sabato 1 giugno 2013

Il vento del passato, di Mary Balogh


Titolo originale:Tempting Harriet

Prima pubblicazione anno: 1994

Ambientazione: Inghilterra,1800.

Collegamenti con altri romanzi: E’ il terzo e ultimo romanzo della serie SULLIVAN.

Finito il periodo di lutto per  la morte del marito, Lady Wingham, al secolo Harriett Pope, accetta l’invito di alcuni amici a trascorrere la Stagione a Londra. Qui con il cuore in gola rivede il suo mai dimenticato primo amore, Lord Archibald Vinney, che sei anni prima, sfruttando il fatto che era solo la dama di compagnia della contessa Clara Sullivan, aveva cercato di convincerla a diventare la sua amante, ottenendo per ben due volte un netto rifiuto nonostante l’attrazione reciproca.
Rivedendolo, dopo tutti questi anni, capisce che il sentimento, che essa credeva affievolito o scomparso, in realtà non è mai cambiato… e lo stesso vale per lui, Archie, lo scapolo più ambito della stagione, che si trova costretto dalla ferma volontà della nonna a mettere finalmente fine alla sua condizione di scapolo per prendere moglie e continuare la stirpe.
Quando rivede Harriet capisce di non averla mai dimenticata, e consapevole del fatto che non potrà mai portarla all’altare in quanto di rango inferiore al suo, le propone nuovamente di diventare la sua amante fino alla fine della Stagione. Contro tutti i suoi principi Harriet accetta...






Chi ha letto il precedente BALLANDO CON CLARA ricorderà bene i personaggi di Archie e Clara: lui era l’amico libertino di Freddie Sullivan, e lei la virtuosa e rispettabile, ma povera, dama di compagnia della protagonista. Erano protagonisti di una storia di sottofondo in cui erano attratti reciprocamente l’uno dall’altra, ma lei rifiutava in blocco la sua proposta di diventare la sua amante, sentendosi degradata da una tale scelta, nonostante il nascere di un sentimento fosse innegabile per entrambi. Ma si sa, un futuro duca non può frequentare chi vuole… e così i due si separano.
Li ritroviamo sei anni dopo in questo romanzo dove assurgono al ruolo di protagonisti: in questi sei anni sono successe molte cose. Harriet ha sposato un gentiluomo di campagna molto più anziano di lei, col quale ha vissuto serenamente e che purtroppo è morto lasciandola con una bimba piccola; ora è una lady a tutti gli effetti, anche se di livello inferiore a quello di un duca, e può permettersi di frequentare il bel mondo londinese, di essere presentata agli amici giusti e, perché no, di trovare un secondo marito adeguato ai suoi sentimenti. Devo dire che il personaggio di Harriet mi ha annoiato e incuriosito allo stesso tempo: annoiato perché a ogni pagina vengono ribaditi i suoi principi virtuosi, non esagerati, ma trovo che il troppo sfoggio della virtù finisca per annoiare se decantato troppo spesso. Mi ha invece incuriosito il modo in cui Harriet si pone di fronte agli eventi: a volte sembra una persona capace di prendere delle decisioni da sé, valutandone rischi e conseguenze (come quando accetta di diventare l’amante di Tenby ), altre volte è come se si lasciasse trasportare dagli eventi senza essere in grado di opporsi, in balia della volontà altrui. Un bel personaggio, dopotutto.
Invece Archibald, detto Archie, duca di Tenby,che già nel primo romanzo avevo trovato oltremodo antipatico e irritante, anche qui non è migliorato: sempre irritante nel presumere di essere irresistibile, indeciso fino all’ultimo sul da farsi ( si può capire, data la sua posizione.. ma non fino all’ultima pagina! ) ma ben deciso a manovrare le cose a suo piacimento, ingannando perfino sé stesso sulla natura dei suoi sentimenti per Harriet.
Per il resto un tipico romanzo Balogh, ben scritto e con personaggi secondari davvero notevoli ( indimenticabile la zia Sophie ); ha buone probabilità di piacere alle ammiratrici dell’autrice.

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