martedì 10 settembre 2013

Una voce di notte, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Sicilia, 2012

Anche per Montalbano gli anni avanzano…da un bel po’, visto che compie 58 anni, con suo grande rammarico.
Ciononostante il commissario giustamente non ha alcuna intenzione di farsi da parte, del resto anche se volesse non gliene verrebbe dato modo: il furto in un supermercato, la sparizione di una guardia notturna e il sucidio del direttore del supermercato qualche giorno dopo la rapina, per quanto sembri siano fatti scollegati, in realtà nascondono un filo comune: il supermercato infatti è di proprietà dei Cuffaro, come è  possibile che qualcuno abbia anche solo pensato di rapinarlo?
A tutto ciò si aggiunge l’omicidio di una  giovane che è stata trovata accoltellata in casa e di cui sembrerebbe colpevole il collerico fidanzato…



Primo romanzo di Camilleri in cui non è che abbia capito molto (forse l’età avanza anche per me, come per Montalbano? ).
Mi pare che stavolta le acque si siano confuse un po’ troppo in quel di Vigata: mafia, intrallazzi politici, relazioni scabrose, coperture di attività illecite si susseguono e intrecciano in maniera troppo veloce, mettendo troppa carne al fuoco, intrecciando troppe cose, in modo che a volte mi sono abbastanza persa e ho dovuto ritornare indietro soprattutto quando si è trattato di seguire degli indizi. La vicenda più interessante a mio avviso è stata quella della finta rapina, ma stavolta devo dire che sono arrivata alla fine un poco stufa, mentre di solito Camilleri non mi basta mai.
Certo che quel povero metronotte….:(

1 commento:

  1. Il povero metronotte in effetti è la vittima pressoché innocente delle circostanze: quella nota di tristezza inevitabile che in Camilleri non manca mai.
    Ma sul romanzo hai ragione: è un po' faticoso, Camilleri in passato ha scritto di meglio.

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