martedì 6 agosto 2013

Nessun amore più grande, di Danielle Steel


Titolo originale: No Greater love

Anno di pubblicazione: 1983

Ambientazione: Stati Uniti, dal 1912  a metà anni'20 circa



Nel 1912 la giovane americana Edwina si trova sul Titanic con la famiglia e il fidanzato;nella tragedia che tutti conoscono perde i genitori e il fidanzato, trovandosi così, a soli diciotto anni, ad affrontare la responsabilità di crescere i fratelli minori e mandare avanti l’azienda di famiglia.E lo farà in modo egregio, sacrificando però la sua vita privata.
Ma alla fine, dopo dodici anni, anche lei troverà finalmente il meritato amore e la meritata felicità.



E’ il romanzo di Danielle Steel che ancora oggi rileggerei più volentieri, se me ne capitasse l’occasione.Questo perché, pur mantenendo la tipica struttura da romance moderno ( o anche “women’s fiction”,come lo vogliamo chiamare), non narra una storia d’amore così come comunemente la intendiamo, ma un amore più generale:quello per la famiglia e le persone care, soprattutto dopo una tragedia come quella che colpisce la protagonista.
Edwina fino a quella tragica notte del 1912 è una tipica ragazza della buona borghesia americana, cresciuta in una famiglia felice e con un futuro pieno solo di rosee prospettive:il tutto spazzato via in una sola notte dalla stupidità e follia di chi non prese le dovute precauzione ritenendo presuntuosamente il Titanic inaffondabile.La parte della tragedia è narrata in modo molto toccante, soprattutto quando narra del giorno successivo quando Edwina si aggira sulla nave che li ha soccorsi alla ricerca dei sopravvissuti.Come detto, le rimangono solo i fratelli ( tre maschi e due femmine), e il romanzo è quasi completamente incentrato sul modo in cui si occuperà di loro,diventando un vero punto di riferimento in ogni occasione( e va da sé che,essendo un romanzo della Steel,la famigliola sarà colpita ancora da altre disgrazie),aiutandoli a crescere e amandoli e rispettandoli anche quando le loro strade non prenderanno il corso che la giovane si era ripromessa per loro.
Un difetto di questo romanzo è il fatto che non riesce a seguire bene tutti i personaggi ( infatti dei sei fratelli tre rimangono in ombra),un pregio invece è il modo di descrivere ,attraverso le difficoltà che la protagonista si trova ad affrontare improvvisamente anche al di fuori dell’ambito familiare, come era organizzata la società americana dell’epoca e le difficoltà in cui poteva incorrere una donna dell’epoca che decideva di intraprendere una strada lavorativa non prettamente femminile.
Le amanti delle storie d’amore si tranquillizzino, anche qui nonostante tutto ce ne sono due o tre, ma sappiate che sono messe in ombra rispetto a quell’amore più grande cui si riferisce il titolo:quello per la famiglia.

2 commenti:

  1. quanti libri ho letto di questa autrice.. e quanto ho sognato con le sue storie.. ancora adesso quando voglio leggere qualcosa che mi rilassi opto sempre per un suo rmanzo

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    1. Quando ero ragazzina mi piaceva molto, ma col tempo il mio interesse è notevolmente scemato..per non dire scomparso.
      Questo romanzo però come ho detto è tra quelli che rileggerei...forse l'unico.

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