto generale di questi rapporti, non avendone mai fatto esperienza diretta, e soprattutto a pregiudizi,dovuti al dolore di aver perso prematuramente la madre a causa dei troppi parti andati male.Sebbene aborrisca il matrimonio,sa che è proprio attraverso questo che deve passare il suo cammino di riscatto verso la libertà, e avendo scambiato James(secondo lei, chi altri vorrebbe sposare una ragazza cacciatasi nei guai in quella maniera?) per un sempliciotto accetta di buon grado di sposarlo..e non potrebbe prendere cantonata più grossa.Infatti il novello sposo ha sì accettato di sposarla,più che altro per amore di sfida e per poter stare vicino al proprio clan mantenendolo, ma è anche un uomo sensibile ,con idee progressiste, che non solo condivide quasi del tutto le idee della moglie sui maltrattamenti alle donne, ma capisce anche quali sono le idee sbagliate che derivano da pregiudizi e paure, e con molta pazienza e sensibilità cerca di venire incontro alla moglie per fugare i suoi dubbi e trasformare la loro unione in un vero matrimonio.Sono due personaggi secondo me molto più interessanti e piacevoli di quello che posso esprimere io in due righe, soprattutto perché tra loro non ci sono vere contrarietà dovute la disamore iniziale come spesso succede in altri romanzi,Susanna e James si vogliono bene da subito,sono solo le incomprensioni di fondo che impediscono loro di fidarsi l’uno dell’altro.
E’ un romanzo molto carino e divertente, scritto in modo scorrevole e leggero, ma senza superficialità.

venerdì 11 ottobre 2013

Lettera alla tua famiglia, di Vittorino Andreoli



Anno di pubblicazione:

Dal sito Rizzoli:

"La famiglia è come un ensemble musicale.
Ciascuno strumento segue la propria voce, ma è solo dall'armonia del loro intreccio che scaturisce la musica e prende vita la partitura. E' a questo insieme che Vittorino Andreoli rivolge, con la consueta passione, la sua lettera, una lettera che è prima di tutto un invito a rinunciare alla passività e a vincere la paura. La vita familiare, quando si fonda sulla paura, può generare conflitti, lacerazioni e ferite difficili da rimarginare. Ma se è arpeggiata sulle corde dei sentimenti diventa la fonte primaria di energia, uno strumento di libertà, il luogo dove ciascuno è chiamato a esprimere le proprie differenze in nome della ricchezza di tutti.
In questo libro Andreoli ci conduce lungo le strade che percorriamo ogni giorno, dal risveglio affrettato e spesso già stanco fino al ritorno a casa la sera, dopo aver affrontato le sfide del mondo. Nelle piccole come nelle grandi esperienze, nella cena quotidiana come nella generazione dei figli, il suo sguardo affettuoso ed esperto si sofferma su quelli che possono apparire semplici dettagli ma che in realtà costituiscono la trama della melodia: la coloritura degli affetti. Sempre tese a cercare il significato più profondo delle relazioni, queste pagine evocano il dialogo ma rispettano il silenzio, parlano di dolore e insieme celebrano la gioia. E chiamano ogni membro della famiglia – mariti e mogli, padri e madri, figli, zii, nonni, - a mettersi in gioco, a considerare le conseguenze che hanno parole e gesti sugli altri familiari, a riflettere con serenità sul senso intorno al quale ruota il loro progetto comune.
Perché solo accettando di aver bisogno degli altri possiamo essere veramente noi stessi. "

Questo interessantissimo saggio di Vittorino Andreoli mi ha molto colpito per la schiettezza dei toni e per la sua totale mancanza di ipocrisia e perbenismo nelle riflessioni dell'autore a proposito della famiglia.
Il famoso psichiatra, rivolgendosi alla "tua" famiglia (intesa ovviamente come la famiglia di ogni lettore), tracciano un'analisi di cosa dovrebbe essere la famiglia e di come invece spesso è nella realtà.
E purtroppo, gli errori spesso sono talmente grossolani che uno non se ne accorge, oppure c'è chi  potrebbe accorgersene se fosse meno concentrato su sè stesso...oppure c'è chi commette errori perchè postosi su un piedistallo, o perchè infelice.
Purtroppo in questo libro ho avuto conferma che la maggior parte di quello che ho vissuto nella mia famiglia, riguardo a molti atteggiamenti e stati d'animo che tutt'ora, in parte, perdurano, sono stati errori e mancanze molto gravi; non che ciò mi consoli poi tanto, am almeno so di non essere io dalla parte del torto.
Da figlia, sono rimasta colpita dai consigli e riflessioni dell'autore verso i genitori, ma mi sono piaciuti in generale anche quelli rivolti vero la moglie, il marito, senza distinzioni; l'idea della famiglia che emerge da questo libro è reale e sincera, non si pretende la famiglia del Mulino bianco, ma di certo il benessere della famiglia deriva dalla capacità di reagire ai cambiamenti del tempo e da una doverosa flesibilità mentale.
Tuttavia mi rendo conto che poco posso descrivere questo libro nella giusta maniera, vi basti sapere che dovrebbe leggerlo obbligatoriamente chiunque abbia una famiglia...

martedì 1 ottobre 2013

Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald




Titolo originale: The great Gatsby

Anno di pubblicazione: 1925

Ambientazione: Long Island, 1922


Il giovane Nick Carraway si trasferisce per lavoro a Long Island, dove riallaccia i rapporti con la cugina Daisy e il di lei marito Tom Buchanan, persone che non ha mai frequentato molto ma che ora vivono vicino a lui.
Vicino di casa di Nick è lo stravagante miliardario Jay Gatsby, che è solito dare grandissime feste nella sua immensa villa; dopo essere stato invitato qualche volta in quanto vicino, Nick viene avvicinato da Gatsby e stringe con lui una strana amicizia, di cui ben presto capirà il vero motivo: anni prima Jay e Daisy erano fidanzati, ma lei lo lasciò quando lui era in guerra e da allora non si è mai rassegnato. Il suo obiettivo è cercare un primo incontro per riconquistarla, e dato che Nick è il cugino gli  chiede aiuto….


Ho riletto questo romanzo durante l’estate, dopo molti anni: avevo 17 anni la prima volta che lo lessi e mi piacque moltissimo.
Nella rilettura, ho riveduto abbastanza il mio giudizio: bel romanzo, gradevole, ben scritto, ma in fondo nulla di che.
Il suo pregio principale sta nell’essere uno perfetto spaccato della società degli anni ’20, i ruggenti anni del jazz, delle feste smodate, del proibizionismo, dell'esagerazione a ogni costo. Atmosfera scintillante  ed elettrica dietro cui si nasconde un profondo vuoto morale e di valori, perfettamente resi dalla penna di Fitzgerald, i cui personaggi sono immersi in una profonda e devastante solitudine esistenziale, di cui in alcuni casi (Daisy, To, Jordan, Myrtle   ) sono essi stessi gli artefici oltre che le vittime. Non si sa bene, ad esempio, il motivo per cui Daisy abbandonò Jay e sposò Tom,se costretta dalla famiglia o altro: di certo il grande amore l'ho visto solo dalla parte di lui (sebbene  piuttosto idealizzato e ossessivo), lei mi è parsa solo una viziata egoista capricciosa e immatura, incapace di prendersi una qualsivoglia responsabilità. 

Gatsby è una figura grandiosa e drammatica, un uomo molto solo nonostante sia circondato da agi, ricchezze e nonostante abbia la casa sempre piena di gente (e la scena del funerale è emblematica in questo senso), un personaggio che con le sue eccentricità giganteggia su tutti gli altri; suo contraltare probabilmente Nick, il narratore, serio, posato, distaccato, a tratti freddo cronista dei fatti a cui fa da testimone.
Anche le ambientazioni sono descritte in maniera vivida e accurata, come perfetto sfondo per i vari personaggi: in particolare si nota il grande contrasto tra l'enorme palazzo di Gatsby, con il suo giardino perfettamente curato, la fontane, gli arredi grandiosi e stravaganti e le  caotiche feste aperte a tutti, e la confinante casa di Nick più discreta, solitaria, "povera".
Comunque sia un classico da scoprire, se non lo si conosce.