lunedì 23 settembre 2013

Tom Jones, di Henry Fielding


Titolo originale: The history of Tom Jones, a foundelling

Anno di pubblicazione: 1749

Ambientazione: Inghilterra, 1700


Mr Allworty, benestante gentiluomo di campagna, una sera andando a letto ha un’enorme sorpresa: vi trova addormentato un neonato, che decide di adottare crescendolo con affetto, e la quale dà il nome di Tom Jones.
Il ragazzo cresce vivace, spensierato, piuttosto turbolento e combina guai, al contrario di Bilfil, nipote di Mr Allworty, da tutti lodato per essere studioso, tranquillo e morigerato. Tom si innamora di Sophia Western, figlia del vicino Mr Western, che però non concederebbe mai la mano di sua figlia a un trovatello, anche perché la vorrebbe sposata proprio a Bilfil…

Dopo aver visto quest’estate il film ho deciso di leggere anche questo libro, un classico della letteratura inglese del ‘700 per l’epoca considerato pruriginoso e scandaloso al punto da essere inserito per qualche tempo in una lista di “libri proibiti”. Ovviamente oggi, abituati come siamo a ben altre cose scandalose, tutto ciò fa sorridere e forse contribuisce ad apprezzare per intero questo romanzo lontano nel tempo, ma a mio avviso molto divertente e sincero, scritto con molta ironia e notevole proprietà, e che contiene anche molti insegnamenti e riflessioni che- nonostante vengano fatti da un uomo vissuto trecento anni fa- sono ancora molto attuali e condivisibili, soprattutto quelli a proposito della moralità.
E’ infatti chiaro da subito che Tom Jones è un ragazzo sincero, affettuoso, cordiale e onesto, che però si ritrova circondato da vari personaggi che, chi per un motivo chi per un altro, si mostrano in un modo molto diverso da quello che sono in realtà: meschini, ipocriti avidi e pieni di interessi, si ergono spesso a esempio di moralità e insegnamenti solo perché più vecchi di lui, contribuendo alla fine a cacciarlo nei guai. Vittima di alcune ingiustizie e cacciato dal suo benefattore, comincerà un viaggio che si rivelerà formativo per vari aspetti (il romanzo può essere infatti preso come esempio ante litteram di “romanzo di formazione”), che contribuirà a correggere, attraverso innumerevoli peripezie e avventure, a far maturare il giovane Jones, rafforzando i suoi lati positivi e correggendo quelli negativi.
Sebbene la figura principale, Tom Jones, sia il protagonista non si può non notare che anche l’autore, in molti punti, si ha l’impressione che anche l’autore non si limiti a narrare i fatti e far le sue riflessioni, ma attraverso di essi diventi un poco protagonista anche lui. Incisivi e convincenti anche gli altri personaggi, in particolare Mr Allworty e Lady Western. I segreto svelato nel finale è un po’ un segreto di Pulcinella (anche senza aver visto prima il film si può capire benissimo cosa c’è sotto), ma contribuisce a riequilibrare le cose e rimetterle a posto, come ogni buon lieto fine.
Un libro da riscoprire, a mio avviso.

2 commenti:

  1. Nonostante abbia letto tantissime opere inglesi del '700-'800 questo mi manca, ahi ahi ahi devo rimediare! Amo la letteratura inglese di quei secoli e questa storia sembra proprio un bel romanzo di formazione.

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    1. SE è cosi te lo consiglio, a arte cari capitoli filosofici (di solito il primo di ogni libro) è davvero una buona lettura.

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