domenica 29 settembre 2013

Ballata per Alicia, di Carolyn Davidson


Titolo originale: Redemption

Prima pubblicazione anno: 2006


Ambientazione: Kansas, 1880.

E’ collegato a  PROMESSA D’AMORE ( The wedding promise).

Dopo la morte della moglie Lorena, Jake McPherson, un reduce della guerra di secessione in cui aveva perso entrambe le gambe, si richiude totalmente in sé stesso e nel suo dolore, trascurando ( o per meglio dire ignorando) anche il figlio Jason di nove anni. Tant’è vero che il bambino, abbandonato a sé stesso, ne combina di tutti i colori, seminando l’allarme nell’intera cittadina. Dopo l’ennesima marachella, la maestra di Jason, Alicia, decide di affrontare personalmente Jake per scuoterlo dal suo torpore e indurlo ad occuparsi di suo figlio, che rischia di diventare un vero delinquente.
Sebbene sconvolto nell’apprendere la vera entità dei danni fatti dal figlio, Jake è oltremodo seccato dal fatto che quella presuntuosa e saccente maestrina di campagna venga a disturbarlo e a criticarlo, nonostante ciò decide di provare a prendere in mano la situazione e la sua vita…




Nooooooo! Non è possibile!!! Ma cosa è saltato in mente a Carolyn Davidson?! Ha commesso,secondo me, uno degli errori più gravi che possa commettere uno scrittore, soprattutto in questo genere: far morire uno dei suoi personaggi per avere la possibilità  di narrare un seguito della storia precedente.Ma come, ce n’era proprio bisogno?!Il romanzo precedente si chiudeva con un lieto fine in cui non solo la coppia formata dai due protagonisti ( Cord e Rachel), ma anche quella secondaria- e a mio avviso molto più interessante-formata da Jake e Lorena si univano in matrimonio e riprendevano una vita felice e piena di rosee prospettive ( come da finale tipico di ogni romance che si rispetti).
E ora, all’inzio di questa seconda parte, scopro che Lorena muore dopo nove anni e un figlio, Jason. Davvero una brutta sopresa, che purtroppo ha completamente inficiato la lettura del romanzo, tanto che dopo un po’ non sono nemmeno riuscita a continuare e sono arrivata “in skimming” al finale, rimanendo sconcertata non solo dalla sconvolgente scoperta iniziale ma anche dal altre “ indelicatezze” lette.
Tanto per cominciare, i paragoni a volte sottili a volte no che Jake fa tra Lorena e Alicia, che finiscono per volgere nettamente a favore della seconda, come se la prima avesse contato poco o nulla. Già questo tipo di atteggiamento mi infastidisce in un romanzo normale che parte con uno dei protagonisti già vedovo ( se un matrimonio è stato felice o almeno buono, che bisogno c’è di fare paragoni?!), ma quando la “cara estinta” è un personaggio che ho conosciuto e apprezzato precedentemente, è proprio insopportabile! Anche perchè( e qui non allargo troppo il discorso per rispetto a chi non ha letto il precedente romanzo) Lorena per Jake ha fatto davvero molto, ha rappresentato praticamente la sua rinascita…e ora metterla da parte così non è giusto.
Ma anche passando sopra a questo, il modo in cui la nuova moglie del padre viene imposta a Jason e il modo in cui viene sgridato perché non l’accetta mi ha fatto accapponare la pelle: è vero che una volta non andavano per il sottile riguardo l’educazione dei bambini, ma  trattare così un bambino sofferente per la perdita della madre mi ha quasi disgustato. Peccato, perché Alicia è un bel personaggio, una donna forte e tenera allo stesso tempo, che accetta il duro e ingrato compito di ereditare una famiglia non sua  e riesce alla fine nell’intento di armonizzare il tutto…avrebbe meritato ben altro romanzo.

lunedì 23 settembre 2013

Tom Jones, di Henry Fielding


Titolo originale: The history of Tom Jones, a foundelling

Anno di pubblicazione: 1749

Ambientazione: Inghilterra, 1700


Mr Allworty, benestante gentiluomo di campagna, una sera andando a letto ha un’enorme sorpresa: vi trova addormentato un neonato, che decide di adottare crescendolo con affetto, e la quale dà il nome di Tom Jones.
Il ragazzo cresce vivace, spensierato, piuttosto turbolento e combina guai, al contrario di Bilfil, nipote di Mr Allworty, da tutti lodato per essere studioso, tranquillo e morigerato. Tom si innamora di Sophia Western, figlia del vicino Mr Western, che però non concederebbe mai la mano di sua figlia a un trovatello, anche perché la vorrebbe sposata proprio a Bilfil…

Dopo aver visto quest’estate il film ho deciso di leggere anche questo libro, un classico della letteratura inglese del ‘700 per l’epoca considerato pruriginoso e scandaloso al punto da essere inserito per qualche tempo in una lista di “libri proibiti”. Ovviamente oggi, abituati come siamo a ben altre cose scandalose, tutto ciò fa sorridere e forse contribuisce ad apprezzare per intero questo romanzo lontano nel tempo, ma a mio avviso molto divertente e sincero, scritto con molta ironia e notevole proprietà, e che contiene anche molti insegnamenti e riflessioni che- nonostante vengano fatti da un uomo vissuto trecento anni fa- sono ancora molto attuali e condivisibili, soprattutto quelli a proposito della moralità.
E’ infatti chiaro da subito che Tom Jones è un ragazzo sincero, affettuoso, cordiale e onesto, che però si ritrova circondato da vari personaggi che, chi per un motivo chi per un altro, si mostrano in un modo molto diverso da quello che sono in realtà: meschini, ipocriti avidi e pieni di interessi, si ergono spesso a esempio di moralità e insegnamenti solo perché più vecchi di lui, contribuendo alla fine a cacciarlo nei guai. Vittima di alcune ingiustizie e cacciato dal suo benefattore, comincerà un viaggio che si rivelerà formativo per vari aspetti (il romanzo può essere infatti preso come esempio ante litteram di “romanzo di formazione”), che contribuirà a correggere, attraverso innumerevoli peripezie e avventure, a far maturare il giovane Jones, rafforzando i suoi lati positivi e correggendo quelli negativi.
Sebbene la figura principale, Tom Jones, sia il protagonista non si può non notare che anche l’autore, in molti punti, si ha l’impressione che anche l’autore non si limiti a narrare i fatti e far le sue riflessioni, ma attraverso di essi diventi un poco protagonista anche lui. Incisivi e convincenti anche gli altri personaggi, in particolare Mr Allworty e Lady Western. I segreto svelato nel finale è un po’ un segreto di Pulcinella (anche senza aver visto prima il film si può capire benissimo cosa c’è sotto), ma contribuisce a riequilibrare le cose e rimetterle a posto, come ogni buon lieto fine.
Un libro da riscoprire, a mio avviso.

lunedì 16 settembre 2013

La pistola sotto il banco. Lettera a un compagno di scuola diventato terrorista, di Enrica Recalcati


Anno di pubblicazione: 2012

Enrica Recalcati è un’insegnante milanese- anche se da vent’anni vive e insegna nel Bresciano- che alle superiori ebbe come compagno di classe al liceo scientifico il futuro capo di Prima Linea Sergio Segio.
Dopo aver visto in televisione la discussa intervista a Segio come “esperto di terrorismo” all’interno del programma di Lucia Annunziata (maggio 2012, in seguito alla bomba di Brindisi) la Recalcati decide di scrivere una lettera simbolica al suo ex compagno di scuola, parlando degli anni condivisi assieme a scuola, riflettendo sul percorso di vita suo e dell’ex compagno e sul dolore dei familiari delle vittime del terrorismo….



La prima volta che sentii questa importante testimonianza fu su un numero del “Giornale di Brescia”, dove effettivamente nella pagina delle lettere al direttore venne pubblicata una lettera di questa insegnante di un liceo in provincia, Enrica Recalcati, che poi a quanto pare è diventata un libretto vero e proprio, molto interessante e anche toccante.
Come già prevedevo dalla lettera sul giornale, già alle superiori Segio mostrava le inclinazioni che l’avrebbero portato poi a prendere la strada della Lotta Armata fondando Prima Linea (che, lo ricordo per chi non se ne intendesse, è il secondo gruppo terroristico in Italia dopo le Brigate Rosse): comunista fanatico, intollerante (l’autrice ricorda che durante le assemblee scolastiche non lasciava parlare i compagni che non la pensavano come lui), con poca voglia di studiare (ma promosso grazie ai voti politici tanto di moda all’epoca), tendente ad atti violenti (la puntina sulla sedia di un professore, il picchiare col cancellino chi veniva sorpreso a rimanere in classe durante le assemblee). L’autrice si concentra molto su un particolare fisico dell’ex compagno i suoi “occhi di ghiaccio” freddi, impenetrabili, che ritroverà immutati nell’apparizione televisiva dopo tanti anni, occhi che tradivano forse un’indifferenza per tutto ciò che non fosse strettamente correlato all’amata ideologia e che, a mio avviso, tradivano pure un probabile vuoto interiore su cui certi “ideali” di fanatismo e intolleranza hanno potuto facilmente fermentare.
In parallelo, anche la storia dell’autrice, proveniente da una solida famiglia antifascista, studentessa lavoratrice, amante della scuola e della cultura per cui i cinque anni in un liceo scientifico piuttosto abbandonato a sé stesso, con ragazzi che spesso avevano poco rispetto di arredi e insegnanti, con insegnanti a volte demotivati da questi comportamenti contro cui poco potevano fare, non sono stati certo una passeggiata; che tuttavia non scelse la strada del terrorismo e che dopo tanti anni prova una sorta di rabbia (condivisa dalla sottoscritta) verso le patetiche dichiarazioni dell’ex compagno di scuola e dei suoi “colleghi”, rossi o neri che siano, che oggi pretendono perdono e comprensione da quello Stato che hanno combattuto, non capendo perché non gli dovrebbe essere concesso: loro in fondo hanno solo lottato per ideali giusti! L’autrice giustamente si domanda se questi hanno mai pensato al dolore che provocano nei famialiri delle loro vittime con ogni uscita; io dal canto mio una risposta ce l’avrei, ma non la dico perché sforerei.
Comunque sia, una bella testimonianza di prima mano, interessante e ricca di spunti di riflessione.



 

sabato 14 settembre 2013

La citazione

" "Esperienza" è il nome che tutti danno ai propri errori".

da "Il ventaglio di Lady Windermere" di Oscar Wilde

martedì 10 settembre 2013

Una voce di notte, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Sicilia, 2012

Anche per Montalbano gli anni avanzano…da un bel po’, visto che compie 58 anni, con suo grande rammarico.
Ciononostante il commissario giustamente non ha alcuna intenzione di farsi da parte, del resto anche se volesse non gliene verrebbe dato modo: il furto in un supermercato, la sparizione di una guardia notturna e il sucidio del direttore del supermercato qualche giorno dopo la rapina, per quanto sembri siano fatti scollegati, in realtà nascondono un filo comune: il supermercato infatti è di proprietà dei Cuffaro, come è  possibile che qualcuno abbia anche solo pensato di rapinarlo?
A tutto ciò si aggiunge l’omicidio di una  giovane che è stata trovata accoltellata in casa e di cui sembrerebbe colpevole il collerico fidanzato…



Primo romanzo di Camilleri in cui non è che abbia capito molto (forse l’età avanza anche per me, come per Montalbano? ).
Mi pare che stavolta le acque si siano confuse un po’ troppo in quel di Vigata: mafia, intrallazzi politici, relazioni scabrose, coperture di attività illecite si susseguono e intrecciano in maniera troppo veloce, mettendo troppa carne al fuoco, intrecciando troppe cose, in modo che a volte mi sono abbastanza persa e ho dovuto ritornare indietro soprattutto quando si è trattato di seguire degli indizi. La vicenda più interessante a mio avviso è stata quella della finta rapina, ma stavolta devo dire che sono arrivata alla fine un poco stufa, mentre di solito Camilleri non mi basta mai.
Certo che quel povero metronotte….:(

domenica 8 settembre 2013

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA FERMATE GLI SPOSI, di Sophie Kinsella, Edizione Mondadori.


Lottie non vede l'ora di sposarsi. Con l'uomo giusto, naturalmente: non ne può più di lunghe relazioni con fidanzati che sul più bello non se la sentono di impegnarsi davvero. E così quando anche Richard, che lei è convinta stia per farle la tanto attesa proposta, la delude, decide su due piedi che è ora di passare all'azione e accetta di convolare a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima e che lei non ha mai più rivisto. Ben si è appena rifatto vivo, e basta una cena per far scoccare nuovamente la scintilla tra i due: perché perdere tempo in inutili preparativi? Presto! Ci si sposa in quattro e quattr'otto e via per un'indimenticabile luna di miele nel luogo che ha visto nascere il loro amore. Ma non tutti la pensano così: Fliss, la sorella di Lottie, e Lorcan, il socio in affari di Ben, sono contrarissimi e preoccupatissimi. Bisogna intervenire subito. I due sabotatori partono all'inseguimento dei neosposi che devono essere fermati a tutti i costi, prima che avvenga l'irreparabile... Le conseguenze saranno disastrosamente comiche per tutti. Con "Fermate gli sposi!" Sophie Kinsella firma una nuova, spumeggiante commedia romantica, in cui non mancano le sue proverbiali trovate condite da un pizzico di sesso e da un insuperabile senso dell'umorismo.

ESCE IN LIBRERIA I RACCONTI DI NENE’, di Andrea Camilleri, EDIZIONE MELAMPO.


Le storie di Andrea Camilleri sono straordinarie non solo per quello che raccontano, ma anche per lo sguardo insieme ironico e affettuoso che lo scrittore riserva ai suoi personaggi. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada. Questi nuovi racconti - tra i più intimi e sentiti del romanziere siciliano - ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Samuel Beckett e George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce. L'avvento del fascismo e lo sbarco degli alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l'amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Che prende la parola, si mette a raccontare e ci incanta.



ESCE IN LIBRERIA RAGAZZE DI CAMPAGNA, di Edna O’Brien, EDIZIONE ELLIOT.

La timida e romantica Caithleen sogna l'amore, mentre la sua amica Babà, sfrontata e disinibita, è ansiosa di vivere liberamente ogni esperienza che la vita può regalare a una giovane donna. Quando l'orizzonte del loro piccolo villaggio, nella cattolicissima campagna irlandese, si fa troppo angusto, decidono di lasciare il collegio di suore in cui vivono per scappare nella grande città, in cerca d'amore ed emozioni. Nonostante siano fermamente decise a sfidare insieme il mondo, le loro vite prenderanno però vie del tutto inaspettate e ciascuna dovrà imparare a scegliere da sola il proprio destino. "Ragazze di campagna" venne scritto in soli tre mesi e inviato a un editore, il quale ricevette da un celebre scrittore suo consulente questo giudizio: "Avrei voluto scriverlo io". Alla sua pubblicazione, avvenuta nel 1960, l'esordio narrativo di Edna O'Brien, fortemente autobiografico,suscitò reazioni di sdegno e condanna che andarono ben oltre le intenzioni di una sconosciuta autrice poco più che ventenne: il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità.

ESCE IN LIBRERIA IL PICCOLO BURATTINAIO DI VARSAVIA,di Eva Weaver, EDIZIONE MONDADORI.

Mika ha dodici anni quando il cappotto viene cucito. Nathan il sarto lo confeziona per suo nonno nella prima settimana di marzo del 1938. L'ultimo anno di libertà per Varsavia, l'ultimo anno di libertà per Mika e la sua famiglia. E quando il nonno muore, rimane per Mika l'unica eredità in grado di proteggerlo dal gelo e dalla paura. All'apparenza si tratta di un cappotto qualunque, non fosse per le sue tasche che nascondono altre tasche, pertugi e vicoli ciechi. Una ragnatela di luoghi invisibili in cui far sparire i segreti più preziosi, a partire da un intero teatro di burattini di cartapesta dai colori vivaci. Quale migliore sorpresa per distrarre il cugino malato e i vicini, stipati in una stanza mal ridotta, di uno spettacolo di burattini? In poco tempo tutto il ghetto parla del piccolo burattinaio che gira di casa in casa strappando sorrisi anche ai più infelici. La notizia giunge fino ai soldati tedeschi. Fino a Max, un ufficiale che rimane talmente affascinato dal piccolo inventafavole da trascinarlo in un patto terrificante: ogni sera Mika potrà uscire dal ghetto senza incontrare ostacoli, a patto però di recarsi di filato alla caserma delle SS e allestire per loro il teatro di burattini. Se saprà incantarli con le sue storie potrà ritornare ogni notte dalla sua famiglia, altrimenti... Un libro che racconta il cuore fragile della tragedia, la perdita dell'innocenza di un bambino e la sua inesauribile capacità di sognare di nuovo.


ESCE IN LIBRERIA NEMMENO LE GALLINE, di Alessio Massinelli,  EDIZIONE FAZI.


Siamo nel 1938, in pieno fascismo, e l'eccitazione di un intero paese ruota attorno alla gara di uccelli che da anni dà lustro al piccolo centro sul lago d'Iseo protagonista della storia. Con il suo merlo, vorrebbe vincere la sfida Guido Arcangeli, operaio della Riva, felicemente sposato con Angelina eppure chiamato "l'eroe" per via della sua propensione a sedurre altre donne tutt'altro che affascinanti. Guido tuttavia non sembra avere molte chance specie di fronte al cognato Astolfi, che da anni è l'indiscusso dominatore della gara; in più, aspirerebbero al successo anche Francesco Riva, figlio del titolare dell'azienda omonima (e forte di un rarissimo usignolo giapponese), il capitano dei carabinieri e diversi forestieri. Nell'approssimarsi dell'evento, mentre Guido è vittima di un'improvvisa impotenza attribuita alla tensione, fervono i preparativi e le manovre, lecite e meno lecite, per assicurarsi il premio. Alla fine, il trofeo andrà a uno straniero, un "terrone" proveniente dalla "Calambria", che tuttavia verrà accusato di aver usato l'inganno per ottenere la vittoria. Il lieto fine è assicurato.