martedì 9 luglio 2013

Un matrimonio scandaloso, di Johanna Lindsey


Titolo originale: Marriage most scandalous

Prima pubblicazione: 2005


Ambientazione: Inghilterra,1808.

Raven il Corvo è il nome del mercenario dietro cui si nasconde Sebastian Townshend, un nobile che undici anni prima, a causa di un duello che provocò la morte del suo migliore amici, fu ripudiato dal padre e scacciato dall’Inghilterra. Lady Margaret Landor, una conoscenza della sua giovinezza (lei allora era solo una bambina) si reca personalmente in Francia per riportarlo in Inghilterra,assumendolo per scoprire cosa sta succedendo nella di lui dimora natale: da qualche tempo il padre di Sebastian, nonché tutore di Margaret, è vittima di strani e misteriosi incidenti, e la giovane donna teme che qualcuno stia attentando alla vita dell’anziano nobiluomo per impossessarsi delle sue ricchezze, indi per cui non può chiedere aiuto ad amici vicini ma risolve così di chiederlo al figlio diseredato, che ha giurato di non rimettere più piede in patria e tantomeno di rivedere il padre.In effetti egli dapprima rifiuta categoricamente, poi accetta e segue la lady a casa, dove di comune accordo si presentano come marito e moglie in modo che a lui non venga negato l’accesso nell’ex dimora, che causerebbe serie difficoltà nelle indagini.Ma Sebastian prende troppo sul serio il suo finto ruolo di marito, almeno secondo le aspettative di Margaret….


Detta così, la trama ha certamente l’aspetto di una storia intrigante e avvincente, e probabilmente le intenzioni iniziali erano quelle…ma sono rimaste purtroppo solo intenzioni.
Cominciando dal titolo:che cosa avrà mai di scandaloso questo matrimonio? E’ vero,Sebastian da giovane è stato coinvolto in un grosso scandalo per il quale è stato diseredato dal padre ed è fuggito in Europa, ma non mi pare che sia stata una cosa che abbia lasciato il segno, se non nel protagonista e nei suoi congiunti.E per quanto riguarda la vita e la professione non proprio onorevole di Sebastian negli undici anni di assenza da casa, non mi pare che qualcuno l’abbia riconosciuto…insomma, non ci ho trovato nulla di particolarmente scandaloso.
Inoltre mi ha colpito molto il modo sciatto di raccontare alcuni passaggi che ritengo fondamentali del romanzo, per esempio il primo incontro tra Margaret e Sebastian e soprattutto il momento in cui i familiari scoprono che lui è tornato:nessun, e dico NESSUN accenno di benché minimo stupore a ritrovarselo davanti dopo undici anni di silenzio, senza contare tutto quello che è successo prima!!! Ma possibile?! E oltretutto con tutta la sofferenza provocata dallo scandalo, ci si sarebbe aspettato minimo un finimondo…e invece, a parte la nonna contenta di rivedere il nipote (ma con un’accoglienza molto tiepida rispetto al dolore che dice di aver provato) e la cognata cattiva (che però sapeva come stava), tutto come se Sebastian fosse appena tornato da una vacanza.
Anche il giallo che tiene banco per tutta la durata del libro ha un epilogo che potrebbe essere sbalorditivo nella sua banalità,ma che in realtà riesce solo a deludere ancora di più le aspettative del lettore.
E spostando l’attenzione sui personaggi principali, nulla di più e nulla di meno che un compitino svolto col minimo sforzo:lui il solito libertino (presunto) tormentato e redento, lei la solita eroina intraprendente e insieme convenzionale che verrà convertita alle gioie dell’amore essendo non troppo reticente ad esserlo. Non si riesce a stabilire un feeling di qualsiasi tipo con loro, scivolano via e una volta chiuso il libro rimangono lì. Peccato, un’occasione sprecata.



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