martedì 20 agosto 2013

L'uomo che non aveva un cuore, di Margaret Moore



Titolo originale: A Norman's Heart

Anno di pubblicazione: 1996

Ambientazione: Inghilterra, medioevo


Collegamento con altri romanzi:

E’il secondo romanzo della SAGA MONTMORENCY,composta da:

1- IN DIFESA DI MADELINE ;
2- L’UOMO CHE NON AVEVA UN CUORE ;
3- LA CASTELLANA SPODESTATA ;



Per riparare alla rottura del fidanzamento tra la sorella Madeline e Lord Reginald Chilcott,Sir Roger de Montmorency accetta di sposare la sorella di quest’ultimo, Mina.
 La quale però non assomiglia a nessuna delle svenevoli e leziose damine medievali tanto di moda all’epoca,così sensibili al fascino del rude Roger:la giovane donna dai capelli rossi caparbia e intelligente con cui si ritrova maritato è ben decisa ad ottenere da questo matrimonio, se non amore ( in cui non crede)perlomeno rispetto, e si considera pari al marito, tanto da giocargli per vendetta un brutto tiro la prima notte di nozze, dopo aver sentito delle parole offensive nei suoi confronti,dovute al fatto che Sir Roger considera la moglie al pari dei suoi vassalli e come tale esige cieca obbedienza:gli somministra un sonnifero e la risveglio gli fa credere di averla presa con violenza.Mina, abituata alle botte del padre e dei fratellastri che l’hanno sempre maltrattata, si stupisce nel vedere la reazione sconvolta di Roger, e non comprende la sua furia nemmeno quando, scoperto l’inganno, egli giura che non la perdonerà mai.Ma i due sono molto più simili di quel che credono, e la buona riuscita del matrimonio potrebbe avvenire con un po’ di impegno da parte di entrambi…


Nonostante il medievale non sia il mio periodo preferito, questo libro mi ha colpita molto per via dei suoi della tormentata relazione tra i due protagonisti, due personaggi con caratteri molto forti forgiati da esperienza dure del passato. Soprattutto Mina, figlia di una sassone e di un inglese, maltrattata crudelmente dal padre e dai fratelli che si vergognavano delle sue origini,ha superato tutto ciò grazie alla sua forza di carattere e al suo orgoglio,doti che l’hanno resa consapevole e decisa nell’esigere rispetto da tutti. Anche dal futuro marito, contrariamente a come si usava all’epoca,quando le donne non erano che delle proprietà in mano agli uomini;mina non arriva ala matrimonio con idee romantiche e nemmeno illusioni circa i sentimenti che il futuro sposo può provare per lei,sa bene quale è il ruolo di una moglie, ciononostante mi ah colpito la sua determinazione nell’esigere di essere trattata con la stessa dignità di un uomo, e contemporaneamente la sua fragilità,che dapprima cogliamo in poche occasioni, poi via via sempre più evidente man mano che passa il tempo, e riesce ad abbattere il muro che aveva eretto a propria protezione contro i sentimenti (non solo quelli verso il marito, ma anche verso altri personaggi come il fratello Reginald, l’unico che le abbia voluto bene in famiglia).
Unica pecca lo “scherzetto” davvero cattivo che combina a Roger, benché in parte giustificabile con l’idea che si è fatta degli uomini ( e non a torto, viste le sue esperienze), e il fatto che alcuni suoi comportamenti davvero non sembrino quelli di una donna che vive comunque nel Medioevo…ma tant’è, in questo romanzo i pregi sono comunque tanti e sui difetti si può quindi lasciar correre.
Anche Roger inizialmente sembra solo un uomo duro e senza cuore(come lui stesso si definisce)sebbene onesto e leale,invece poi scopriamo essere stato ferito da ragazzo dalla forzata separazione dalla sorella,e quindi preferisce non legarsi dagli altri per paura di soffrire qualora gli venissero portati via;nondimeno fa tenerezza tutte le volte che si tormenta pensando a cosa dovrebbe dire o fare per piacere alla moglie!Sono debolezze che piacciono.
Se si aggiungono personaggi di contorno ben caratterizzati e uno stile scorrevole e ben dettagliato,si capisce che è un romanzo che vale la pena leggere, soprattutto se si cercano due protagonisti un po’ diversi dal solito.

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